Susanna Trossero

scrittrice

Le persone sono libri

ciottoliLe persone sono libri, ve n’eravate mai accorti? Lunghi, intensi, incredibili romanzi che a leggerli davvero rimani senza fiato. Romanzi d’avventura, romantici, introspettivi, divertenti, drammatici, di formazione. O ancora commedie, thriller, magari qualche noir, alcuni horror addirittura.

Ad ascoltare anche solo per un attimo le persone, mi si mette in moto qualcosa dentro come quando leggo la seconda di copertina di un libro per sapere – anche se a grandi linee – di che cosa parla.

E se quelle poche righe spingono a leggere tutta la storia?

In libreria è facile, certo, ma nella vita può essere invece complicato chiedere di più invadendo il privato.

E allora ti accontenti di mettere in moto fantasia, immaginazione, e la storia di chi incontri la inventi, con l’ausilio della logica, dell’empatia, dell’immedesimazione.

Non esiste foglio bianco, se sai ascoltare, se impari a osservare, ma non come i pettegoli invadenti, non con morbosità, no, con affetto e comprensione. Con rispetto.

Le persone sono libri, è vero. E i libri, di rispetto, ne meritano tanto.

Rimpianti o frustrazioni, tra le pagine ci sono sempre, mescolate però a brani che raccontano di sogni e speranze: l’umanità tutta, da sempre si affligge e poi si diletta, si diletta e poi si affligge.

Colpi di scena e sorprese vagano tra i capitoli, pronte ad abbattersi sull’ignaro protagonista, mentre il vittimismo si alterna a una sana autoironia.

La cattiveria, quella mi colpisce sempre, perché dietro ogni azione o pensiero poco nobile c’è mancanza. Di che cosa, è la storia a raccontarlo.

E, ancor di più, mi colpisce l’onestà con la quale taluni si espongono rivelando le piccole grandi bassezze del quotidiano. Sì, onestà e bassezze possono far parte della medesima persona, della medesima storia.

“Devo frenarmi per non superare il limite. Perché quando il mio interlocutore – in una lite verbale – non sa essere aggressivo né mi tiene testa, io colgo sadicamente l’occasione per prevaricare”.

Ho trovato insolita franchezza, in questa limpida confessione.

Ed ho provato affetto in colei che mi ha scritto “il mio futuro è forse il paradiso vista la mia età, ma forse sarebbe più giusto dire l’inferno”. Quali peccati può aver mai commesso una donna che dice questo?

E quante storie si nascondono dietro la riservatezza di chi è sempre garbata e gentile ma ha occhi che ridono poco anche mentre sorride?

Quanta verità taciuta, in chi invece sembra aver soltanto voglia di superficialità?

Le persone sono libri e, come più volte ripeto in classe, nell’ordinario quotidiano composto di gesti e incombenze ripetitive, siamo circondati di storie straordinarie, tanti piccoli sassolini che fariano di colore, forma, dimensione, adagiati sull’immensa spiaggia delle possibilità.

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Suggestioni d’autunno

Autunno

Autunno

Questo periodo dell’anno è per me tra i più suggestivi perché colmo di sottintesi. Può ancora far caldo ma l’estate è finita, e ce lo racconta il tramonto che accorcia le giornate, ce lo sussurra un giacchino sulle spalle alla sera, e le spiagge oramai quasi deserte mentre i corridoi delle scuole si affollano.

Le nuvole non sono le stesse dei pomeriggi estivi, e insinuano colori più tenui nel cielo privo di rondini. Gli odori impregnano l’aria di terra umida, d’uva appena raccolta, di funghi e di lunghi silenzi pomeridiani, le cicale ormai assenti. Le foglie ancora verdi godono degli ultimi sprazzi di vita preparandosi a cadere lente lente per tessere tappeti di ruggine… Ma c’è ancora tempo per i colori caldi, per le coperte o le finestre chiuse.

Un’atmosfera che non ha eguali, una mescolanza tra primavera e autunno, con l’estate che si avvia verso altri luoghi e l’inverno ancora lontano.

Si ha l’impressione che tutto stia per cominciare, ma di quel tutto non abbiamo che contorni ancora indecisi, sfumature. Progetti, buoni propositi, speranze, cambiamenti – a lungo rimandati perché il caldo leva energie, e poi ci sono le vacanze, e poi c’è ancora tempo – adesso ci aspettano al varco e chissà cosa accadrà…

Nel frattempo si può curiosare tra i libri che possediamo o in rete, per leggere suggestioni autunnali che abbracciano l’anima…

“In autunno tutto ci ricorda il crepuscolo,– e tuttavia, mi sembra la stagione più bella: volesse il cielo allora, quando io vivrò il mio crepuscolo, che ci debba essere qualcuno che allora mi ami come io ho amato l’autunno”. (Søren Kierkegaard)

Questa – ed altre ugualmente belle – l’ho trovata in un post non recente ma privo di data di scadenza, che vi invito a leggere.

Che l’autunno sia con voi mentre scrivete, mentre leggete, mentre vi guardate attorno, perché è il momento più ricco di malinconiche ispirazioni dell’anno: il sole è smarrito (diceva Cardarelli), un addio è là oltre i vetri di casa, struggente è il crepuscolo…

Coglietelo, quest’attimo, vi prego: troppo presto svanisce.

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Il libro, magia che continua a sorprendermi

Il libro, magia che continua a sorprendermi

Incappare in brani che lasciano il segno, che ci si incollano addosso, che spingono alla riflessione… Capita ogni giorno, a chi si abbevera di parole, di libri, mai sazio ed eternamente alla ricerca di qualcosa che completi.

Oggi mi è capitato con Anna sta mentendo di Federico Baccomo.

“il linguaggio come chiave emozionale. La funzione terapeutica delle storie. Gli effetti di sviluppo empatico offerti dalla lettura”

Un romanzo che parla di romanzi, una lettura che osanna la lettura…

“Lo sai che l’esperienza che facciamo della realtà e l’esperienza che facciamo di un libro si fondano sullo stesso impianto di ricezione, sugli stessi circuiti neurali? Perdonami se semplifico un po’, ma il punto è: trovarsi di fronte a qualcuno che piange nella realtà o a un personaggio letterario che lo fa sulla pagina, nella nostra testa non fa poi così differenza”.

In fondo è vero, accade anche con stati d’animo che provocano in noi empatia, o con descrizioni crude, disgustose…

“Sappiamo bene che è una fantasia, non è niente di reale, eppure attiva nel cervello le stesse aree del disgusto accese dalla realtà. Nessuna differenza. Abbiamo un solo sistema di elaborazione e di quello dobbiamo accontentarci”.

Affascinante. La forza dell’immedesimazione è una magia che continua a sorprendermi, e che mi trascina dentro storie e situazioni inesistenti, certo, eppure così reali! Qualcuno ha detto che leggendo vedi un mondo più grande di quello in cui sei nato, ma non basta. Io è leggendo che approfondisco situazioni e possibilità che vivendo non avrei neppure sfiorato!
Il libro, così prosegue:

“”Ti è mai venuta la pelle d’oca leggendo? Ti sei mai trovato a stringere i pugni di fronte al cattivo di turno? A piangere di fronte all’abbraccio di due personeggi che si erano perduti? Ti è mai capitato di eccitarti davanti a una scena di passione? Di sentire un odore dolce nelle narici solo leggendo la descrizione di una torta?”

Vi sfido a dire di no… Profumi, toni di voce, il caldo torrido dell’estate mentre a casa vostra è inverno, la gelida neve sotto i piedi mentre state leggendo in spiaggia… Far parte di qualcosa che non è reale ma che della realtà possiede la forza!

“Davanti ai tuoi occhi non ci sono crostate, non ci sono corpi nudi, solo parole. Minuscoli segnetti neri su una pagina. Vere e proprie macchie. Capaci però di suscitare reazioni fisiologiche e risonanze emozionali con un’intensità e una violenza che spesso non hanno nulla da invidiare alla potenza della realtà”.

Possibile mai che siano così tante le persone che non leggono? Possibile che non sappiano quale scrigno stracolmo di tesori sia un libro?

Una passione che non scema, che non si affievolisce, che continua ad attrarmi, a completarmi e a trascinarmi con sè in quel mondo parallelo fatto di macchioline, è vero, minuscoli segnetti neri che però mi fanno sentire e conoscere tutto ciò che non basterebbe una vita – seppure lunga – a presentarmi.

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Gioia di vivere

Gioia di vivere

Avete sentito parlare di “Libriamoci”? Si tratta di un’iniziativa della durata di sei giorni, terminata il 31 ottobre scorso e promossa dai ministeri per la scuola e per la cultura. Lo scopo? Quello di ricordare ai nostri ragazzi quanto è bello leggere, quanto è importante, e quali effetti benefici può avere sulla loro formazione. In tutte le scuole italiane che hanno aderito, tante sono state le iniziative interessanti, dai reading di lettura agli incontri con scrittori e case editrici, ma anche giornate a tema, durante le quali approfondire i tanti generi letterari. Insomma, la parola scritta, protagonista delle sei giornate, ha accarezzato e attratto le giovani menti di coloro che rappresentano il futuro, ricordando anche ai più maturi (genitori o insegnanti) la grandezza del loro ruolo. “Per imparare a leggere, bisogna veder leggere”, ha detto qualcuno, ed è vero, così come è vero che se è a scuola che si impara a leggere, è soprattutto in famiglia che nasce l’amore per la lettura.

Per quanto mi riguarda, ho dato la mia disponibilità per le scuole romane, e sono stata contattata dall’Istituto Paritario San Giovanni Battista, per parlare ai ragazzi che là frequentano la scuola media, della mia esperienza come scrittrice ma anche come lettrice. Ho dunque avuto modo di conoscere la preside, ospitale e gentilissima, e alcune insegnanti le quali mi hanno accompagnato durante l’incontro con i ragazzi, avvenuto venerdì scorso.

Mi sono ritrovata in una palestra affollata di visi curiosi e attenti, a raccontare di me e a rispondere alle domande vivaci e intelligenti dei ragazzi, ho ricevuto dei fiori e sono stata letteralmente assalita da una inaspettata richiesta collettiva di autografi! Mi piacerebbe elencare qui tutti quei nomi, tra i quali ricordo Francesco, Nicole, Caterina, Giovanni, Rebecca, Ludovica… Ma erano così tanti!

Ho letto alcuni brani tratti dai miei libri e ho ricordato a tutti che leggere è un po’ come vederci meglio, come vivere più vite, e avere più strumenti per destreggiarsi in quella principale, che ci vede protagonisti del nostro tempo e artefici del nostro destino.
Tante, sono state le domande che mi hanno colpita, ricordo per esempio quella del ragazzo che mi ha domandato se – alla fine di una lettura avvincente – io non mi senta privata di un buon amico. Ebbene sì, è così che ci si sente quando ci si lascia coinvolgere da una storia scritta. Ma noi lettori, si sa, siamo poco fedeli: “abbandonati” da un amico, ne cerchiamo subito un altro ed ecco una nuova storia da scoprire!

Voglio ringraziare anche quel ragazzo che mi ha chiesto: “Se lei dovesse scrivere di questo incontro, che titolo darebbe al racconto?”

“Gioia di vivere – ho risposto – perché qui dentro ce n’è davvero tanta, e gli adulti spesso la dimenticano”.

È vero, amico mio, perché nessun altro come voi giovanissimi, può ricordare a noi adulti quanto è stato bello il tempo in cui la freschezza era di casa; nondimeno, non è difficile salvarne un poco e portarla con noi a ogni età.

Voglio ringraziare il corpo insegnante – in particolar modo la cara Serena Rosati – e la preside, per la possibilità offertami, ma soprattutto i ragazzi della scuola media, che mi hanno accolta con calore e che hanno già cominciato a inviarmi i loro piccoli grandi capolavori: chissà che fra voi non si nasconda un talento letterario… Spero, un giorno, di vedere il vostro nome sulla copertina di un libro esposto in libreria ma – nel frattempo – leggete leggete leggete! Solo leggendo tanto, imparerete a scrivere bene.

Per quanto mi riguarda… che dire, aveva ragione chi ha detto che “Scrivere è una malattia la cui unica cura è continuare a scrivere!”

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Che l’estate vi sia amica

estate

Lo so, vi state lamentando per il caldo, “quando è troppo è troppo” dite. Ma ci sono molti modi per accoglierlo e l’ultimo che vi consiglio è… lamentandovi. Arriverà la pioggia, rabbrividirete dentro i vostri cappotti, il buio stenderà il suo manto all’ora della merenda, le passeggiate dovranno essere accompagnate da ombrelli e sciarpe e vi domanderete: “ma quando arriva l’estate?”

E allora godetevela adesso no? Al mare, se vi piace, magari con un buon libro, o in montagna a ritemprare mente e spirito con lunghe passeggiate… I più fortunati andranno lontano lontano, a scoprire paesi da cartolina o città all’altro capo del mondo, altri lavoreranno ancor di più, e altri ancora saranno costretti da circostanze sfavorevoli a stare a casa. Ma ci sono anche quelli che a casa ci vogliono restare, per godere della città vuota, di un dolce far niente, di qualche gelato in più, film e buone letture in agognata solitudine o in dolce e intrigante compagnia. Voi che sceglierete questa soluzione, non dimenticate vi prego che qualcuno, nel vostro condominio, è anziano e solo. Portategli un gelato, o bussate alla sua porta per sapere se ha bisogno di qualcosa, ve ne sarà grato! E mettete una ciotola d’acqua per i mici, mi raccomando, o per i cani randagi! Piccole cose che faranno Grandi voi.

Che l’estate vi sia amica, ovunque siate.

Susanna

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