Susanna Trossero

scrittrice

La magia del primo volo

on 18 Giugno 2012

Da qualche anno, le rondini nidificano sotto la mia casa, nel garage condominiale, costruendo il loro nido forte e compatto là, in alto, tra le tubature e il soffitto. Mamma e papà rondine, tra marzo e aprile, vanno e vengono trasportando il  fango necessario, e quando hanno finito il faticoso e lungo lavoro, vi posano sul fondo piume, fili di paglia e quant’altro funga da morbido materasso. Quando la culla è pronta, la femmina depone le uova e insieme al compagno difende il nido da intrusi. Giorno e notte, lei sta dentro il nido mentre lui poco distante e sopra un’altra delle tubature, controlla che non vi siano pericoli.

Mi piace molto osservare i loro movimenti, mi affascina la loro complicità di coppia, quell’essere solidali e vicini, ognuno con il suo ruolo. Poi, le uova si schiudono, e da quel momento si possono vedere questi piccoli becchi spalancati in attesa di cibo, mentre i genitori svolazzando avanti e indietro con vermetti e piccoli insetti per loro.

Arriva sempre il giorno in cui io vado in garage a prendere la mia auto e scopro che il nido è vuoto: il primo volo è andato bene, tutta la famigliola si è trasferita altrove, al vento e al sole.

Questa volta invece, il caso ha voluto che per brevi istanti io facessi parte della famiglia, regalandomi la meravigliosa occasione di condividere con loro quel primo spiegamento di ali!

Due giorni fa infatti, sul pavimento del garage proprio sotto il nido, ho trovato un piccolo di rondine, spaurito e immobile. Qualcosa non è andata per il verso giusto? Diversi adulti garrivano volandogli intorno, e non riuscivo a capire se fosse per scacciarmi via, spaventai dal pericolo che io rappresentavo, o se fosse un incitamento per il piccolo. Mi è venuto in mente ciò che la mia maestra delle elementari mi spiegò sulle rondini, e cioè che se si posano per terra non sono più in grado di volare, poiché necessitano di un piano rialzato per spiccare il volo, incapaci di balzi. Mi sono avvicinata alla rondinella e l’ho presa tra le mani, così fragile e indifesa, chissà come batteva il suo cuore… I garriti si sono fatti più intensi ma lei pareva perfettamente a suo agio, anzi, le zampine si sono aggrappate con forza al palmo delle mani, ed è stato come avere piccole spine sulla pelle, una tenerezza infinita. L’ho portata fuori, al sole, mentre il numero degli adulti si moltiplicava a vista d’occhio (attaccano, le rondini?!?) compiendo dei cerchi sopra la mia testa, poi ho sollevato le mani e facevo dei piccoli  movimenti dall’altro verso il basso e viceversa, come quando si gioca con i bimbi fingendo di lanciarli per aria. Uno, due, un piccolo movimento d’ali. Tre, quattro, e le ali si sono aperte un poco di più. Cinque, e… Il volo, il primo volo, dapprima incerto, poi su, su, in alto, con l’intero gruppo ad affiancarlo e le alette che sbattevano frenetiche.

Bellissimo. Magico. Era mattina, il sole era alto e in cielo neppure una nuvola: mi sono sentita importante, parte di qualcosa di grande.

Adesso, quando passo a piedi davanti alla porta del garage condominiale, puntualmente arrivano delle rondini che –  volando basso – compiono dei cerchi sulla mia testa e garriscono tutte insieme, e sebbene possa significare che mi considerano un pericolo per i piccoli ancora nel nido, mi piace pensare che si tratti di un saluto, di un grazie festoso, e che tra loro ci sia il piccolino a cui io, proprio io,  ho insegnato a volare.


9 Responses to “La magia del primo volo”

  1. Udo ha detto:

    Bello davvero.

  2. Tule ha detto:

    Qué descripción tan emotiva, cargada de tantas hermosas sensaciones, yo he tenido a ese pequeño gigante entre mis manos por unos segundos cerrando mis ojos…., que dulce placer.                                                                                                                                   ¿ Sabías que la única región del hemisferio sur donde la especie se reproduce es en mi pampa húmeda de Argentina? ….. , en el resto del hemisferio es solo un visitante de verano pero no en carácter de  reproductor. Por eso,  solo me queda darle la bienvenida con mis brazos extendidos  cargados de tanto cariño como cuando esperas a tu ser más querido ,deseando  que sean acompañados por la magia de los vientos, el calor tibio del sol ,los mimos suaves de las nubes  y el arrullo  del atlántico .

    • susannatrossero ha detto:

      Annulla modificheUn caloroso benvenuto a Tule, nuovo ospite argentino! Ci racconta che l’unico luogo del suo paese in cui le rondini si riproducono è nella sua Pampa argentina, nell’emisfero meridionale.. In altri luoghi si reca solo d’estate, visitatore di passaggio. “e a me non resta – ci dice – che darle il benvenuto a braccia aperte, tese, colme di affetto come quando aspetti il tuo amato, desiderando che sia accompagnato dalla magia dei venti, dal calore del sole,dalle dolci carezze delle nubi e dal mormorio dell’Atlantico.”
      Come non desiderare di visitare questo continente…
      Quien sabe, Tule? 🙂

      • Tule ha detto:

        ¿Sabes Susanna que mis padres huyeron de Alemania durante la segunda guerra mundial?,ellos quedaron tan atrapados por éste continente, que se olvidaron de volver a su amado país: no puede ser posible no querer conocerlo ……..

  3. Alessandro Abis ha detto:

    A casa nostra, per un paio d’anni, degli uccellini (forse passeri) hanno fatto il nido nell’intelaiatura delle tende da sole del balcone. Era bello vedere i primi voli dei nuovi nati. Poi, purtroppo, sono stati ristrutturati i balconi e abbiamo dovuto smontare le tende (ne abbiamo approfittato per comprarne di nuove). Da allora, non sono più venuti a nidificare da noi. E’ una cosa di cui mi ero dimenticato, come -troppo spesso- ci si dimentica delle piccole meraviglie della vita, troppo presi dalle difficoltà che ci toccano direttamente. Grazie, Susanna, per aver riportato quelle immagini alla mia mente.

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