Susanna Trossero

scrittrice

Delitti contro la morale, delitti contro la persona

A. Serrenti - S. Trossero, Il pane carasauOggi riflettevo sulla cronaca, che fin troppo spesso ci affligge con notizie che vedono mariti, ex fidanzati, padri di famiglia, compiere azioni cruente e definitive contro una donna che hanno amato, e con la quale hanno condiviso sentimenti, vita, progetti, sogni. Mi domando spesso come ciò sia possibile e non trovo nessuna risposta, se non una malinconica e dolorosa amarezza.

Desidero regalarvi un brano che mostra una realtà differente, più pulita e per molti inaspettata: fa parte del libro Il pane Carasau – storia e ricette di un’antica tradizione isolana, Graphe.it edizioni, che a breve vedrà la luce e incontrerà tutti voi che da sempre mi seguite…

“A quel tempo erano le donne a gestire buona parte delle questioni familiari, ma ciò avveniva in maniera del tutto naturale e non per questo gli uomini perdevano di importanza o di autorità. La loro figura, all’interno della famiglia, era altrettanto solida e sempre rispettata da tutti i membri, ma le donne ricoprivano più ruoli, questo è certo” ci racconta l’anziana signora.

In tutte le testimonianze raccolte dunque, emerge sempre la stessa realtà: un matriarcato dalle radici profonde e antiche, ancorato alla terra ma mai scomodo all’uomo. È doveroso precisare che il matriarcato di cui parliamo non è mai nato come istituzione, bensì come fatto naturale, poiché la parità tra uomo e donna era insita nello spirito del sardo dell’entroterra; per cultura e necessità, non era contestata, messa in discussione, né era vissuta come sopruso o come limitazione. Sempre a proposito di parità, abbiamo citato nelle pagine precedenti il codice giuridico di Eleonora di Arborea, il quale nel 1300 già contemplava a chiare lettere il rispetto per le donne. Noi abbiamo avuto l’onore di leggere parte di questo antico e raro testo di grande rilevanza giuridica e sociale, e abbiamo scoperto che, per esempio, la donna poteva opporsi ai matrimoni imposti dalla famiglia, e violenza e soprusi venivano puniti severamente – anche con il taglio di un piede o dell’orecchio – e senza alcuna remissione della pena! E pensare che secoli dopo abbiamo dovuto subire un ordinamento giuridico (fino agli anni ’60) che considerava la violenza un «delitto contro la moralità pubblica e il buon costume» e non contro la persona!”

 

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