Susanna Trossero

scrittrice

Ti amo settembre…

Settembre non è un mese qualunque. È un contenitore di ricordi profumati, intensi, vivi per tutto il tempo che io viva resterò. Proseguiranno il cammino con me e puntuali si ripresenteranno ad ogni nuovo settembre, avvolgenti e indimenticati.

Perché è questo il mese dell’uva dolce e dei trattori alle prese con la vendemmia, che rallentavano le auto dirette al mare, e nessuno se la prendeva per questo. Semplicemente, si procedeva con pazienza e dopo la curva li si sorpassava, quei trattori, annusando l’aria che sapeva già di mosto.

Settembre è il mese delle spiagge che si svuotavano e i granchi finalmente riprendevano a frequentarle senza timore. Io e mio padre gli costruivamo stradine di sabbia e cunicoli e grotte per vivacizzargli la giornata, ma senza fargli mai alcun male.

Settembre è il mese degli acquisti per la scuola: quaderni dai fogli immacolati, astucci, penne, le gomme da cancellare profumate, i libri, odori di un’infanzia rallegrata da una semplice cartella nuova o dai vestiti che non stanno più e che costringono a riorganizzare il guardaroba.

Settembre, mese di canzoni per gli innamorati che si dividono, incontratisi per caso in vacanza ed entrati a far parte del sogno, di quel “se soltanto non fossimo così lontani” che diverrà struggimento con le prime piogge mentre le giornate si accorciano.

Settembre, canestro di fichi colti dall’albero, scegliendo i più maturi e senza il timore di sporcarsi le mani del loro latte. Mia madre allegra e abbronzata, mio padre a ingegnarsi per raggiungere i rami più alti… Ed io, con l’amica del cuore, sorellina acquisita e mai perduta, impegnata soltanto a mangiarne a volontà.

Settembre non è un mese qualunque. É un tesoro di rossi tramonti, di malinconica bellezza, uno scrigno prezioso di sapori e colori, di vita vissuta ma anche di futuro. Perchè è il mese in cui tutto ricomincia, invariato o no sarà il tempo a dirlo. Lui spalanca le porte al futuro, sta a noi farlo entrare.

Un mese che amo profondamente, che mi avvolge il cuore e l’anima volando via troppo in fretta seppur lasciando intatta la sua dolce promessa: tornerò.

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Settembre, e tutto comincia

settembre

Settembre. Settembre di timide foglie che stamattina si sono staccate dal platano, volteggiando piano piano e posandosi del silenzio di questo sabato mattina piovoso. L’odore è quello che ricorda la voglia di tana, la fine dell’estate, le vacanze finite, e mi fa pensare a ciò che rappresenta: è il mese dei cambiamenti, dell’inizio di qualcosa, del lavoro che riprende, del nuovo anno scolastico, di aspettative per un quotidiano più interessante. Un tempo credevo che tutto ciò appartenesse all’anno nuovo, poi ho capito che è settembre il tempo dei progetti, delle speranze, dell’avvio di qualcosa a lungo rimandato, o delle nuove amicizie sui banchi di scuola.
Mi piace, settembre. Mi piace il colore del cielo quando il temporale estivo dichiara la resa, mi piace il colore della terra a lungo martoriata dal sole, che finalmente respira. Mi piace l’idea che tutto possa o debba ancora cominciare, dopo l’indolenza in spiaggia, le cene con gli amici ritrovati, la compagnia della famiglia lontana, le foto ai fenicotteri e i tramonti sulle scogliere.

Mi piace pensare che ci sia ancora tanto da scoprire, da costruire, da vivere, nonostante qualunque corrente che spinga in direzione opposta a quella desiderata.

Settembre, con l’uva buona sulla tavola, i trattori per le strade di campagna, l’ulivo della mia amica che regala i suoi piccoli frutti nonostante sia ospitato da un minuscolo balcone.

Settembre, con la voglia di respirare l’ultimo calore estivo tra i sampietrini della città, o con una nuova e rinnovata voglia di scrivere un libro.

Restate con me, tornerò presto, e stavolta non è una promessa da marinaio.

Felice settembre a voi.

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Sognando un nuovo inizio

inizio

Siete pronti a salutare l’estate e a lasciare la montagna, le capitali europee o i luoghi più lontani, e a restituire il silenzio alle spiagge? Si torna alla “normalità” con qualche buon proposito in più, desideri e progetti per una vita migliore o più a misura di ognuno di noi. Settembre, il nuovo anno, il lunedì, non servono forse a questo? A sperare in qualcosa dei nuovo, o nella scossa decisiva, o ancora nell’occasione da non perdere, in memoria di tutte quelle perdute.

Augurandovi tutto il nuovo che sognate, saluto questo nuovo inizio con un brano tratto dal mio romanzo Adele, con il quale presto riprenderemo gli incontri e le presentazioni, confidando nella vostra affettuosa presenza…

Il ricordo si annida nel ticchettio di una sveglia, tra poesie di un tascabile il cui prezzo è ancora espresso in lire, tra le rose di un plaid infeltrito così duro a morire o di una sedia che ha quasi il doppio dei miei anni… Perché il ricordo è vecchio, ma mai vecchiume, e tintinna di gettoni telefonici, di sussurri da grandi, di risate di bambini…

È crudele, il ricordo, perché ti bacia con quel bello che non torna così come invece fanno le stagioni o come chi ti ama…

Lui no, il bello andato non torna. Freme, vibra, accarezza, strattona attraverso il ricordo e ti dice “io c’ero”, mentre è estate, poi inverno, poi ancora estate e tutto è ancora bello ma non quel bello di quella volta là, quando ignaro mangiasti pane e uva con tuo padre tra chiodi e martello, e il sole rendeva ambrate le cose laggiù, molto più lontano del presente.”

Susanna Trossero – Francesco Tassiello, Adele, Graphe.it

 

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L’abbraccio di settembre

L'abbraccio di settembre

Ed eccolo, il vento che sospinge le nuvole di fine estate. Si riconoscono senz’ombra di dubbio, perché appaiono vagamente imbronciate e mostrano un magone ancora contenuto ma promettente lacrime. La terra le aspetta, queste lacrime, dopo mesi di arsura che hanno tolto la vita alle piante del mio balcone e non solo a quelle. Mi piace l’incertezza che respiro con l’arrivo di settembre, quelle stesse folate di maestrale che odio d’estate adesso le attendo e da loro mi lascio volentieri scompigliare i capelli.

C’è un che di nostalgico e vagamente malinconico, in quel lasso di tempo che passa tra la fine delle vacanze e l’autunno che si avvicina; cambia il colore del cielo, cambia il profumo dell’aria e la casa diviene via via “tana” man mano che le giornate si accorciano. La normalità incombe, tuttavia risulta necessaria, mentre l’abbronzatura comincia a impallidire.

Mi preparo ad attuare molti progetti, in questi giorni, scrollandomi di dosso la pigrizia da troppa calura, e voi? Voi quali buoni propositi avete per questo inverno? Anche i “cattivi” sono graditi, vi aspetto con curiosità!

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