Susanna Trossero

scrittrice

Non solo regole

Susanna

E anche quest’anno scolastico comincia a prendere il giusto ritmo, con nuovi volti tra i banchi e altri oramai noti con i quali ritrovarsi e riprendere là da dove ci si era interrotti.

Mi piace, quando in quell’aula si condividono idee e passioni, dubbi o ispirazioni. Le regole alternate da divagazioni e punti di vista, la tecnica supportata dalla più liberatoria fantasia, le voci che mescolano opinioni su questo o quell’altro autore, e i giudizi amichevoli sugli scritti dei compagni.

Di volta in volta, la proposta di un esercizio di scrittura lascia tutti perplessi, e qualcuno esterna sempre il timore di non riuscire nell’intento di dar vita a qualcosa che funzioni; in realtà, quando ci si trova poi a casa – o altrove – da soli, e si prova a creare le giuste condizioni per riempire le pagine word o quelle di un quaderno, la storia all’improvviso nasce, cresce, si sviluppa.

La scrittura è un fatto intimo, scaturisce molto spesso da un momento di raccoglimento del tutto privato – all’aperto o al chiuso non importa – ed è per questo che sono sempre stata contraria alle esercitazioni in classe. Come si potrebbe dare il meglio con il fiato sul collo, il tic tac del tempo che scorre, il foglio bianco in prepotente attesa, il clima da compito di matematica e l’ansia da prestazione. No, la scrittura è ben altro: è liberazione, trasporto, malia… Uno stato di ipnosi che conduce all’interno di noi stessi ma mostrando l’esterno in altra maniera. È creare un proprio linguaggio, esternare un differente modo di vedere e di sentire. E per questo occorre raccoglimento, solitudine.

Quando scopro che i miei allievi stanno conoscendo ciò di cui sto parlando qui, spero sempre che non ne facciano più a meno, perché ho la presunzione di garantire a tutti loro che quel processo creativo che hanno messo in moto, li arricchirà.

Con il mio breve ma appassionato post, desidero dare il benvenuto ai nuovi allievi del corso di scrittura narrativa di quest’anno, i quali coraggiosamente si preparano a vedere assieme a me dai vetri dell’aula, tre delle stagioni dell’anno. Sarà un lungo percorso, ma sappiate che quando si concluderà, a primavera inoltrata, vi renderete conto di quanto il tempo sia volato: è così che sempre accade quando ci si lascia andare a un’arte.

Mentre, ai cari “vecchi” allievi che si preparano alla stesura di un romanzo, nel corso di secondo livello, dico bentornati! Riavervi tutti quanti per un altro anno sarà divertente visto il clima creatosi, e spazzate via ogni dubbio: siete pronti per mettere al mondo qualcosa di concreto, ne sono sicura!

«Le idee racchiuse in se stesse s’inaridiscono e si spengono. Solo se circolano e si mescolano, vivono, fanno vivere, si alimentano le une con le altre e contribuiscono alla vita comune, cioè alla cultura!». (Gustavo Zagrebelsky)

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