Susanna Trossero

scrittrice

Il pane carasau vi ringrazia tutti!

La nuova edizione del nostro libro dedicato al pane carasau

Sono stata in Sardegna, pochi giorni fa, a respirare profumo di ginestre e ad ascoltare la voce del maestrale quando – alla sera – si placa e diventa carezza dopo tanta esuberanza.

Ho ritrovato il cibo di “casa”, abbracciato gli amici, goduto delle amorevoli attenzioni della famiglia, e incontrato per strada molte di quelle persone che hanno letto e acquistato Il pane carasau. Storia e ricette di un’antica tradizione isolana (scritto a quattro mani con l’amica e collega di scrittura Antonella Serrenti). Grazie a loro e a tutti quei lettori di ogni regione italiana che si sono avvicinati con curiosità alle nostre tradizioni, siamo giunte alla seconda edizione e ne siamo orgogliose!

Ha parlato di noi il Venerdì di Repubblica, la rubrica Heat Parade del tg2, siamo state ospitate dall’emittente nazionale Tv2000, dalla tv isolana Videolina, abbiamo avuto bellissime recensioni, siamo state accolte in tante sedi e paesi per raccontare della nostra terra e “de su pani fattu in domu (il pane fatto in casa), quello che racconta storie infinite, che nasce in seno a una famiglia e che vaga di casa in casa, dentro bisacce o sull’altare del parroco, che richiede un intero corredo di canestri e di preziosi teli di lino bianco, che sopravvive a più di una stagione, e che prima ancora d’esistere è parte di un’idea che nasce coltivando, trebbiando, setacciando”.

In questa nuova edizione, la prefazione è di Gianmichele Lisai, e vi troverete inedite testimonianze legate agli aspetti culturali di questo antico pane. Tra le ricette invece, è stata inserita anche quella che vi aiuterà a preparare nelle vostre cucine i dischi di pane carasau!

Un libro che mai sarebbe nato senza il contributo delle donne e degli uomini che ci hanno raccontato le loro storie, che con noi hanno condiviso ricordi e nostalgie. Perché il nostro piccolo grande saggio è proprio questo: uno scrigno che racchiude tesori d’un tempo.

Continuate ad aprirlo, a cercarvi qualcosa che vi appartiene o vi colpisce. E a sperimentare le ricette – antiche e moderne – in esso contenute. Ad amare questa antica terra e a lasciarvi incantare non soltanto dalle sue meravigliose spiagge.

Noi autrici e la Graphe.it Edizioni, ci auguriamo che questa seconda ristampa, ancora più ricca, continui a vagare tra librerie e cucine di tutta Italia e perché no anche all’estero, dove sappiamo che la prima edizione ha viaggiato in lungo e in largo!

Grazie ancora, di vero cuore.

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Il pane viaggiatore

Fiera del libro di Iglesias 2016

In questo inverno confuso, che ci ha regalato anticipi di primavera e improvvisi cali di temperatura, il nostro libro sul pane carasau ha davvero viaggiato tanto e tanto ha da raccontare. Antonella Serrenti e io siamo rimaste senza parole di fronte al costante interesse dei lettori, nei confronti del pane come alimento primario, simbolico, che diviene addirittura folklore perché ospite d’onore delle ricorrenze, delle giornate da custodire nella memoria, che accompagna momenti di gioia o di espiazione, pane così ben raccontato dai testimoni di questo libro, uomini e donne vissuti in un tempo difficile ma per assurdo più semplice, in cui vigeva una pace costruita con fatica, vissuta e respirata in un quotidiano antico che mai sapremo riprodurre.

L’anziano pastore che ci narra del pane carasau vissuto nei sogni illuminati dai bengala, in un’amistade (amicizia) nata sulla soglia di casa e interrotta bruscamente dal proiettile di una guerra, il pane puro nel sudiciume di una trincea che diviene per un istante cucina odorosa per due ragazzi cresciuti insieme, e insieme diventati uomini forse troppo presto.

Le donne dai capelli imbiancati che ricordano di quando il latte, durante la panificazione non aveva lo stesso sapore dei giorni “normali”; la nostra cucina diventava odorosa di buono e questo profumo di genuino e di pane appena sfornato impregnava anche il contenuto della mia tazza, trasformandola in qualcosa che mi resterà dentro finché vivrò.

Siamo davvero felici di aver portato in tante case questo pezzo di Sardegna che non è spiagge bianche o acque cristalline, ma anche odori caldi di camino acceso, di ginepro, di rosmarino, di origano posto ad essiccare in un fascio vicino alla porta… E un leggero fumo di legno secco, crepitante, ad avvolgere le pagine.

Il nostro è un libro che entrando di casa in casa porta sul tavolo una vera montagna di farina bianca e dobbiamo ringraziare tutti coloro che gli stanno aprendo la porta. Siete davvero tantissimi, in ogni regione d’Italia! E tanti sono stati i lettori che sono venuti a trovarci alla fiera del libro di Iglesias, un’esperienza entusiasmante che di certo ripeteremo l’anno prossimo.

Il pane carasau. Storie e ricette di un’antica tradizione isolana è un narratore dal potere di attrarre altre voci, altre storie, altri ricordi, che tutti voi state condividendo con noi.

Ad ogni incontro e in ogni luogo, voi scrivete il vostro libro mentre noi vi raccontiamo il nostro.

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Gradite un tozzo di pane?

Susanna Trossero e Antonella Serrenti

È sempre una grande soddisfazione scoprire che qualcosa che ci appartiene nell’intimo, viene apprezzato anche dagli altri: ci si sente orgogliosi, intellettualmente vivi, ma anche circondati di calore. Oggi vi scrivo per l’ennesimo grazie, che mai mi stanco di pronunciare quando un libro che porta il mio nome va a far parte delle librerie di tanti lettori. Grazie, a nome mio e a nome della cara amica e collega di scrittura Antonella Serrenti, per gli apprezzamenti che ancora ci giungono per il nostro Il pane carasau. Storie e ricette di un’antica tradizione isolana – Graphe.it. Se vi fa piacere, potete leggere alcune recensioni di questo piccolo saggio qui sul mio blog, alla voce Dicono di me.

Naturalmente presto vi aggiorneremo sulle nuove presentazioni ma, nel frattempo, che il nostro grazie raggiunga ognuno di voi come un abbraccio, perché ci sono storie che fanno parte di tutti sebbene provengano da vite altrui che non abbiamo condiviso. Sono storie legate alla terra, alle tradizioni culinarie, che attraverso le testimonianze si tramandano nei secoli e giungono fino a noi, semplici e ignari degustatori di felici matrimoni di sapori. Con questo libro vi abbiamo proposto un viaggio da compiere con la “corriera”, tra fichi d’india e ulivi, rovi ai piedi di nuraghi e orchidee selvatiche, nel maestrale che tutto strattona, la cui meta è la Sardegna di un tempo in cui il Pane Carasau non si acquistava nei negozi di nicchia o nei supermercati… “Su pani fattu in domu” “il pane fatto in casa”, quello che racconta storie nate in seno a una famiglia, all’interno di una comunità, o che vede le stelle insieme ai pastori, che sopravvive a più di una stagione e fa parte di una cultura che si fonda sull’altruismo, sul senso della fatica e del dovere ma anche su quello dell’unione che tutto alleggerisce. Questa è la storia di un antico pane sardo che da tempo ha oltrepassato il mare per deliziare i commensali di tutto il continente, una storia che vi sorprenderà ma che soddisferà anche il vostro palato, perché nel viaggio profumato di mirto e zafferano, tra strade sterrate e piccoli centri nascosti tra le rocce di granito, abbiamo previsto soste culinarie che propongono una mescolanza di antiche ricette e moderni accostamenti semplici da realizzare, in qualunque regione voi vi troviate.

Buon viaggio e… buon appetito!

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La sorte del grano

A Nettuno con il pane carasau

Ebbene, nonostante la tempesta in corso ieri alle 18 a Nettuno, la presentazione del libro Il pane carasau. Storia e ricette di un’antica tradizione isolana si è svolta grazie agli amici temerari dell’Associazione Culturale Tempo Meccanico; Renzo Ridolfi in testa – presidente dell’associazione – hanno sfidato le intemperie per una piacevole chiacchierata sulle tradizioni sarde e per una degustazione di pane carasau accompagnato dal vino Cannonau, in grado di riscaldare gli animi! Il mio grazie oggi va a tutti loro, ai soci, a Renzo e alla sua simpaticissima moglie, per l’ospitalità sempre così calorosa e per l’amicizia dimostrata.

È sempre un piacere per me condividere con i lettori il mio scrivere, soprattutto quando una presentazione si arricchisce con le domande o i punti di vista dei presenti; inoltre è mio desiderio – con questo libro così differente rispetto agli altri da me pubblicati – raccontare di una Sardegna per molti sconosciuta ma affascinante da scoprire attraverso “su pani fattu in domu” ( il pane fatto in casa), quello che racconta storie infinite, che sopravvive a più di una stagione e che prima ancora di esistere è parte di un’idea impregnata di sacralità, comunione e fratellanza.

Oggi vi lascio con una frase citata nel libro, ma che appartiene al grande Salvatore Cambosu, figlio di uno zio materno della scrittrice Grazia Deledda. La frase e la sua traduzione, sono presenti nella raccolta “Miele Amaro”, scritta nel 1954:

“Ti facan che ass’orzu
mancu a su peius nemigu lu nès.”

La traduzione esatta è: “Ti tocchi la sorte dell’orzo/ neanche al peggior nemico lo augurare”, il cui senso è più esteso e comprensibile in questo passaggio:

“Non augurare mai a nessuno la sorte dell’orzo. Non dico di quella che gli tocca come biada alle bestie, ma di quell’altra che consiste in tanti maltrattamenti, uno dietro l’altro, e di altrettante torture, perché diventi pane.”

Dunque, se avete un nemico che vi rende la vita difficile, non occorre che cerchiate troppo lontano qualcosa di terribile da augurargli nei momenti di rabbia: sarà sufficiente pensare al povero orzo, che tutto subisce per mano di un destino a cui mai potrà sottrarsi…

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Nettuno si profuma di pane carasau

Il pane carasau

Terminato il tour sardo, cominciano gli incontri con gli amici del “continente”, i quali stanno acquistando con entusiasmo il libro Il pane carasau. Storia e ricette di un’antica tradizione isolana, edito dalla Graphe.it di Perugia e scritto a quattro mani con la cara amica e collega Antonella Serrenti.

Il piccolo saggio, nato il 26 settembre scorso con il desiderio di far conoscere una Sardegna differente, è stato ben accolto dalle librerie Feltrinelli e Mondadori, inserito nella heat parade del Tg2 e già ben recensito, dunque Antonella ed io non possiamo che esserne molto felici: quando si dà vita ad un progetto, lo si fa senza certezze ma con la speranza che sia bene accolto dal pubblico!

A questo punto va formandosi il calendario del mese, nel quale è in bella mostra il primo appuntamento: sabato 15 novembre, alle ore 18, il libro sarà ospitato a Nettuno, nella sede dell’associazione culturale Tempo Meccanico del carissimo Renzo Ridolfi, in via Traunreut 11 (zona grattacielo). Qui, dopo una piacevole e informale chiacchierata con i membri dell’associazione e il pubblico, al quale racconterò di un tempo andato, di un mondo antico e incredibilmente semplice seppur faticoso, di grandi valori ma anche di grandi sacrifici, potremo gustare la deliziosa croccantezza di un pane sardo conosciuto in tutta Italia e apprezzato anche all’estero.

Vi aspetto il 15 a Nettuno e, nel frattempo mi preparo anche per la presentazione romana (sabato 22) e per quella umbra (domenica 23 a Perugia). Ma questa è un’altra storia che prossimamente vi racconterò!

“Non è un caso che tutti i fenomeni della vita umana siano dominati dalla ricerca del pane quotidiano, il più antico legame che lega tutti gli esseri viventi, incluso l’uomo, con la natura circostante.” (Ivan Pavlov)

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