
Mi sono resa conto da tempo, che quando tengo un corso di scrittura provo un autentico trasporto che mi è necessario per “convincere”. Come una venditrice di qualcosa, piuttosto che convincere a partecipare io cerco di convincere a scrivere! La mia passione per la scrittura e la speranza di incontrare sempre volti nuovi che la conoscano intimamente, e ancora di restare incantata da talenti, mi fanno provare un piacere enorme quando dialogo con i miei allievi. Quando li vedo sorridere di qualcosa, annuire per una affermazione, bloccarsi nell’ascolto per prendere un appunto, in me vibra la meravigliosa considerazione: ecco, gli interessa, sono arrivata dentro di loro. Secondo Maupassant, si è ghiotti come artisti ed io concordo!
Lunedì 13 è iniziato il primo corso di scrittura del 2025, un corso breve di tre incontri che verte sullo scrivere di sé, sulla scrittura autobiografia, sull’introspezione. La classe è piacevole, l’interesse vivo, la brevità del nostro tempo insieme non escluderà la possibilità di ritrovarsi per parlare ancora di scrittura ed è a questo che aspiro, perché non vorrei mai perdere coloro che a me si sono avvicinati per riversare qualcosa sulla carta, per essere stimolati a farlo e aiutati a farlo il meglio possibile.
Quando parlo di scrittura con le mie classi spero con tutta me stessa di far vibrare corde, di alimentare una passione o farla nascere dalla curiosità. Perché come ha detto qualcuno, la curiosità muove l’esplorazione. E l’esplorazione, aggiungo io, ci completa.
A volte, scrivere ci libera dalle gabbie che ci costruiamo attorno per tener fuori ciò che ci turba o che temiamo, il nuovo o l’insolito. All’interno delle grate perimetrali costruiamo la nostra comfort zone, ma lo scrivere ci spinge ad uscire, a dare nuovo cibo per la nostra memoria visiva o per quella emotiva…
E voi, siete visivi o emotivi?


