Susanna Trossero

scrittrice

Imparare a pensare

Passiamo il tempo a pensare anche quando siamo certi di non pensare. Fosse così facile non farlo, ma la nostra mente è in continuo movimento e non importa se ciò su cui ci stiamo soffermando è l’elaborazione dei massimi sistemi o il colore di una fragola, la mente è comunque in piena attività.

Personalmente riesco a liberarmi d’ogni pensiero osservando la natura, sebbene in realtà non è del tutto vero perché qualcosa dentro di me elabora le immagini e le traduce in suggestioni, le suggestioni in parole e – spesso – le parole in uno scritto.

Ebbene, è proprio così: la scrittura nasce da un pensiero o viceversa dà origine a un pensiero. Insomma, scrivere e pensare sono un tutt’uno e l’uno insegna l’altro a migliorarsi.

Ve lo spiego meglio nel primo di una serie di video che ho registrato per voi appassionati di scrittura e lettura, video scaturiti dal desiderio di aiutarvi in qualche modo e nel mio piccolo a migliorare la qualità dello scrivere. Come sapete sono una insegnante di scrittura narrativa, una editor e correttrice di bozze, nonché una appassionata di storie da raccontare, e a mia volta tanti anni fa mi sono cibata anche io di innumerevoli consigli e suggerimenti. Ancora adesso non ne faccio a meno, perché ritengo che ci sia sempre tanto da imparare e volerlo fare significa amare davvero ciò a cui ci si dedica.

Spero di esservi d’aiuto con le mie “pillole di scrittura” e fate tesoro delle parole di Malala Yousafzai: “Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. Sono le nostre armi più potenti.”

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Vi siete persi qualcosa?

Vi ricordate il nostro viaggio a puntate all’interno del libro? Dopo l’editing e la correzione di bozze, sono proseguiti con la Graphe.it gli incontri del martedì affrontando altri argomenti legati alla creazione di un libro, e ve ne sono tanti! Siamo abituati a vedere il libro come qualcosa di semplice e possibilmente ben confezionato, certi che il lavoro più grosso o impegnativo lo faccia soltanto l’autore, ma in realtà tante solo le figure che circondano questo prezioso contenitore di storie e oggi vi presento i video che vi siete persi e le testimonianze delle figure di cui sopra.

Per esempio, quanto è importante la copertina? E quanto lavoro c’è dietro il progetto grafico o l’idea? A chi spetta la decisione finale? Alessandro Marchesi, un grafico che ha realizzato tante copertine per famosi best seller, risponde a queste ed altre domande:

A seguire, un’altra piacevole conversazione riguardo alla promozione in libreria, ci viene regalata da Marco Mascellani di Byblos Group Distribuzione. Un aspetto meno noto eppure fondamentale perché è proprio da qui che comincia il vero viaggio, dunque sono certa che troverete molto interessante conoscere anche questi retroscena.

Abbiamo proseguito con un’altra importante domanda: come favorire al meglio la sinergia tra editori, autori, autrici e librerie sul territorio? Ne abbiamo parlato con Sabrina Montosi, punto di riferimento per molte case editrici umbre.

Ritengo interessante per chi scrive in particolar modo, conoscere ogni step legato alla pubblicazione, anche per affrontare e gestire al meglio il tentativo di farsi pubblicare. Allo stesso tempo, da lettrice posso dire di trovare apprezzabili questi incontri: quando mi dedico a qualcosa che mi piace o mi appassiona, saperne di più è per me un completamento importante.

Perché forse è vero che a volte comprendere non è semplice e non è detto che ci si riesca, ma è altrettanto vero che conoscere è fondamentale.

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La correzione delle bozze, passaggio fondamentale per fare un libro

Proseguono gli incontri del martedì, quelli che vi raccontano i segreti di un libro. Perché ne custodisce tanti, ma proprio tanti, e riguardano gli argomenti più disparati. Noi ne scegliamo uno per via della trama, o per la copertina accattivante, o ancora perché ne abbiamo letto la recensione o perché un’amica ce ne ha parlato con entusiasmo. Una volta letto, se ci è piaciuto ne parliamo anche noi ma poi “l’oggetto libro” trova spazio nella libreria di casa e passiamo a un altro, com’è giusto che sia. Ma, oltre all’autore che il libro lo fa vivere con i suoi personaggi e la storia, quanti altri nomi e volti partecipano con il loro lavoro affinché possa raggiungervi?

Se vi siete persi l’incontro di martedì scorso, ve lo propongo qui in attesa del prossimo:

La bellezza di lavorare sul testo: la correzione di bozze (avevate paura, a scuola, della matita rossa e blu?)

Oggi vi lascio con una buona notizia: finalmente in Italia si legge di più. Sembra che i dati evidenzino una risalita delle vendite e di conseguenza – si spera – della voglia di leggere che si presenta o ripresenta nella gente.

Leggere ha tanti significati e conseguenze, e in questo momento della mia vita voglio ricordarvi che è anche un modo per salvarsi da momenti difficili, creando uno spazio in cui si possa vivere altre realtà che possano distoglierci almeno per un attimo da tristezze, problemi o mutilazioni. Leggere per sopravvivere alla vita…

“Leggere per me era evasione e conforto, era la mia consolazione, il mio stimolante preferito: leggere per il puro gusto della lettura, per il meraviglioso silenzio che ti circonda quando ascolti le parole di un autore riverberante dentro la tua testa”. (Paul Auster)

Che quel silenzio vi raggiunga ogni volta che lo desiderate, questo è il mio augurio di oggi per voi.

Foto di Q K da Pixabay

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La guerra che nessuno risparmia

Diario di Zlata

Come più volte ho già raccontato, mi capita spesso di trovare dei libri. Sì, avete capito bene: trovare. Io cammino per strada ed eccone uno abbandonato su di un muretto. Vado in un parco ed eccone un altro dimenticato su una panchina. E poi ci sono quei luoghi in cui i libri indesiderati vengono lasciati e di seguito adottati da quelli come me. Ho un’amica che sostiene io sia seguita dal magico folletto dei libri, il quale aspetta che io esca di casa per farmi qualche regalino. Forse è così: mi aiutate a dargli un nome?

L’ultimo regalo ricevuto dal suddetto folletto, è un diario: Zlata Filipovic, “Diario di Zlata”, Rizzoli Editore (1993). Sono rimasta incantata da questa tredicenne che racconta il quotidiano in una Bosnia drammatica e densa di sofferenza. Divenuta portavoce della situazione di Sarajevo, la giovanissima testimone nata proprio là il 3 dicembre 1980, ci rende consapevoli di ciò che accadeva – mentre lei lo riportava sul diario – nel suo paese, con una scrittura incredibilmente matura per la sua età.

“Alla luce della lampada a petrolio, i miei genitori mi sembrano ancora più tristi. Guardo papà. Quanto è dimagrito! Secondo la bilancia ha perso 25 chili, ma guardandolo mi sembrano molti di più. Mi viene addirittura da pensare che ormai gli stiano grandi pure gli occhiali. Anche mamma è dimagrita. In qualche modo è come se fosse rimpicciolita, la guerra le ha fatto venire anche le rughe. Mio Dio, cosa sta facendo la guerra ai mei genitori?”.

Grazie, folletto dei libri, questo è un dono preziosissimo… Un dono che mi ha commossa, intenerita, indignata, ma anche resa più ricca e consapevole. A quando, la prossima sorpresa?

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Il paradiso in terra è fatto di… libri!

Forse è una condizione patologica, la mia. Forse sono davvero una feticista. Di libri!!!

Io non posso farne a meno, e non mi limito a leggerli o scriverli: me ne circondo, li tocco, li annuso, li salvo da fine certa, li regalo, li sistemo in un ordine maniacale, non posso disfarmi neppure di quelli che non apprezzo o non ho letto volentieri.

Sarà grave?

In questo periodo ho sviluppato una speranza: se il paradiso esiste, ebbene io spero sia fatto di mucchi di pagine, migliaia di libri, frasi appuntate, foglietti stropicciati pieni di parole. E titoli, copertine, scatole piene di romanzi, odore di carta… Ma ho anche scoperto che di paradisi così ne esistono anche in terra e quando ci fai quella che definisci una capatina, scopri che è impossibile andare via, allontanartene.

Uno sta al mercato coperto del Tufello, a Roma. Qualcuno di buona volontà che si chiama Monica Maggi, ha deciso di dare una seconda possibilità ai libri rifiutati, abbandonati, addirittura gettati via. O semplicemente libri che non possono trovare più uno spazio in case troppo piccole, e ancora libri il cui proprietario non è più tra noi. Raccolti, catalogati, collocati su grandi banchi all’interno del mercato, e… regalati a chi li desidera! Sì, non scherzo, basta semplicemente andar là il giovedì o sabato mattina muniti di sacche capienti e scegliere. Unica regola: lo spirito di Alice nel paese delle meraviglie, o lo stato d’animo dei golosi davanti a una pasticceria. Perché là si va solo se si è ancora capaci di provare l’emozione giusta davanti a un dono.

Ecco, ho trovato il mio personale paradiso in terra, ma mi domando se – esaurite le seconde file nella mia libreria di casa – dovrò svuotare anche gli armadi per far posto a nuovi titoli!

Monica Maggi, insieme ad alcuni volontari che le danno una mano, ha creato tutto questo: giornalista, poetessa, scrittrice, si occupa da tempo di salvare i libri destinati al macero, ma del suo progetto Pagine Viaggianti, divenuto importante non solo per tutto il territorio romano (altri sono i punti in cui potete incontrarla) ma anche per il Comitato Scientifico dell’Unesco, prometto che vi racconterò qualcosa di più prossimamente, magari attraverso le sue stesse parole.

Nel frattempo, voi che amate i libri come o più di me, sappiatelo: il paradiso in terra esiste e… non costa niente!

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