Susanna Trossero

scrittrice

Vecchi ragazzi in festa

on 24 Maggio 2012

 

I colli bolognesi, una villa immersa nel verde e in basso la vecchia città che sonnecchia respirando il maggio emiliano. Classe 1960/66, una tavola imbandita di salumi regionali, pane casereccio, lasagne, buon vino, le crescentine (o gnocco fritto, se preferite).

Cimeli di famiglia impreziositi dall’età sono sparsi in ogni dove, ritratti ingialliti dal tempo, una libreria che lascia senza fiato! La classe ‘60/66 è là, al centro della grande stanza, che si dimena al suono della disco music anni ’80: avvocati, musicisti, scrittori, un’attrice, un filosofo, professori universitari, storici, un ingegnere cubano che ha scelto la libertà italiana, una poetessa, delle professoresse. Ragazzi a una festa, alleggeriti da adulti pesi, che bigiano il quotidiano e mangiano in piedi, ridono, si raccontano storie e riconoscono quel pezzo di Donna Summer e, ti ricordi? Quel Disco Inferno di quella volta lì.

Nessuna traccia di nostalgia o rimpianto, solo un divertirsi come allora e come allora  i gruppi che si formano e le domande di rito: “Ma tu non sei di Bologna, vero?” e via di seguito. Ma ce n’è una che, allora, non veniva mai formulata ed è “Tu cosa fai nella vita?”

C’è un tempo in cui tutti fanno le stesse cose, poi quel tempo finisce e comincia una strada differente per ognuno di noi, la strada delle scelte, del costruire o dell’affondare.

E tu cosa fai adesso?

Vado ancora a  una festa, ballo al centro di una stanza piena di fumo, il bicchiere in mano, è il compleanno di Andrea e stasera siamo tutti amici.

Classe 1960, 61, 62, 63, 64, 65, 66…

E, più tardi, si migrerà verso la mansarda della villa, con il sax e il piano che indurranno al silenzio, la bellissima voce della cantante del Kansas piovuta là alle due del mattino, le luci soffuse, la notte incantata che spia dai vetri chiusi. E tutti torneranno ad essere adulti, o vecchi ragazzi ancora capaci di sognare, di gustare l’intimità del “gruppo”, con lo sguardo perduto in un altrove che ai veri ragazzi è sconosciuto.

Classe 1960/66. Non siamo venuti poi così male.

Poche ore dopo, il terremoto. Ma questa è un’altra storia.


2 Responses to “Vecchi ragazzi in festa”

  1. Isabel ha detto:

    Hace más de una semana que yo me quedé colgada pensando en estas generaciones…… y no pude más que revivir ésto : Un día domingo,el sol radiante sobre la vieja escuela , la generación del 68 dice presente nuevamente como en las viejas épocas cuando nos pasaban listas formados en el patio frente al mástil plantado como un gigante inalterable,todos con los ojos dirigidos a nuestra inmortal bandera   en un emotivo encuentro ,retrocedidos 25 años en el túnel del tiempo,permanecimos todos ahí, nosotros los Egresados del año 1986….
    Si, ahi estábamos todos, los que volvieron frustrados del viejo continente asustados por la inminente crisis económica, los que se mudaron a las grandes ciudades y los afortunados que nos quedamos en el pueblo,todos juntos compartiendo un irresistible asado,escuchando nuestra música grabada en nuestros corazones ” Queen”, por supuesto,cantando tratando de no desafinar….jajajja.
    Con tristeza luego de un rato nos dimos cuenta que faltaba  una compañera del grupo…,ella había sido convertida en un ángel por el endemoniado cáncer,dejándonos el recuerdo de sus rizos eternos en nuestra memoria.
    Prestando más atención me di cuenta que dos del grupo, los mismos de siempre,estaban apartados en forma reservada,como en un presente con magia y solo podían recordar su amor guardado,con sus sonrisas cómplices, en los caminos deseados que no pudieron ser y algún beso que estaba volando a punto de ser robado.
    Los demás hablábamos sobre nuestras profesiones, trabajos,hijos ,ex matrimonios, parejas actuales y sobre todo hicimos un repaso de nuestra aventura de haber pasado por la locura militar de los años 70,la guerra de Malvinas,el renacimiento de la democracia de los 80,la destrucción del patrimonio nacional en los 90, el cacerolazo y boicot político de los años  2000……….hasta la actualidad….., una gran travesía.
    Y por todos éstos hechos,solo puedo  afirmar que lo nacidos en el 68,como caídos del mapa, hemos mordido el polvo ,pero seguimos jugando…, al juego de estar íntegros,enteros,vivos,atentos y preparados para seguir cumpliendo sueños!!!!!!

  2. Susanna Trossero ha detto:

    Oggi è Isabel che necessita di una traduzione al suo bellissimo commento, grazie per essere passata di qui!

    “Per più di una settimana ho lasciato in sospeso il commento pensando a queste generazioni …… e ho potuto far rivivere solo questo ricordo: Una domenica, il sole sulla vecchia scuola, la generazione del ‘68, come ai vecchi tempi, nel cortile, davanti al grande albero, ancora oggi uguale, tutte le con gli occhi diretti alla nostra bandiera immortale in un incontro emozionante, un ritratto di 25 anni lontano nel tunnel del tempo, così vivo nel presente: siamo le alunne del 1986 …
    Sì, adesso tutte frustrate dal fatto che il vecchio continente è spaventato dalla crisi economica incombente, molti di noi si sono trasferiti in grandi città e siamo stati fortunati noi del popolo rimasto, a condividere quel giorno un arrosto irresistibile, tutti insieme, ascoltando la nostra musica registrata nei i nostri cuori, i Queen, naturalmente, cercando di non cantare troppo stonati …. ahahahah
    Purtroppo dopo un po’ ci siamo resi conto che nel gruppo mancava una compagna … era stata trasformata in un angelo da quel demonio che è il cancro, lasciando il ricordo dei suoi riccioli eterni nella nostra memoria.
    A prestare maggiore attenzione al ricordo, rivedo quei due del gruppo, i soliti “sospetti”, che si erano come sempre appartati in compagnia della magia del loro amore, dei loro sorrisi complici, e di quel bacio che volava per essere rubato.Noi, gli altri parlavamo delle nostre carriere, lavoro, bambini, matrimoni precedenti, partner attuali e soprattutto si è riparlato della nostra avventura di passare attraverso la follia dei militari negli anni ‘70, la guerra delle Falkland, la rinascita della democrazia negli anni ‘80, la distruzione del patrimonio nazionale negli anni ’90,  e il boicottaggio politico dal 2000 ad oggi … un grande viaggio.E dopo tutti questi fatti, posso solo dire che ad essere nati nel ’68, è come essere caduti fuori dalla mappa, si è mangiata la polvere, ma stiamo giocando … al gioco di restare integri e tutti interi, vivi, attenti e pronti a continuare a inseguire e realizzare i nostri sogni !”

     

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