Susanna Trossero

scrittrice

Il tempo di vivere il presente

on 5 Febbraio 2014

Il tempo di vivere il presente

Quante volte diamo per scontati i nostri affetti, la loro presenza, la loro “immortalità”… Ci sono persone che fanno parte di noi da sempre, del nostro vissuto, persone che ci hanno accompagnato per una vita intera e che – non senza presunzione – pensiamo continueranno a farlo sempre, o per sempre. Poi, accade qualcosa di inaspettato che ci fa temere non sia così e che ce le rende fragili, meno eterne, che ci scuote dal torpore dei rapporti consolidati e come schiaffo sul viso ci riporta verso una più realistica visione delle cose: nessuno è eterno.

Le parole non ancora pronunciate che siano pronunciate adesso, che gli abbracci dimenticati siano riesumati dall’anima e spediti al destinatario senza più attendere, che i sorrisi e i gesti gentili non siano rimandati oltre. Perché a non farlo potrebbe esserci un prezzo da pagare in quanto a rimpianti, e la vita ne è già fin troppo piena. Presuntuosi proprietari di un ricco castello stracolmo di idee e di progetti, in un batter d’occhio potremmo trovarci solitari abitanti di un rudere in balia del nulla, a versar lacrime sul mare di cose che avremmo potuto fare e mai abbiamo fatto… E allora, che l’Amore per chi ci ama non sia lasciato incustodito in nome di un presente che ci assorbe o del tempo che non basta mai, o sorgerà uno strano giorno che ci spingerà a maledire tutto quello che invece abbiamo perso dietro sciocchezze.

In queste giornate faticose, di cattive notizie e nell’attesa di tempi migliori, ho anche compreso una volta di più che c’è sempre del buono in ognuno di noi, anche nel peggiore, e che emerge quando meno te lo aspetti. E così accade che “un cattivo”, un individuo mal visto da tutti coloro che stanno dalla parte dei buoni, salvi la vita a qualcuno dimostrando altruismo, prontezza, coraggio, e poi se ne torni a casa con umiltà, senza neppure attendere ringraziamenti. Nell’ombra, per fortuna, vi sono ancora anime capaci di questo sebbene abbiano scelto una vita un po’ fuori dalle righe, ed io è a questo che voglio pensare anche se la cronaca altro mi racconta.

A volte, vedere il bicchiere mezzo pieno è terapeutico e necessario per non soccombere. E, per fortuna, grazie a piccoli miracoli quotidiani diviene addirittura semplice.


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