Susanna Trossero

scrittrice

Tra le foglie cadute

on 25 Novembre 2019

La mia dottoressa oggi mi ha detto che non avere tempo è impossibile.

Impossibile non trovarne per ciò che ci fa star bene, mi ha detto, e io ci ho riflettuto molto. La prima risposta, quella istintiva, sarebbe “Che caspita dici, con tutto quello che ho da fare io il tempo non ce l’ho davvero!”

Ed è la risposta di tutti noi, inutile precisarlo, so che vi riconoscerete anche voi in questa reazione. Ma, in seconda battuta, ci ho riflettuto.

Corriamo tutto il giorno per mille motivi e, quando ci fermiamo, non ottimizziamo neppure quelle poche preziose briciole per ritagliarci uno spazio privato in cui mettere comoda la nostra anima.

Non troviamo il tempo per fare una telefonata a quell’amica che abita dentro di noi da sempre, lasciandola in un silenzio che le provoca silenziosi dispiaceri.

Non troviamo il tempo per camminare, e di camminare tutto il nostro organismo ha bisogno, molto più di farmaci e integratori vari, o di massaggi dall’estetista.

Non troviamo il tempo per leggere, e la lettura – come anche la meditazione – ha un incredibile effetto sugli ormoni dello stress.

Non troviamo il tempo per guardarci attorno, per respirare meglio, per assaporare o ascoltare.

E non troviamo il tempo per scrivere di tutto ciò, per lasciar andare i pensieri, per liberarli o regalarli a qualcuno.

Io stessa non mi ero resa conto per esempio, di aver abbandonato il mio blog. Certo, non è fondamentale averne uno, né curarlo costantemente, lo so bene. Ma so anche che per me è una finestra sul mondo, e quando la tengo chiusa per troppo tempo sento che mi manca qualcosa: il contatto con voi che passate di qui, che avete la pazienza di aspettarmi quando le mie assenze si prolungano (non è la prima volta…), che mi leggete e a volte mi rispondete.

Non sapete quale gioia mi dà trovare qui i vostri commenti, punti di vista, critiche o lodi.

Insomma, questa finestra mi è necessaria così come lo è camminare, telefonare a un’amica, leggere. Perchè mi fa guardare fuori e scoprire che ancora ci siete, in mezzo a tutto un crepitio di foglie cadute che da sempre mi ammalia e mi ispira. Foglie che non vedo mai morte bensì portatrici di poesia, sotto un cielo che può essere traparente anche d’inverno.

Vi saluto con le bellissime parole di Fabrizio Caramagna:

“Anche quando sembra non fare nulla e non c’è nessun umano al suo davanzale, la finestra è molto occupata. Suddivide l’aria in geometrie invisibili, orienta i passaggi delle nuvole, calcola le radici quadrate delle stelle, ascolta la voce del vento. C’è solo un punto della notte in cui dorme anche lei, e chissà cosa sogna: forse gli angeli o il mare (ma le finestre di città hanno mai visto il mare?) o il cielo trasparente e infinito da cui proviene”.


2 Responses to “Tra le foglie cadute”

  1. Valeria Lorusso ha detto:

    Non è impossibile non avere tempo ma è possibile che ci si convinca di questo perche troppe sono le cose a cui pensare troppi gli impegni che si sovrappongono e far fronte a tutto o provarci fa compiere ogni giorno delle piccole scelte di rinuncia. Anche se la rinuncia comporta la negazione di un piacere, il rinvio di intermezzo divertente, il posticipo all’infinito di un incontro.
    Vi è verità nell’affermazione di non potere e verità nel crederlo. La qualità della vita per la maggior parte delle persone richiede impegno e prestazioni sempre piu pressanti e di livello crescente. A volte è premiante una pausa di silenzio, uno sguardo sulla strada dove le luci delle auto in transito attirano come fossero scintille……
    Sapere questo non equivale a comprenderlo. Eh si, si soffre.
    Di mancanza, di silenzi, di assenza, di lontananza, di attenzione , di cura, di complicita e di quotidiana condivisione.
    Si soffre a stille ma così è.

    • susanna ha detto:

      Bellissimo, il tuo commento. E quella malinconica e ineluttabile conclusione forse apre una porta verso la possibilità di. A volte si unisce alle circostanze sfavorevoli una dose di pigrizia che trasforma le cose in normalità. Ieri ho sentito una frase: la porta della felicità si apre verso l’esterno. Credo proprio sia così…

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