Susanna Trossero

scrittrice

Guardare indietro per andare avanti

Caro 2019,

vorrei saperti dare un benvenuto degno di un anno importante, ma lo sono stati tutti e tutti lo saranno, chi per un verso chi per un altro, e non è facile concederti troppa considerazione senza offendere quelli precedenti.

Da quando ero bambina, il nuovo anno rappresentava per tutti “il domani”, il futuro sul quale riversare progetti, sogni, desideri da realizzare e a cui chiedere cambiamenti. Guardare avanti, insomma, grazie alla sua benevolenza.

Di anni – dalla mia infanzia  – tanti ne ho visti passare, e le richieste in più di mezzo secolo sono rimaste invariate. Le speranze, anche.

Ma a te, Caro 2019, non chiedo benevolenza, né domando di facilitare quel guardare avanti o realizzare cambiamenti.

Nel dare l’addio all’anno vecchio, io ti chiedo in realtà di guardare indietro non appena arriverai, salutato dai consueti brindisi e da luci sfavillanti.

Sì, guardare indietro e non avanti.

Perché non puoi realizzare nuovi sogni e desideri, progetti o speranze, senza restituirci qualcosa di vecchio che ci appartiene e senza il quale mai più sapremo essere davvero felici.

Ti sto chiedendo qualcosa che ho avuto la fortuna di conoscere, e con me tanti altri: la semplicità.

Tu sei nuovo di queste cose, stai nascendo, lo so, ma voglio spiegarti di che si tratta affinché tu possa riportarla nel nostro vivere.

La semplicità sta nel quotidiano liberato da inutili zavorre: buttate giù quelle, possiamo rivedere il tremolio delle stelle che tanto ci incantava, o godere di una giornata di sole, del sorriso al risveglio di chi ci dorme accanto, dello sguardo gentile di chi ci cede il passo entrando in un negozio.

La semplicità sta nel silenzio di cui abbeverarci, e nel quale riscoprire i suoni che del silenzio fanno parte: fruscii, sibili, piccoli crepitii, un respiro. Un silenzio da difendere, che ieri non ci faceva paura e che oggi dobbiamo per forza annientare con parole spesso inutili.

La semplicità sta nel non temere la noia o il dolce far niente, senza correr dietro a qualcosa a tutti i costi nel timore di vuoti o di pensieri.

Perché la semplicità sta anche nel piacere di pensare, di osservare, di non avere sempre fretta di fare dell’altro.

La semplicità non necessita di corse né rincorse, non vive di acquisti o smanie, non la si ottiene pigiando un tasto o illudendosi che bello equivale a costoso… e a lei non servono soldi perché ciò di cui si nutre sta tutt’attorno, a portata di mano e alla portata di tutti. Possiamo regalarla ogni giorno e ogni giorno riceverne abbondanti porzioni, senza attendere il Natale.

Non ha bisogno di lauti pasti ma di commensali amati.

Non ha bisogno di pacchi da scartare ma di sinceri contenuti.

Per favore, caro 2019, restituisci a tutti noi la semplicità, aiutaci a capire che perduta quella nessun sogno, nessun progetto, desiderio, cambiamento, ci renderanno felici.

Guardare indietro, per andare avanti.

Puoi farcela, e con te possiamo farcela anche noi.

Ti aspetto, senza botti né fanfare

Susanna

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Un Natale per tutto l’anno

Una palla dell'albero di NataleQualcuno ha detto che il Natale è uno stato d’animo, e forse è proprio così. Per me va ben oltre una ricorrenza religiosa, un’abitudine consolidata che ogni anno si ripresenta, una festa comandata… Per me è quella voglia di stare con le persone care seduti ad una tavola, con il profumo di buono che inonda la casa. È famiglia, chiacchiere, pacchetti da scartare, mani da stringere, con il freddo fuori dalla porta. È condivisione di buon vino e sorrisi, dunque il Natale mi è spesso di casa, perché lo vivo nel quotidiano, quando il quotidiano me lo permette. Lo vivo quando rivedo chi mi è caro, quando posso riabbracciare chi è lontano, o quando qualcosa mi sorprende. Lo vivo quando respiro amore tra le mura della mia casa, quando un amico mi sorride, quando apparecchio la tavola in modo colorato o quando qualcuno divide il cibo e le chiacchiere con me.

E allora, a tutti voi e a me stessa, adesso che il 25 dicembre è appena trascorso, auguro un Natale che faccia capolino anche in tutte le giornate, in quelle più “normali” e nell’anno che verrà, con affetto sincero.

Vostra Susanna

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