Susanna Trossero

scrittrice

Buona Pasqua

Buona Pasqua

Strano, pensare che soltanto ieri ci siamo fatti gli auguri di Natale, non è vero? Ma così vanno le cose e proprio la Pasqua spalanca le finestre verso giornate più lunghe e soleggiate, spingendoci a vivere all’aria aperta, a progettare diete e vacanze, ad avvicinarci all’attività fisica o a comprare riviste che promettono miracoli di ogni genere.

Che sciocchi vanitosi stagionali siamo, così pronti a trasgredire sotto la pioggia invernale, il frigo pieno e il divano come unica meta dopo il lavoro, per poi trasformarci in aprile in salutisti esperti di Kamut, Aloe, integratori, cibi disintossicanti, condimenti grassi, massaggi bioenergetici o fiori di Bach.

Ma… è Pasqua o no? E allora un po’ di coerenza con la nostra vera natura non guasta: regalatevi un grande uovo di cioccolato, cioccolato vero, non surrogato dietetico o poco calorico. Eh no, dovete concedere dei veri piaceri alle vostre papille gustative, e poi oramai siamo tutti esperti di cibi-benessere, dunque non possiamo non conoscere le virtù terapeutiche del cioccolato, le sue proprietà benefiche in grado di rimetterci a nuovo! Problemi di fegato? Cioccolata! Di circolazione? Cioccolata! Vi deprime l’ago della bilancia? Ebbene, un bell’uovo di Pasqua è un potente antidepressivo perché stimola la secrezione delle endorfine, sostanze che influiscono sul nostro umore dandoci una maggiore sensazione di benessere.

La prova costume può aspettare ancora, tanto la primavera si sta concedendo a noi con umore instabile, e allora…

“Ogni volta dico a me stesso che è l’ultima volta, ma poi sento il profumo della sua cioccolata calda…Le conchiglie di cioccolato! Così piccole, così semplici, così innocenti. Pensai: oh, solo un piccolo assaggio non può far niente di male! Ma poi scoprii che erano ripiene di ricco, peccaminoso…” “… E si scioglie… Dio mi perdoni, si scioglie così lentamente sulla lingua e ti riempie di piacere!…” (dal film “Chocolat”)

Buona Pasqua a tutti voi!

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I morti non muoiono mai per davvero

I morti non muoiono mai per davveroBasta poco, davvero poco, perché le persone che ho perduto tornino a me. Forse perché chi “non è più”, non è mai perduto, resta sempre e per sempre in noi, tanto da riapparire in un suono, un profumo, un colore, un antico sapore, una consistenza sotto le dita.

Sensi.

Hanno il potere di resuscitare tutto, i sensi; non è forse vero che attraverso loro si vive? Possiamo anche celarlo ad altri ma è così che funziona, è di questo che siamo fatti: sensi.

Ed è così che mi vengono restituiti volti, parole e sorrisi. Mani callose che foderano il sussidiario perché non si rovini, echi di risate attutite dallo zucchero filato, tintinnio di posate sulla tovaglia buona, i pattini a rotelle la domenica di Pasqua, con la bocca sporca di cioccolato – rigorosamente fondente, amaro, come piace a me –  e quello sfrigolio d’olio e fritture che proviene dalla cucina; la pioggia che lava le strade mentre ci si prepara ad andar per funghi, e quella marmitta chiassosa che non mi fa sentir bene il canticchiare tanto amato…

Solo i vivi si cancellano o ci cancellano, quando non percorrono più le nostre stesse strade o più non si siedono alla nostra tavola. Per un po’ si piangono o magari si maledicono persino, poi scompaiono nel nulla e pare così naturale dimenticarli…

Ma i morti, quelli no, non muoiono mai per davvero.

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