Susanna Trossero

scrittrice

Suggestioni d’autunno

Autunno

Autunno

Questo periodo dell’anno è per me tra i più suggestivi perché colmo di sottintesi. Può ancora far caldo ma l’estate è finita, e ce lo racconta il tramonto che accorcia le giornate, ce lo sussurra un giacchino sulle spalle alla sera, e le spiagge oramai quasi deserte mentre i corridoi delle scuole si affollano.

Le nuvole non sono le stesse dei pomeriggi estivi, e insinuano colori più tenui nel cielo privo di rondini. Gli odori impregnano l’aria di terra umida, d’uva appena raccolta, di funghi e di lunghi silenzi pomeridiani, le cicale ormai assenti. Le foglie ancora verdi godono degli ultimi sprazzi di vita preparandosi a cadere lente lente per tessere tappeti di ruggine… Ma c’è ancora tempo per i colori caldi, per le coperte o le finestre chiuse.

Un’atmosfera che non ha eguali, una mescolanza tra primavera e autunno, con l’estate che si avvia verso altri luoghi e l’inverno ancora lontano.

Si ha l’impressione che tutto stia per cominciare, ma di quel tutto non abbiamo che contorni ancora indecisi, sfumature. Progetti, buoni propositi, speranze, cambiamenti – a lungo rimandati perché il caldo leva energie, e poi ci sono le vacanze, e poi c’è ancora tempo – adesso ci aspettano al varco e chissà cosa accadrà…

Nel frattempo si può curiosare tra i libri che possediamo o in rete, per leggere suggestioni autunnali che abbracciano l’anima…

“In autunno tutto ci ricorda il crepuscolo,– e tuttavia, mi sembra la stagione più bella: volesse il cielo allora, quando io vivrò il mio crepuscolo, che ci debba essere qualcuno che allora mi ami come io ho amato l’autunno”. (Søren Kierkegaard)

Questa – ed altre ugualmente belle – l’ho trovata in un post non recente ma privo di data di scadenza, che vi invito a leggere.

Che l’autunno sia con voi mentre scrivete, mentre leggete, mentre vi guardate attorno, perché è il momento più ricco di malinconiche ispirazioni dell’anno: il sole è smarrito (diceva Cardarelli), un addio è là oltre i vetri di casa, struggente è il crepuscolo…

Coglietelo, quest’attimo, vi prego: troppo presto svanisce.

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L’autunno che scardina i sensi

L'autunno che scardina i sensi

Autunno, stagione che penetra l’anima con i suoi morbidi colori, e subdola ci costringe a perdere il distacco per affrontare la malinconia di un pensiero. Una stagione scorretta, l’autunno, che dà corpo a nostalgie, riveste di struggente ogni fine giornata striando di vaga mestizia distese di pigne, cieli e tetti, ricordi e desideri. Stagione che scrolla dall’umida terra la superficialità dell’estate e abbraccia l’ultimo giorno di una foglia, allungando le ombre.

E il profumo, oh, il profumo dell’alba frizzante, dell’asfalto bagnato, delle corte giornate che si aggrappano ai vetri creando delicate atmosfere e spiando l’uva sulla tavola, il bicchiere di vino, le fette di pane. Natura morta a cena, presenza d’ogni casa trasformata dall’autunno in quadro d’autore.

Autunno, stagione da raccontare in un quaderno segreto, in un intimo pensiero notturno, in una solitaria passeggiata sulla spiaggia, o da vivere in treno con lo sguardo che insegue il paesaggio. Sfumature di miele, distese di ruggine, promesse di caldarroste, gli stivali della vendemmia, i cespugli di more difese dai rovi, marmellate di fichi, perle di rubino nelle melagrane da cogliere…

Autunno, stagione bugiarda che rende tutti poeti, il senno boicottato da ricordi che si credeva sepolti; amante traditrice che promette e non mantiene, amico che abbraccia tenendoci al caldo, resta con noi almeno un poco e risveglia quei sensi sopiti. Che i tuoi odori dall’effetto scardinante siano fonte di malessere del cuore, per ricordarci che siamo ancora noi: segnati da vistose cicatrici, abbattuti da insoddisfazioni, disillusi sognatori, ma ancora e sempre e irrimediabilmente vivi.

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