Susanna Trossero

scrittrice

Dalla Russia con… “amore”

on 1 Febbraio 2013

omofobiaOggi non parlerò con voi di letteratura, Amici miei. Oggi no. Perché sono amareggiata da un articolo la cui lettura mi è stata suggerita da una persona a me cara, un articolo che pare addirittura surreale per quanto è assurdo il suo contenuto. E ve ne parlo perché troppo poco se n’è parlato.

Da pochi giorni, in Russia, si è approvata – con un solo voto contrario –  una legge che vieta la propaganda omosessuale. Questo in nome dei valori tradizionali naturalmente, ma anche a tutela dei minori, i quali – sentendone parlare – potrebbero esser “contagiati” da simili devianze e diventare omosessuali.  Perché (e chi non lo sa!) ci si trasforma in omosessuali per imitazione, naturalmente. Non mi stupisce, visto che ci sono teorie sull’omosessualità- malattia e proposte di cure per guarirne, pubblicizzate proprio nel nostro paese!

Dunque la Russia, così protettiva e attenta ai minori, ha trovato la maniera per tutelarli da “distorsioni” amorali e inaccettabili e farli crescere sani, beati loro. L’approvazione non è ancora definitiva ma, tranquilli, siamo sulla buona strada perché lo diventi.

Per intenderci, la legge convertirà in reato anche il solo parlare pubblicamente dell’argomento, lo scriverne, il dar voce al tema: sono previste multe salate a partire dal singolo individuo fino ad arrivare agli organizzatori di eventi o a chi ne scriverà.

Considerata una grave violazione all’articolo 10 della convenzione europea dei diritti umani, ciò è stato definito da Amnesty International un inaccettabile attacco alla libertà di espressione.

Ed io non ho parole. Davvero. Perché ancora sento dire “ma cos’è tutto questo parlare di gay? Perché non si vivono la loro vita senza per forza essere al centro dell’attenzione?” e mi pare ovvia la risposta (e stupida la domanda): perché alla “loro” vita non si dà la connotazione di normalità. Questa caccia alle streghe da medioevo, questo timore che considerare i diritti umani uguali per tutti sia un modo per ledere la moralità degli eterosessuali, questo temere tutto ciò che non ci appartiene per natura e non rispettare tutto ciò che per natura appartiene ad altri… che cosa è se non ignoranza e prevaricazione? E sono davvero l’ignoranza e la prevaricazione i muri portanti di una società civile?

Come ha detto Igor Kochetkov: “voi potete anche votare una legge che spenga la luce del sole, ma nessuno di voi ha il potere di farlo”.

 


3 Responses to “Dalla Russia con… “amore””

  1. Aldo C. Marturano ha detto:

    Condivido pienamente quanto hai scritto. Purtroppo ci sono pregiudizi che hanno la maggioranza nel Parlamento russo e fanno approvare tali leggi stupide. Non siamo da meno però anche noi…. Vorrei comunque regalarti il mio recente lavoro sulla casa medievale russa, usi e costumi. Se mi scrivi, te lo invio: è un e.book. Ciao

  2. Aldo C. Marturano ha detto:

    Occorre leggere bene ciò che è scritto e, magari, anche compulsare il testo russo. Se a uno è stato diagnosticato, constatato o come vuoi, disordine mentale etc. etc. la patente non viene rilasciata. In altre parole, come ovunque, prima di rilasciare la patente di guida si passa una visita medica “fiscale” in cui ci sono delle regole giuridiche da rispettare su disordini e malattie pregresse, al di là del fatto che coinvolgano transessuali etc. Si vorrà cambiare? Quando lo si vorrà e si avrà la forza politica per farlo, si cambieranno le regole della visita fiscale e ne saremo contenti tutti.

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