Susanna Trossero

scrittrice

Il cielo è ancora blu

Flash Mob per un’Italia reclusa: oggi alle 18, da nord a sud, isole, città e paesi, le persone si sono affacciate a balconi e terrazze per intonare “Ma il cielo è sempre più blu”, di Rino Gaetano.

Un modo per sentirsi ancora uniti, meno soli, magari festosi, chissà. Una Italia che necessita di contatto, mentre il mondo intero è unito da un numero terribile: 150 mila contagi.

La situazione per molti è insostenibile: arresti domiciliari che non si accettano o che fanno sentire soli, rendono le giornate interminabili, unite poi alla preoccupazione per i cari lontani. Non ci si può neppure spostare per andare a trovarli, e allora si resta in contatto con le videochiamate. O cantando.

Io mi sento fortunata: per ora tutti i miei cari, i miei affetti, stanno bene. E mia madre è al sicuro da circa 10 giorni grazie ai miei consigli preventivi: non le ho fatto attendere un decreto per invitarla a chiudersi in casa con un po’ di provviste. Ha conosciuto la guerra, questo non la destabilizza…

Io a casa non patisco niente perché per me casa non è punizione ma tana sicura, anche in tempi tranquilli. Un luogo protetto in cui non conosco noia: leggo, scrivo, faccio una telefonata da tempo rimandata, e grazie a ciò ho potuto rintracciare una grande amica d’infanzia che sta proprio a Milano, dove non si respira di certo un’aria rassicurante. Penso a lei e a chi sta nella mia isola, ora irraggiungibile: porti e aeroporti chiusi fanno uno strano effetto. Evito di soffermarmici, guardo un film, sistemo vecchie cose, cucino. E scopro il capitolo 31 de I Promessi Sposi, nel quale grazie a una mia amica insegnante di letteratura trovo incredibili analogie con ciò che sta accadendo: i luoghi da cui parte l’epidemia, l’atteggiamento di chi sottovaluta, lo sprezzo del pericolo, e poi il crollo e l’isolamento, o la fuga. Affascinante quanto un’opera del genere possa contenere situazioni così attuali e analoghe reazioni umane.

I libri… non potrei concepire una vita senza. Non una sola giornata.

Le ultime due le ho passate con Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli. Leggete la mia recensione e vi verrà voglia di leggerlo e di parteggiare per lui: è candidato al Premio Strega. Un altro di quei libri dalle 3 D, e mi rifaccio al post precedente. Un libro che lascerà traccia di sé, ne sono convinta.

Riguardatevi, e non perdete di vista le piccole margheritine bianche che oramai sono spuntate ovunque, alla faccia dei numeri che ci strangolano ogni benedetto giorno. Quelli di oggi:

  • Contagiati: 21.157
  • Guariti: 1.966
  • Morti: 1.441

Quando passerà, forse avremo imparato di nuovo il piacere di guardarci negli occhi, di parlare con gli altri, di fare una carezza.

No Comments »

Far male a un’amica: si può?

13 marzo. Le restrizioni si sono inasprite da pochi giorni: ora restano aperti solo pochi esercizi commerciali, quelli necessari a garantire beni di prima necessità per noi e per i nostri amici animali. E anche in questi luoghi, vi si entra nel rispetto delle distanze di sicurezza e pochissimi per volta.

Guanti e mascherine (oramai introvabili), timore dell’altro, reclusione. Quarantena.

Per strada nessuno, un decreto impone di non uscire e chi lo fa deve avere una seria necessità, pena denuncia, sanzioni, arresto. Siamo in guerra. La guerra al virus.

Oggi, nel nostro paese, si contano i caduti e i numeri stanno qui: Coronavirus, contagiate 133.101 persone: 4.949 i morti.

In questa reclusione forzata, ci si distacca da una realtà che fa paura tuffandosi in film, serie tv, scrivendo o leggendo. E io ho divorato la storia autobiografica di Alice Sebold (ricordate Amabili resti?), dal titolo Lucky. Alla parola fine, ho capito una cosa: la regola del “quando un’amica è parte integrante di te, non desideri per lei alcun male né male le faresti”, prevede una eccezione. Si perché non vuoi che soffra a meno che…

A meno che non ti capiti tra le mani uno di quei libri dalle tre D:

  • Drammatico
  • Doloroso
  • Dilaniante

Sì, un libro che ti rapisce, che provoca contrazioni allo stomaco, che ti strattona l’anima e che per questo non puoi più lasciare se non alla parola Fine.

Ce ne sono, di libri così. E più ti fanno male più vorresti cederli alla tua amica di sempre, garantendole il tuo medesimo malessere. E lacrime.

Un libro cambia le regole, e permette a due amiche del cuore di regalarsi a vicenda momenti di sconforto senza sensi di colpa. Anzi, all’opposto, ricevendone gratitudine per l’avvincente lettura suggerita.

La mia quarantena è dunque cominciata con Lucky, di Alice Sebold. Proseguirà con Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli, candidato al Premio Strega 2020.

E la vostra?

1 Comment »

Luci di Natale

luci-di-natale-230816Che cosa regalare a Natale? Ogni anno ci si pone la stessa domanda, che in genere trova facile risposta se si conosce molto bene colui o colei a cui indirizzare il dono, ma non sempre è così semplice. Io suggerisco volentieri di favorire la lettura, e lo faccio da lettrice, non da scrittrice: sono tanti i libri che ho ricevuto (con mia grande gioia) e che ho regalato, nel corso della vita, basandomi sui gusti personali dei destinatari quando li conoscevo, o sull’intuito che per fortuna non mi ha tradita quasi mai. Invito spesso tutti a non considerare soltanto i best seller, gli autori più famosi, i libri in testa alle classifiche. Curiosate tra le delizie inaspettate di nuovi nomi promossi dalla piccola e media editoria, quella che investe sul talento e si muove con passione, che stampa pochi titoli l’anno cercando di compiere un’accurata selezione, e che offre piacevoli racconti o romanzi riproponendo anche nomi del passato.

Per esempio, è nato di recente Luci di Natale, pubblicato dalla Graphe.it di Perugia, che affianca un autore attuale – Daniele Mencarelli – al premio Nobel per la letteratura, Grazia Deledda. Questa delicata strenna natalizia, ha il costo di un biglietto d’auguri ma ha una valenza ben diversa, poiché regala una piacevole lettura e ci fa addentrare in due modi diversi di vedere il Natale, anticipati da una poesia di Edmond Rostand.

La prima storia, quella raccontata da Grazia Deledda ne Il dono di Natale, ci porta nel mondo semplice e faticoso al tempo stesso di una cultura agropastorale, facendoci respirare i profumi di una cucina povera ma ricca di gioia e di aspettative, con tutta la famiglia riunita per l’occasione. Un ambientazione calda e accogliente, in cui il giovane protagonista vive con entusiasmo una duplice occasione di festa: quella della notte di Natale e la festa di fidanzamento dell’unica sorella. Le focacce, l’arrosto, il vino cotto, i dolciumi tipicamente isolani e la torta gialla come il sole, faranno parte di quella bella tavola imbandita, più ricca di quella dei vicini ma meno importante. È dai vicini di casa infatti, che in quel magico ventiquattro dicembre si rinnoverà un antico miracolo che andrà ben oltre una ricca mensa…

Poi troviamo il racconto originale e inquietante di Daniele Mencarelli, intitolato A.D. 2953. Ambientato in un futuro che non prevede la morte, si muove Argo, di centoventisei anni, il quale ha compreso che nel sogno realizzato dell’immortalità vi è qualcosa di sbagliato, di innaturale. In una realtà in cui l’uomo ha il meglio sulla natura e sul suo Dio, cos’altro resta? Che ne è stato dell’anima e del miracolo della vita o dell’ineluttabilità della morte?

Tra le due storie, dopotutto, esiste un legame, così come sempre esiste qualcosa che accomuna un tempo andato al presente, anche se spesso non lo notiamo… Qualcosa di trascendentale, ne impregna le pagine, e a leggerli vi porrete una domanda sulla bellezza della vita, dubitando di qualcosa: sarebbe così apprezzata se sconfiggessimo la morte?

L’idea della Graphe.it di offrire un libricino natalizio in cui si mettano insieme due racconti – uno ambientato in tempi lontani, uno legato ai giorni nostri – è nata l’anno scorso, quando ha pubblicato Racconti di Natale, che racchiudeva un testo di Carlo Collodi e uno di Eleonora Mazzoni.

Spero di esservi stata utile, e se leggerete questo piccolo libro fateci sapere quale è il filo conduttore che avete trovato tra le due storie, sarà un piacere conoscere il vostro punto di vista.

No Comments »