Susanna Trossero

scrittrice

Un libro da cominciare, uno da finire

on 27 Settembre 2012

Ciao Amici miei,

quale libro avete sul comodino? Quale state per iniziare o quale avete appena terminato, o ancora quale vi sta catturando nei vostri momenti privati, tutti solo per voi, di piena intimità con le pagine scritte?

Io sto per cominciare Il bravo ragazzo di Dean Koontz, ma ho appena terminato Anime in volo di Susan Palwick e – non so se capita anche a voi – sono rimasta coinvolta a tal punto da provare fortissime emozioni: rabbia, tenerezza, entusiasmo, malinconia, addirittura un senso di impotenza!

Così come nella vita vera, in questa strana arte che è la scrittura narrativa e seppur muovendosi in un mondo fantastico, si respira, si cammina, si osserva, si ascolta, e si ama o si odia, tra le mille variabili delle altrui decisioni e con tutti i sensi allertati.

Un libro si comincia con curiosità o con diffidenza, pieni di aspettative o di preconcetti, per noia o per desiderio (non pare l’inizio di una storia d’amore?) e non è detto che si vada fino in fondo, che lo si finisca. A me, per esempio, accade di lasciarlo dopo poche pagine perché colpevole di non essere in grado di ipnotizzare la mia attenzione distogliendola da tutto il resto: se un libro non ha alcun potere sulla mia mente, se mi trasmette solo sensazioni blande, allora non è il mio libro.

Non riesco a immaginare un tempo senza una storia da cominciare, da vivere o terminare, e parlo esclusivamente da lettrice, non da scrittrice. Sono avida, curiosa, ma anche volubile nelle mie scelte. Oggi cruenti thriller, domani dolci versi, ora prose malinconiche e nostalgiche, ora saggi sui serial killer: questa è la mia libreria.

E voi Amici miei, voi che libro avete terminato? O quale vi apprestate a leggere?

Vi aspetto,

Susanna


22 Responses to “Un libro da cominciare, uno da finire”

  1. Spoto Salvatore ha detto:

    Come non condividere le tue parole, senza enfasi, e piene di verità? E’ facile calarsi in quello che hai scritto: è la veste culturale di chi, nella quotidianità, sa ritagliarsi il tempo per leggere come occasione di scoperta e conoscenza. 

  2. lafrangia ha detto:

    Appena finito “Inseparabili” di Piperno, ero curiosa come sempre del premio dell’anno. Decisamente NON il mio libro!

    • Susanna Trossero ha detto:

      Grazie Lafrangia, non sempre i libri premiati rispondono ai nostri gusti o soddisfano le aspettative, non è vero? A volte scopriamo piccoli tesori in titoli e autori mai sentiti nominare, magari svenduti in un mercatino di quartiere, piuttosto che in libri super pubblicizzati! A me succede spesso. Torna a trovarci, ti aspetto.

  3. Oleonora ha detto:

    Amo i libri che mi lasciano con il fiato sospeso…di quelli che non vedi l’ora di girare pagina e correre insieme ai personaggi che via via diventano tuoi amici,tuoi alleati… ho appena finito Marina di Zafon e sul comodino ho ancora il codice da vinci che non vede l’ora di essere concluso!! 🙂 

    • Susanna Trossero ha detto:

      Ecco un’altra appassionata! Sai Oleonora, quando “sento” che un libro potrebbe piacermi troppo, non comincio a leggerlo se ho degli impegni di scrittura: so che mollerei qualunque cosa per lui e così aspetto il fine settimana e lo accolgo come un’amico che non vedevo da tempo e al quale desidero dare tutto il mio tempo e la mia attenzione!
      Torna presto da queste parti e grazie per il tuo contributo.

  4. Davi ha detto:

    In questi giorni mi sto facendo rapire dal mistero de “Il libro segreto di Dante” di F. Fioretti: un thriller che segue un po’ il genere de “Il codice da Vinci”!
    Per ora sono a metà libro e per gran parte è un continuo ansieggiare e cercare di capire cosa il noto letterato nascondeva tra le parole dei suoi versi.
    E’ piacevole perché ti prospetta il racconto come se fosse un film: è scritto in terza persona e ciò mi rende più semplice l’immaginare la continuità della storia! E poi è ancora più intrigante perché ha a che vedere con personaggi letterari che ho conosciuto già durante il mio percorso scolastico, ma imparando a conoscerli più intimamente, e imparando a capire le vere emozioni e motivazioni che li hanno portati a scrivere.
    Non è però uno di quei libri che si legge da solo; infatti a volte si dilunga troppo su alcune particolarità che non sembrano essere di grande interesse ai fini del racconto…staremo a vedere! :-))

    • Susanna Trossero ha detto:

      Dal tuo commento Davi si avverte la passione della lettura, il bisogno di capire e scavare tra le righe. Bello, è questo il modo di leggere che preferisco, quello che fa sì che un libro lasci un segno nella memoria. Grazie per essere venuto a trovarci, torna ancora!

  5. Massa Cinzia ha detto:

    Ho appena finito di leggere cinquanta sfumature di grigio,di nero e di rosso …tre in due mesi…ora leggero’ cinquanta sbavature di gigio….

    • Susanna Trossero ha detto:

      Ciao Cinzia, benvenuta, una curiosità: secondo te questa trilogia merita tanta pubblicità o ne sei rimasta insoddisfatta?

  6. Sara Siviero ha detto:

    Sul mio comodino… Cinquanta sfumature di grigio…letto in una settimana,cinquanta sfumature di nero…letto in una settimana,cinquanta sfumature di rosso…appena iniziato… Vi aggiorno settimana prossima 🙂

  7. GT ha detto:

    Siempre tengo el hábito de leer dos o tres libros a la vez,depende del estado de animo que tenga o el tiempo que dispongo para hacerlo que nunca es el suficiente como yo quisiera tenerlo…., en mi mesa de luz esta el libro ” El desasosiego” de Fernando Pessoa que termine de leerlo hace unas semanas pero que comence a leerlo de nuevo, pareceria que me ha generado cierta adicción,también para los momentos mas breves me acompaña un libro que he recibido como regalo de cumpleaños que se llama “Paraíso submarino” donde describe maravillosamente flora y fauna de los océanos del planeta ; y ademas en mi mochila tengo un libro de Alfonsina Storni ” Obra poética completa ” , es de poesias me fascina y lo leo en pequeños momentos  que se dan casualmente durante mi trabajo….., el proximo libro que quiero leer y estoy esperando por su traduccion al español es ” l´angelo della porta accanto “……..

  8. Paolo Porrà ha detto:

    Ciao …condivido diverse delle tue riflessioni a proposito di ciò che ti affascina..ti ipnotizza…che fa vibrare le corde dell’animo e dei sensi… oppure con sciatta noncuranza chiudi alla terza pagina un libro che ti offende senza sapere perchè ..o non riesci giunto a metà di esso a comprendere cosa ha detto alfine…
    Sto iniziando a leggere “nelle tue mani ” medicina,fede,eticae diritti di Ignazio Marino e fin dalla prolusione mi affascina , ho appena terminato la seconda lettura di “I Massoni ” misteri ed enigmi di Tim Wallace -Murphy che richiede grande attenzione dal punto di vista storico ed esoterico senza alcun preconcetto . Credo che alcuni capitoli dovrò approffondirli con ulteriori testi..ed è un libro che mi prende sia mentalmente che nel profondo.  

    • Susanna Trossero ha detto:

      Interessante contributo, Paolo, mi intriga il titolo di Marino che citi… Grazie per essere passato di qui e grazie!

  9. Antonella ha detto:

    Sto cercando di leggere un libro che mi ha prestato mio figlio, una storia ambientata in Abruzzo che si intitola “Paura”, di Francesca Bertuzzi. Mi sta appassionando, apprezzo lo stile dell’autrice e la storia avvincente, ma  qualcosa cerca di impedirmi di abbandonarmi alla lettura: al piano di sopra da giorni e giorni qualcuno si cimenta per ore nell’uso del trapano, e non è esattamente quel che ci vuole per rilassarsi con un buon libro!

    • Susanna Trossero ha detto:

      Povera Antonella! Un consiglio. trova il modo di levare l’energia elettrica al palazzo e procurati candele e incensi profumati per concederti al tuo bel libro in santa pace!

  10. Valeria ha detto:

    Quelle che fai, potrebbero essere le stesse mie  riflessioni su questo tema  che tanto amiamo entrambe.  Amo leggere fin da bambina, mi piace sempre e e non credo che questo mio interesse, così facile da coltivare, possa mai scemare. Purtroppo però,  attraverso dei momentii, e questo è uno di quelli, in cui non sono attratta dai libri, non ne comincio alcuno, e mi limito a rileggere, forse per la millesima volta, i fumetti che tanto amo, le strisce di  Mafalda, Penauts, e Sturmtruppen :-). La loro rilegatura non regge più, ormai sono fogli sciolti, che si spargono sul letto o sul divano, a seconda di dove mi rifugio a “consumarli”. Oppure mi dedico a ritrovare qua è là fra i miei appunti sparsi, frasi che ho riportato nei miei quaderni, tratte dai libri che più ho amato, o poesie…così in ordine sparso.E’ in questi momenti, inoltre,  che preparo la scorta dei libri che leggerò,  Vado nelle librerie,  nei mercatini, e anche nei centri cmmerciali e li compro……per cui, ora che sta fisiologicamente finendo il mio tempo di “non lettura”,  ho sul mio comodino : “il gioco dell’Universo di Dacia e Fosco Maraini, La profezia della curandera di Hernan Hurache  Mamani  e l’opera al nero di Marguerite Yourcenar……Spero di avere scelto bene. Lo spero,  si, perchè, a differenza di  Susanna, porto in me  la maledizione di essere disciplinata anche nella lettura, e se un libro non mi piace…..caschi il mondo, lo devo comunque finire. Devo dire che,  molto spesso, la fatica di affrontare letture pesanti, difficili, o eccessivamente lunghe mi ha ripagata ampiamente alla fine….ma alcune altre volte non è stato così. Per cui,  si, spero proprio di avere scelto bene.

    • Susanna Trossero ha detto:

      Facci sapere se quei tre libri saranno all’altezza di una grande lettrice come te, o se usufruiranno di quel tuo essere disciplinata e forse troppo buona con gli autori! Quasi quasi ti ammiro per la pazienza di andare avanti quando sarebbe più facile metter via il libro, ma non del tutto: se la lettura è un piacere, sforzarsi di leggere non è limitante per il piacere stesso? 🙂

      • Valeria ha detto:

        in parte ho risposto già, spesso sono stata ripagata da un senso di appagamento e una conoscenza nuova che non avrei avuto se non avessi deciso di andare avanti: L’ultimo esempio che mi viene in mente è il libro: “un albero cresce a Brooklin” . Lungo e descrittivo, ma bellissimo. Lo consiglio, alle amiche, spiegando che però bisogna avere un po’ di pazienza ….. Il primo è stato “quo vadis”.L’autore è un premio nobel della letteratura di cui non ricordo mai il nome…ma il libro non lo scordo per niente. E via di questo passo, inoltre, come hai detto tu, ho grande rispetto per gli autori, penso alla fatica, alle aspettative di chi mette nero su bianco i suoi pensieri e le storie che inventa…… loro hanno sicuramente me ad apprezzare il loro lavoro. ……Quando incappo in questo piccolo problema, faccio finta che sto studiando. Non sempre lo studio è un piacere, va fatto però, e sempre ti rimane qualcosa.  

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