Susanna Trossero

scrittrice

Un capodanno più rispettoso

Gatto a Capodanno

Ed ecco che anche il 2014 si congeda a noi quasi bruscamente, poiché pare opinione di molti che sia volato ancor più degli altri. Eppure questa volta non voglio usare l’ultimo post dell’anno per i classici auguri, ovvero quelli necessari ad alimentare la speranza che tutto vada meglio, che ogni desiderio si realizzi, che giunga nella nostra vita tutto ciò che ci è mancato. No, non è su questo che mi soffermerò ma su una richiesta che personalmente reputo importante e che vi prego caldamente di esaudire, non per soddisfare un mio bisogno bensì per trasformarla in una regola di vita, in qualcosa di “naturale”, perché la sentiate parte di voi: la notte del 31 dicembre non inserite nel vostro festeggiare, nei baci sotto il vischio, nello spumante da versare e nell’esuberante e gioioso manifestare, i “botti” di capodanno.

Perché?

Ogni anno i nostri amici a quattro zampe vengono sottoposti – grazie alla nostra chiassosa esuberanza – ad inutile e pericoloso stress, ma ve lo spiega ancor meglio di me una pagina di Positano News, dalla quale ho tratto queste poche ma significative righe:

Nei gatti, e soprattutto nei cani, un botto crea stress e spavento da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio. Negli animali degli allevamenti come mucche, cavalli e conigli, le conseguenze delle esplosioni possono provocare nelle femmine gravide addirittura l’aborto da trauma da spavento.

E ancora:

Va ricordato che cani, gatti e piccoli animali domestici si spaventano quasi a morte per i botti della notte di San Silvestro; ciò è dovuto in particolare alla loro soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile di quella umana. L’uomo ha un udito con una percezione compresa tra le frequenze denominate infrasuoni, intorno ai 15 hertz, e quelle denominate ultrasuoni, sopra i 15.000 hertz. Cani e gatti, invece, dimostrano facoltà uditive di gran lunga superiori: il cane fino a circa 60.000 hertz mentre il gatto fino a 70.000 hertz.

E non voglio entrare nel merito dei dati che ogni anno raccontano di ragazzini e adulti feriti o addirittura mutilati dallo scoppio di un petardo.

Ne vale davvero la pena? Arricchisce la nostra condivisione con amici e parenti, un dannoso frastuono che assorda? È proprio indispensabile?

Ecco, questo vi chiedo: un po’ d’amore, di attenzione in più per voi stessi, per i vostri figli e per i piccoli amici animali, a cui fin troppo spesso facciamo del male per stupidità.

Buon anno,

Susanna

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