Susanna Trossero

scrittrice

Giocando con le parole

giocare con le parole

Una donna corre per le vie della periferia nell’oscurità della notte”. Perché? Dove va o da cosa fugge? Se vi va di giocare un po’ con la scrittura e la fantasia, raccontatemelo qui fornendo la vostra personale motivazione.

Nel frattempo, la mia versione della storia è questa:

“Là dove, poche ore prima, il frinire delle cicale aveva la meglio su tutto, ora è un ritmico suono a rompere la falsa quiete notturna; un passo dopo l’altro in un rapido susseguirsi che è un martellare sull’asfalto, disturba un barbagianni che sfarfalla altrove. Non è consigliabile, per una donna, aggirarsi da sola per le vie della periferia, soprattutto alla sera, a tarda sera, quando è solo il latrare dei cani ad accompagnarla.

Nondimeno, quanto è stato liberatorio unirsi alla strada umida e male illuminata, dopo aver sbattuto la porta a quel presente di solitudini a due… e quanto quel presente diviene passato ad ogni falcata, quanto quel correre conduce al futuro…

Ansima, la donna, ma ancora non sente fatica né si guarda indietro: il timore d’essere seguita arriverà più tardi, quando lo stremo delle forze la costringerà a rallentare, sebbene sappia in cuor suo che il pericolo maggiore – morire di banalità con un uomo mai stato vivo – sia oramai scampato.”

Tocca a voi, vi aspetto!

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