Susanna Trossero

scrittrice

Notte di note stonate

insonnia

Il vicino cammina scalzo, al piano di sopra.

Avverto la nudità dei suoi piedi contro il pavimento, in quel suono ovattato inconfondibile, e conto i suoi passi per sfuggire ad altri pensieri, per invocare la noia e con lei il sonno. Fa sbadigliare, la noia, con la palpebra che si fa pesante e che tu associ alla saracinesca che cala alla sera, quando l’ultimo cliente ha salutato. Ma il sonno non arriva e, al suo posto, il pensiero molesto, piccolo sisma mentale che odora di polvere e detriti. Sassi, pietre rugose, sabbiolina che scivola via e porta con sé incontri, parole, vita vissuta e non vissuta, emozioni, sorrisi e lacrime… Nel tempo mi evolvo, imparo e assimilo e mai mi pento, mentre i detriti aumentano. Non è così difficile da riesumare, il pensiero molesto; ve n’è sempre uno pronto in ogni occasione, e più tenti di allontanarlo più lui ramifica, prolifera, mette radici ne profondo e là si installa mentre l’ultimo grillo tace.

Notti di luna piena, nascosta dietro scheletri d’alberi metaforici e non. Notte di note stonate che l’insonnia alimenta, e ti fa girare e rigirare come un coccodrillo che cattura la sua preda. Notte di incertezze che al sole vanno a dormire, con i lupi mannari che innocui si svestono e belano sui prati del mattino.

I rumori per la strada, finalmente parlano a voce alta.

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