Susanna Trossero

scrittrice

Un mondo migliore

Non mi piace questo mondo.

Non mi piace un mondo in cui professionisti che hanno scelto la via della tutela dei minori diventando operatori del settore, assistenti sociali, psicologi, poi si riducono a vendere bambini simulando disagi familiari, dopo averli strappati ai genitori.

Non mi piace un mondo in cui una ragazza che agisce a modo suo portando in porto la sua nave, piuttosto che essere contestata per l’azione illegale viene insultata e minacciata di stupro con ricchezza di dettagli racapriccianti.

Non mi piace un mondo in cui vengono abbandonati centinaia di animali perchè è arrivata l’estate e sono uno scomodo impegno. Un mondo in cui altri vengono uccisi e torturati per semplice “piacere” personale.

E non mi piace un mondo in cui i soprusi servono a ottenere più like, i selfie più atroci a vincere la gara a chi è più figo.

Non mi piace un mondo in cui la politica è arma contro i più deboli, il suicidio una soluzione per chi non ha più i soldi per l’affitto.

Ma è questo, anche questo, il mondo in cui vivo. In cui a volte verso lacrime di delusione, di amrezza. Di impotenza.

Però… è anche un mondo in cui sotto la superficie ho conosciuto persone meravigliose, che infondono fiducia quando la fiducia non è di casa. Che progettano abbandonando rimorsi o rimpianti. Che coltivano rapporti e passioni, che arricchiscono chi le incontra, che perseguono la via del rispetto. Per il prossimo, per la vita, per ogni essere vivente. Che conoscono radici, non solo apparenza.

Radici.

E allora, questo mondo mi piace un po’ di più, e mi aiuta a capire che ha ragione James Joyce:

“La vita è come un eco: se non ti piace quello che ti rimanda, devi cambiare il messaggio che invii”.

No Comments »

Delitti contro la morale, delitti contro la persona

A. Serrenti - S. Trossero, Il pane carasauOggi riflettevo sulla cronaca, che fin troppo spesso ci affligge con notizie che vedono mariti, ex fidanzati, padri di famiglia, compiere azioni cruente e definitive contro una donna che hanno amato, e con la quale hanno condiviso sentimenti, vita, progetti, sogni. Mi domando spesso come ciò sia possibile e non trovo nessuna risposta, se non una malinconica e dolorosa amarezza.

Desidero regalarvi un brano che mostra una realtà differente, più pulita e per molti inaspettata: fa parte del libro Il pane Carasau – storia e ricette di un’antica tradizione isolana, Graphe.it edizioni, che a breve vedrà la luce e incontrerà tutti voi che da sempre mi seguite…

“A quel tempo erano le donne a gestire buona parte delle questioni familiari, ma ciò avveniva in maniera del tutto naturale e non per questo gli uomini perdevano di importanza o di autorità. La loro figura, all’interno della famiglia, era altrettanto solida e sempre rispettata da tutti i membri, ma le donne ricoprivano più ruoli, questo è certo” ci racconta l’anziana signora.

In tutte le testimonianze raccolte dunque, emerge sempre la stessa realtà: un matriarcato dalle radici profonde e antiche, ancorato alla terra ma mai scomodo all’uomo. È doveroso precisare che il matriarcato di cui parliamo non è mai nato come istituzione, bensì come fatto naturale, poiché la parità tra uomo e donna era insita nello spirito del sardo dell’entroterra; per cultura e necessità, non era contestata, messa in discussione, né era vissuta come sopruso o come limitazione. Sempre a proposito di parità, abbiamo citato nelle pagine precedenti il codice giuridico di Eleonora di Arborea, il quale nel 1300 già contemplava a chiare lettere il rispetto per le donne. Noi abbiamo avuto l’onore di leggere parte di questo antico e raro testo di grande rilevanza giuridica e sociale, e abbiamo scoperto che, per esempio, la donna poteva opporsi ai matrimoni imposti dalla famiglia, e violenza e soprusi venivano puniti severamente – anche con il taglio di un piede o dell’orecchio – e senza alcuna remissione della pena! E pensare che secoli dopo abbiamo dovuto subire un ordinamento giuridico (fino agli anni ’60) che considerava la violenza un «delitto contro la moralità pubblica e il buon costume» e non contro la persona!”

 

No Comments »