Susanna Trossero

scrittrice

A colloquio con il cielo

A scuola mi dissero che il Monte Bianco è la montagna più alta d’Italia e di tutta Europa: 4.807 metri gli hanno regalato l’appellativo di Re delle Alpi, e si fa onore tra le 7 Vette del Pianeta!

Ne ammiravo le immagini sulle enciclopedie, sul libro di geografia, tra le figurine dell’album Tutta Italia ma anche su quelle di Tutta Europa, e mi domandavo se mai ci sarei salita in cima, a guardar giù le case e gli alberi farsi piccoli piccoli fino a scomparire.

Da adulta non ci ho più pensato, a volte è più facile girare il mondo che godere delle bellezze della propria terra, e non ho mai capito perché.

La settimana scorsa, in una di quelle decisioni dell’ultimo minuto, mi sono ritrovata proprio là, sulla Punta Helbronner del Monte Bianco, dopo una salita veloce e quasi danzante della capiente cabina di funivia. La bellezza di quelle rocce innevate, del silenzio da alta montagna, dello stordimento che in vetta può cogliere e che tanto somiglia a un vago mal di mare, mi hanno portata in una dimensione da sogno, in cima al mondo, con l’aria pungente sul viso e lo spettacolo tutto attorno che nessuna parola può davvero descrivere né foto rendere giustizia. “I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi”, diceva Goethe.

L’emozione che solo la natura sa elargire, è qualcosa che giunge dal profondo e nel profondo arriva, perché anche la montagna più imponente è un’opera d’arte, è anima e cuore, è voce che sussurra o minaccia, è ascoltatore muto a cui raccontare di te.

Sono stata felice, lassù. Non mi bastava guardare per catturare tutto, perché a chiudere e riaprire gli occhi qualcosa di nuovo mi appariva. E di grande.

Sono un’isolana, amo il mare, lo considero il mio elemento. Ma quello stare lassù, in cima al Re delle Alpi, mi ha fatto sentire un’eletta in pieno colloquio con il cielo.

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ArgoDiario: pagina 12

Ci ho messo un po’, a decidermi per questa pagina conclusiva. Mi sono presa del tempo, forse perché proprio il tempo del mio ArgoDiario è finito e mi ci ero abituata, un appuntamento per me prezioso e spero piacevole per voi che leggete.

Comunque sia eccoci al 4 ottobre, sesta e ultima giornata conclusiva della Fiera del Libro, cominciata con l’incontro a scuola di cui ho parlato ampiamente nella pagina precedente. Quell’incontro mi ha fatto “saltare” la consueta colazione d’autore, stavolta con la cara Claudia Aloisi, che per fortuna ascolterò nel pomeriggio. Oggi ho il piacere di rivedere Antonella Serrenti, amica, collega di scrittura, Argonauta! Pranziamo insieme ad alcuni ospiti ma finalmente nel pomeriggio ci godiamo il sole di Piazza Pichi facendo progetti letterari, il nostro gioco di squadra è oramai collaudato e allora perché non riprendere il discorso interrotto?

Più tardi, un interessantissimo appuntamento: l’autrice Claudia Aloisi, Francesco Cheratzu – socio e fondatore della casa editrice Condaghes – e Antony Lamolinara, premio Oscar e regista, il quale fa un annuncio pubblico molto emozionante: colpitissimo dal romanzo di Claudia “Flavia’s end” e dall’ambientazione tutta isolana (una storia ricca di misteri e colpi di scena che a breve avrà anche un atteso seguito) intende farne un film! “Ho già cominciato a scrivere la sceneggiatura – dice con il suo accento americano – e devo telefonare ai miei amici attori”… L’applauso e le parole di Eleonora Carta, padrona di casa di questo incontro, sono in grado di lasciare senza parole l’autrice, visibilmente emozionata. Sono cose che non succedono tutti i giorni, ma alla Fiera del Libro sì!

Di parole, bellissime, si riempie ancora la piazza: sono pronunciate dall’Assessore alla cultura di Iglesias Claudia Sanna e sono ricche di apprezzamento per tutto il lavoro svolto in questi giorni.

L’atmosfera è in effetti da ultimo giorno, ma la ricchezza di ogni momento che lo compone ci ricorda l’esistenza della FieraOff, ovvero tutta una serie di eventi e incontri che colmeranno dalla settimana prossima lo spazio che intercorre tra la fine della Fiera 2022 e la successiva edizione 2023, il cui tema è ancora top secret.

Alle 19 arriva Andrea Marcolongo, con la sua avvolgente Lectio Magistralis “De arte Gimnastica”. Le sue pubblicazioni sono sempre fonte di arricchimento, dense di passato e motivate dall’amore per i più grandi della letteratura, i quali ci hanno insegnato che “La cura delle parole non è altro che cura verso noi stessi e verso chi ci è accanto”

Oggi parla della sua più recente pubblicazione, “De arte Gimnastica – Da maratona ad Atene con le ali ai piedi” Editori Laterza, ma in una lectio che attraverso il libro racconta di sé, della sua personale risposta al “perché correre?”. Se lo chiesero i Greci, e in antichità le Olimpiadi erano l’unico momento in cui si deponevano le armi. E allora, si chiede l’autrice, perché non provare a pensare come pensavano i greci? Così sono cominciati i suoi allenamenti, così noi sentiamo le ali ai piedi ascoltandola.

La conclusione della serata è nei volti delle bellissime persone che ho incontrato per la prima volta durante i sei giorni della Fiera, in quelli degli amici più cari che sono venuti a trovarmi qui o che hanno partecipato agli straordinari eventi, nello staff, nei saluti a Marina e Filippo che mi hanno accompagnata e seguita in ogni singolo giorno, e nel brindisi di gioia e sollievo di noi Argonauti per il risultato ottenuto, mentre suonano i musicisti del Circolo Musicale Verdi mettendo in scena la favola sinfonica Il musicante di Brema.

Poi via le sedie, si smonta tutto, si va a cena, si ride felici con gli abbracci già pronti per qualche ora dopo, quando stringersi sarà un gesto po’ malinconico ma denso di sincero affetto, di gioia sotto il cielo isolano che è nero nero ma non spegne la luce della Meraviglia ideata, costruita, messa in opera da Argonautilus, associazione culturale ancora capace di sognare e regalare i suoi sogni a tutti.

Susanna

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ArgoDiario: pagina 11

Martedì 4 ottobre: tutto appare così diverso, stamattina… C’è ancora un gran da fare eppure i nostri sguardi che si agganciano tra loro raccontano già di nostalgia. Quando la bellezza, la Meraviglia, ti sfiora e crea tante nuove connessioni, non è facile lasciarla andare. Ma, nel frattempo, godiamo ancora di belle ore ricche e stimolanti. Cominciamo subito con qualcosa che mi ha riempita di gioia: la Masterclass da me tenuta per i ragazzi dell’IPIA G.Ferraris di Iglesias: I sensi nella scrittura. L’accoglienza delle insegnanti, della dirigente scolastica, e la curiosità vivace dei ragazzi, mi hanno spinta un po’ oltre una normale lezione sull’importanza del far parlare un testo, del mostrare piuttosto che raccontare, o dell’utilizzo dei 5 sensi nella letteratura. Un esercizio di scrittura nato quasi per gioco ha invece cambiato le sorti della mattinata e della mia presenza là, trasformandosi per alcuni in valvola di sfogo… La scrittura come terapia, l’importanza delle lettere simboliche, il “mai detto” che attraverso la scrittura trova una via per emergere. Mi sono emozionata, ascoltando i testi più profondi, ho riso quando i più buffi sono stati letti, ho osservato l’allegria ricordando io stessa i tempi della scuola, ma notato anche ferite che faticano a rimarginarsi, timidezze, novelli scrittori ancora privi di vanità letterarie.

In questa VII edizione della Fiera del Libro, sono rimasta colpita dai ragazzi, da tutto ciò che hanno fatto e che fanno grazie anche a una scuola vivace, che sa stare al passo con i tempi pur senza dimenticare l’importanza del passato e il suo ruolo educativo. Se la risposta dei ragazzi è quella che ho potuto ammirare in questi sei giorni, significa che gli insegnanti hanno saputo conquistare la loro fiducia, guadagnandosi proprio la giusta risposta a un mestiere che si fa ogni giorno più faticoso. Ma faticoso è anche quello dello studente, il quale deve necessariamente imbrigliare la naturale esuberanza dell’età a favore della crescita personale, della conoscenza, di quell’aprirsi al mondo che viene dalla cultura.

Sono onorata di aver respirato questa sinergia e avevo promesso loro – ai ragazzi e agli insegnanti – che ne avrei parlato, perché non ci si può soltanto soffermare su ciò che non funziona: è attraverso la divulgazione di quello che funziona, invece, che possiamo migliorare le cose. E allora, ai ragazzi dell’IPIA, a coloro che hanno esposto le loro idee al Teatro Electra, a quelli coinvolti nel LAB di Latino Lupus in Fabula, a voi che avete ascoltato la Lectio Di Fioretto, a voi presenti agli incontri e alle tante Masterclass e a tutti voi delle scuole coinvolte nel progetto Argonautilus, voglio chiedere il vero applauso, non quello che mi avete regalato in classe bensì uno ancora più imponente e corale diretto a voi stessi, perché – credetemi – ne meritate uno grosso così!

La parola di oggi è salvezza. E per spiegarvene la ragione, tradurrò la parola con una frase di Fabrizio Caramagna: “Il medico salva le vite, l’insegnante salva le menti”. Vi porto nel cuore,

Susanna

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ArgoDiario: pagina 10

Matteo Porru

Lunedì 3 ottobre, il rumore delle ruote di un trolley sul selciato di Piazza Pichi ci ricorda che è il quinto giorno della Fiera del Libro, le partenze cominciano a superare gli arrivi ma c’è ancora tanto di bello da fare e la malinconia può attendere.

Oggi ho conosciuto l’autrice e insegnante forlivese Claudia Aloisi, con lei ho chiacchierato tanto di quella parte d’Italia alla quale il mio cuore è legatissimo e che il suo meraviglioso accento romagnolo mi ricorda. Una persona davvero amabile e simpatica. Ho apprezzato molto anche Nadia Paddeu, la cui passione – divenuta mestiere – è proprio la divulgazione e promozione della cultura, del libro, della lettura, di importanti progetti culturali che la vedono sempre in prima linea.

Incontro interessante anche quello con l’affettuoso Matteo Porru, giovanissimo talento della scrittura che ha già ricevuto numerosi premi e onorificenze e che a soli 16 anni aveva già scritto ben 16 libri! Oggi di anni ne ha 21, è evidente la freschezza dei suoi anni ed è affascinante vederla mescolarsi al genio che è in lui. Il pranzo è come sempre allegro, il clima conviviale aiuta la conoscenza e prepara al pomeriggio che ci attende in una cornice che amo particolarmente: l’antica Tonnara di Portoscuso. Là, dopo esserci occupati dell’organizzazione e aver accolto il pubblico numerosissimo, ascoltiamo Stefano Lamorgese – giornalista di Report (Rai3) e vicepresidente dell’Associazione Amici di Roberto Morrione – che intervista Angelo Piero Cappello, direttore del Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura. Oggi ci parla non solo della sua carica ma anche dell’ultimo saggio “Fasciste – Donne in marcia verso Roma – 1919/1922” edito da Ianieri. Uno scambio interessante, quello che avviene sul palco, così come interessante è il tributo che Cappello vuole dare, cent’anni dopo, alle numerosissime donne in marcia su Roma, da sempre contate in numero invece ridotto.

A proposito di Stefano Lamorgese e del Premio Morrione – dedicato al giornalismo investigativo e che realizza progetti d’inchiesta dei giovani under 30 – ci ha presentato, durante i suoi interventi in Fiera, la finalista della decima edizione del Premio, l’avvocato ventisettenne Anna Berti Suman (categoria Multimediale con l’inchiesta “Sentinelle”). Incontri che hanno lasciato il segno negli studenti iglesienti, e che – ne siamo certi -produrranno nuovi giornalisti! Lamorgese ha fondato una scuola di giornalismo a Roma, che coniuga la tradizione del giornalismo classico con le nuove esigenze tecnologiche. Stimolante conoscenza che va a unirsi ai tanti motivi di arricchimento regalati da questa Fiera.

Sul palco, a concludere degnamente la giornata, Antonio Manzini, attore, scrittore, regista, nonché creatore dell’ormai noto Rocco Schiavone, personaggio letterario interpretato nella trasposizione televisiva da Marco Giallini. Manzini, intervistato brillantemente dalla nostra Federica Musu, si racconta e ci diverte con aneddoti e curiosità su Camilleri, con il quale ha avuto un rapporto di amicizia lungo 35 anni. “Grande amico e stimatissimo Maestro”, precisa lo scrittore, e noi ascoltandolo non ci rendiamo più conto che il buio, sull’antica Tonnara di Portoscuso, è calato da un pezzo.

La parola di oggi è “incontri”. Quelli che rendono la vita più ricca, quelli che ci stimolano, ci aprono nuovi orizzonti, ci completano. Incontrare… Una parola il cui senso è facile da trovare se ci sofferma su un altro verbo: convergenza.

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ArgoDiario: pagina 9

Ancora domenica, 2 ottobre, quarto giorno della Fiera del Libro di Iglesias. Da qualche giorno anche io sono Alice nel paese delle meraviglie, tante sono le cose che accadono! Ciò che mi colpisce è il costante afflusso di pensieri, riflessioni, su cui soffermarsi…

Adesso è Maggi, il professor Andrea Maggi, vero protagonista de “Il Collegio” e scrittore dalla penna profonda, a parlare con un pubblico curioso e vario in quanto a età. Lui presenta il libro “Storie di amore e di rabbia”, Giunti Editore (qui la mia recensione) ma si va molto più in là rispetto al romanzo, toccando corde di tutti. L’amore, dice, è in fondo un investimento a perdere: amare significa sacrificarsi, rischiamo di perdere individualmente, eppure ci piace, non possiamo farne a meno: è un sentimento irrazionale. Ascoltate il piccolo estratto della presentazione.

Poi invita anche lui, come NataLino Fioretto alla Lectio su Dostoevskij (vedi la pagina 6 di questo diario ), a lasciare la strada battuta quando è giunto il momento di farlo, a sperimentare, perché “ti puoi costruire perfino su passi azzardati. Anche l’airone vola verso qualcosa: non sa dove andrà ma va”.

Il pranzo, anche oggi, è il prolungamento di un piacere che si completa come sempre in modo informale, tra chiacchiere con gli ospiti e risate da dietro le quinte che mi mancheranno molto.

Numerose sono le cose che si susseguono in questa giornata, tanti gli eventi, alcuni purtroppo li perdo per spostarmi a Gonnesa, località S’Olivaru, un parco urbano in origine antica masseria di fine ‘800, dove devo seguire e coordinare insieme a parte dello staff nuovi incontri.

Una gustosa selezione di dolci tipici isolani ci accoglie all’aperto: è il compleanno dell’Argonauta Maurizio, il clima di festa ci invade tutti ed è ArgoCircolo a crearlo: la nostra Erika Carta è la padrona di casa in ogni senso perché coordinatrice di questo circolo letterario che si muove in due dimensioni: quella di Erika appunto, rappresentata da “In libro veritas”, gruppo di lettura per adulti, e quella di Sara Porru “Fantadia”, dedicata alla lettura per bambini.

Sempre Erika, brillante e ironica, modera il dibattito di poco più tardi, sul palco: “Fonti di libri”, con i Sicilia Niura, l’editore Alfio Grasso, Antonio Pagliuso (scrittore, ideatore di rassegne culturali, l’editoria e il giornalismo sono il suo pane), il danzastorie Alosha, Wom Edizioni.

Poi il palco si svuota, appare una sedia e Alosha dà corpo alla sua arte: “Voglio che le parole diventino gesto”.

Ci ha ricordato, Alosha, che proprio in una terra di machismo come la Sicilia, in seguito all’omicidio di due ragazzi che aveva infranto il perbenismo, si segnò una svolta per i diritti civili. Ed è quel delitto, che mette in scena con le sue movenze e la mimica facciale, ma soprattutto con la sua grande umanità e sensibilità.

Dopo di lui, Marco Belli presenta Wu Ming la cui storia è molto interessante, cercate loro e Luther Blisset per conoscerla, ne vale la pena. Stasera presentano Ufo78, un romanzo considerato vasto, corale, psichedelico sul nostro Belpaese.

La cena ci avvolge, è molto tardi, siamo in tanti, sospesi in quell’altrove fatto di nuove conoscenze e grandi ricordi che si formano. La parola di oggi è proprio questa: ricordi. E non necessita di spiegazioni: si deposita a notte fonda in ognuno di noi.

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