Susanna Trossero

scrittrice

Scrivere a mano: una magia dimenticata?

scrivere a mano

Buona cosa, il progresso. Il futuro serve a far di più e meglio, ma soltanto se non si dimentica ciò che sta alle sue spalle e che non sempre è datato oppure vecchio e inutile.

Il passato, nella vita di ogni giorno, dovrebbe essere considerato come parte integrante di ciò che siamo. Chi saremmo noi senza il nostro vissuto e le nostre memorie? Ne siamo il prodotto, in fondo. Non significa certo arenarsi, o non andare avanti. Significa invece non levare l’importanza a ciò che è in grado di gettare le basi su ciò che sarà.

Per esempio, quanto è cambiato il nostro modo di comunicare? Certo, tante cose si sono velocizzate e la tecnologia ci ha dato una grande mano sotto vari aspetti ma… Il linguaggio si sta impoverendo e la scrittura – quella a mano – è sempre più rara.

La psicologa Rita Maria Esposito, ricercatrice in Psicologia e Scienze Cognitive a Roma ha approfondito l’argomento su un numero della rivista Viversani, confermando importanti concetti dei quali mi sto da tempo interessando.

Riassumendo ciò che la ricercatrice sostiene, scrivere a mano aiuta la memoria a breve termine, regalando capacità di sintesi e di elaborazione. Favorisce l’apprendimento ed è importante per lo sviluppo cognitivo dei bambini. Favorisce inoltre un pensiero più profondo, aiuta a cercare e trovare soluzioni ai problemi.

Perché gettarci anche questo alle spalle?

Una tastiera, un carattere tipografico, non lasciano traccia intima di noi se non ovviamente nel contenuto di ciò che scriviamo. Nondimeno, lo scrivere a mano regala al foglio un’impronta autentica, rivelando tanto del nostro stato d’animo e addirittura del nostro senso estetico. Una immagine di noi più completa, spesso più vera e profonda… lo sanno bene i grafologi!

Il gesto stesso provoca qualcosa che ci riconduce verso la nostra essenza, mettendo in moto corpo e mente: ci fa soffermare su ciò che stiamo elaborando, sull’origine della parola che stiamo per trasferire su un foglio, sui processi mentali a lei collegati.

Come dice la Dottoressa, “Non si tratta di esaltare il passato a scapito delle nuove frontiere che la tecnologia può farci conoscere, ma di riconoscere alla scrittura a mano la sua utilità evolutiva”.

No, non smettiamo di scrivere a mano. Non facciamo che anche questa affascinante pratica sia dimenticata in virtù del progresso.

E, se non sapete ricreare la giusta atmosfera per ricominciare, regalatevi un taccuino e una penna, poi quando tutti dormono, e la vostra casa è immersa nel silenzio, scrivete un pensiero con la sola luce della candela a illuminare il foglio. Vi accorgerete di quale magia sia, e ne rimarrete incantati. Provateci, poi condividete le vostre impressioni. Con gli amici, con i vostri affetti più importanti. E, perché no, con me.

“Posso scrollarmi di dosso tutto mentre scrivo; i miei dolori scompaiono, il mio coraggio rinasce”. (Anne Frank)

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Trabocchetti e piacevoli sorprese

I narratori seriali

Per molti ancora la scuola non è terminata: gli insegnanti raggiungono le aule oramai accaldati, la mente già altrove orientata verso il desiderio/necessità di riposo, mentre gli alunni si affannano a recuperare qualche insufficienza o si preparano agli esami dell’ultimo anno.

Noi della Fo.ri.fo invece abbiamo terminato il nostro lavoro. Il saggio di fine anno ha visto i miei Narratori Seriali alle prese con la lettura dei loro racconti in pubblico, ed è stato bellissimo condividere insieme piacere ed emozione, applausi e piccole grandi soddisfazioni. Una classe bellissima, un gruppo “variopinto” che non solo ha dimostrato determinazione e passione, ma che tanto mi ha dato dal punto di vista umano. Abbiamo riso, lavorato, scherzato, condiviso ben otto mesi, addentrandoci totalmente in un terreno denso di trabocchetti e piacevoli sorprese; questo e tanto altro è la scrittura, adesso anche voi lo sapete.

Al saggio mancava il nostro lupo di mare, Damiano Siragusa, e per uno scherzo della tecnologia che tanto ama, lo scritto da me letto al suo posto non ha avuto audio nel video che i suoi colleghi scrittori hanno girato. Per questo, e su loro richiesta, mi pare giusto e bello postarlo qui, augurando a lui buon vento e a tutti voi Narratori Seriali buon lavoro, visto il progetto ambizioso che avete deciso di portare avanti, e che di certo non svelerò neppure sotto tortura!

Damiano Siragusa – Al mare

Affiderò i miei occhi e il mio cuore alla prora tagliente
che insieme fendano il mare e avanzino sicuri
“sull’agitato dorso della morte”. (*)
Lascerò che il vento tocchi il mio viso,
accarezzi la fronte con mani invisibili,
sciolga le rughe e cancelli i miei anni.
Sentirò il calore del sole, il sale del mare,
le gocce di pioggia senza riparo,
nell’immenso, solitario, temuto e cercato,
padre di ogni orizzonte o prossimo abisso.
Mirerò il cielo stellato
che rende chiara la notte,
ogni astro un ricordo lontano,
ogni alba il sonno di un mago
che solo di notte si sveglia e agisce.
E allora, solo allora, chiederò…
A te che mi hai lasciato partire
a te che mi lasci avanzare
a te che mandi i delfini a salutare la mia rotta
a te che mandi l’albatro a indicare la prossima terra…
A te, a te chiedo di essere clemente e perdonare i miei errori
a te chiedo di lasciarmi tornare
a te chiedo di ridarmi il sorriso di chi mi ha salutato
a te chiedo di riportarmi a quegli occhi che tutto mi sanno.
A te, chiedo che lieve sia la prossima onda
e mi porti un altro respiro.

(*) da “La scia della balena” di F. Coloane

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