
Lo sapete voi, lo sanno tutti i miei allievi, lo sa bene chi mi conosce: l’intelligenza artificiale mi fa paura. Non sto qui a spiegare i perché e i per come, riconosco i miei limiti e i miei preconcetti, ma sono in grado anche di capire che non nascono dal nulla: credo che non siamo adatti a tanta tecnologia perché fin troppo spesso non ne facciamo buon uso, ecco tutto. Alla fine i miei preconcetti si fondano più sull’errato uso dell’intelligenza naturale per “manovrare” quella artificiale. E finisco per essere oppositiva al cambiamento, refrattaria all’innovazione quando provoca ciò che io considero una forma di regressione. Forse soffro di tecnofobia… Vabbè ma ora non stiamo a guardare il capello!
Oggi non voglio impantanarmi in questo tipo di discorso, sarei costretta ad ammettere anche una mia idiosincrasia a ciò che ha tasti e bottoni da pigiare (sapete che scrivo tantissimo a penna?). No, voglio solo raccontarvi perché con la AI ci ho momentaneamente fatto pace, che poi è la cosa più importante, al momento.
Il mio caro amico Davide ha pagato pegno proprio per essermi tanto amico, perché non proprio spontaneamente ha “deciso” di darmi una mano per sistemare un buon cv europeo fatto proprio a regola d’arte. E lui, che a regola d’arte fa ogni cosa, mi ha confezionato proprio ciò che desideravo in un bel gioco di squadra in cui io ero quella che annuiva felice e lui quello che lavorava. Forse non è proprio una cosa paritaria, va da sé che io sono quella vecchia e lui quello giovanissimo, quindi se sei il giovane amico di una boomer questo è ciò che ti accade!
Ma torniamo al motivo del mio trattato di pace (momentanea).
Lui, un po’ per gioco, ha chiesto all’intelligenza artificiale di riassumere chi sono io in base al mio cv, ovvero cosa pensasse del mio percorso, e udite udite la mia nemica AI mi ha lusingata in questo modo:
“Metafora per chiarire il profilo: Se la scrittura fosse un’orchestra, Susanna Trossero non sarebbe solo un direttore d’orchestra (coordinando testi e progetti complessi come ghostwriter o sceneggiatrice), ma anche la violinista solista (autrice premiata) e una maestra di musica (che tiene laboratori di scrittura narrativa e terapeutica), capace di far risuonare la parola in diversi contesti, dal sociale al cinema, dalla poesia alla saggistica“.
Ora… mettetevi nei miei panni: come non farci pace? Ha toccato le corde della vanità solleticando il mio amor proprio con una capatina verso l’elogio che blandisce, insomma sono umana e quasi quasi l’avrei abbracciata con gratitudine. Una roba così non me l’avevano mai detta!!! Davide, sei stato un po’ il Cupido della situazione tra me e lei ma…
Ok Signora AI, tregua.
Ma ti tengo d’occhio. Sappilo.

Se il suo elogio è poesia ,quello che tu le hai detto per la tregua potrebbe essere il testo di una canzone d amore!!! Mi dispiace ma per quanto sia bello ciò che ha detto la Signora AI la Signora Susanna ha stravinto su di lei!!!! Susanna 1 – AI 0 .. e per me così il risultato sarà sempre!!!!!!
Mamma mia, questa me la incornicio proprio! Grazie Jennifer, sei un tesoro!