Susanna Trossero

scrittrice

Un anno che lasci il segno

Un anno che lasci il segno

Un altro anno che si conclude entrando a far parte del ricordo, con la sua lista di fatti accaduti, di incontri e scontri, delusioni o gioie, di momenti indimenticabili e altri da dimenticare, parole dette o taciute, e chissà quando altro.

Si sommano, gli anni, forgiando ciò che siamo o ciò che diventeremo e dunque lasciando segno indelebile nella nostra vita. Ve ne sono di particolarmente significativi ma anche di scialbi e deludenti, ed io spero che il prossimo sia per voi l’anno giusto, quello che si ricorderà per sempre come il più importante, il più ricco di buone nuove e di cambiamenti tanto attesi.

Per me, il 2015 è stato una mescolanza di motivi di riflessione, nel bene e nel male.

Nel male perché purtroppo persone a me care fanno i conti con una salute ballerina e dispettosa… O, nel male perché, ancora una volta, mi sono scontrata con bassezze umane, con la pochezza di coloro che pur di raggiungere mete effimere non guardano in faccia a nessuno. Deludente, certo, ma non più sorprendente, e questo no, non è un bene. Perché bisognerebbe sorprendersi sempre, davanti alle meschinità, altrimenti si rischia di abituarcisi e indignarsi sempre meno.

Ma, ad avere occhi per guardarsi attorno, si continua a trovare sempre qualcosa di bello. Motivi di riflessione, ho detto, nel bene e nel male…

E, dunque, nel bene perché la mia vita si è arricchita di presenze importanti, di gioventù e vivacità contagiosa, di aria di famiglia, di calore e amore, di contatto umano che completa.

Nel bene perché continuo a sentirmi fortunata nonostante momenti difficili che nella vita si presentano a tutti, e nel bene perché ancora so ridere e provare gioia per le piccole cose. Nel bene perché coloro che mi circondano mi regalano tanto ogni singolo giorno, chi in un modo e chi in un altro, facendomi sentire fortunata.

Così, ogni anno e tirando le somme, preferisco ringraziare la vita per tutto il buono che continua a riservarmi, per gli abbracci che ricevo, per la voglia di fare progetti, per la convinzione che alcuni di essi andranno in porto, e per quell’emozione che ancora provo nell’osservare un cielo terso, o… nello scrivere un pensiero.

Che dire Amici miei, che il 2016 dia respiro a chi si è sentito levar l’aria, alleggerendo pesi e angosce, mantenendo invece intatta la gioia di chi bene ha vissuto fino ad ora.

Felice anno nuovo,

vostra Susanna

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