Susanna Trossero

scrittrice

Alla Garbatella con voi

Oggi, vagando in rete, mi è capitata davanti una frase di Bukowski che ho trovato molto efficace:

“Nessun rapporto è una perdita di tempo: se non ti ha dato quello che cercavi, ti ha insegnato di cosa hai bisogno”.

Non so se si riferisse esclusivamente ai rapporti di coppia, tuttavia credo sia efficace per ogni tipo di rapporto tra le persone, per qualunque legame all’interno del quale entrino in gioco i sentimenti. Tutto è insegnamento, tutto è esperienza, addirittura opportunità.

Secondo Einstein, in mezzo alle difficoltà si nascondono le opportunità… Vero è che coglierle quando stiamo male è quasi utopistico, perché gestire l’emotività o le delusioni mentre ci siamo dentro non concede spazio per intuire che proprio là si cela la possibilità di un cambiamento. Cambiamento generato da una rottura, certo: di equilibri, di situazioni, di legami.

Di questo e altro converseremo martedì 10 dicembre alla Villetta Social Lab della Garbatella a Roma, parlando sì del mio libro “Il male d’amore” – Graphe.it – ma anche delle personali esperienze, di comuni riflessioni o di punti di vista opposti, in un incontro volutamente solo tra donne. Una scelta che non vuole bandire gli uomini per motivi ostili, bensì dare vita a un incontro al femminile per creare una sorta di sorellanza tra le presenti, provando a fornire le giuste circostanze per lasciarsi andare, per esternare o condividere, senza remore o freni.

Vi racconterò tutto dell’evento, sarà una sorpresa anche per me ma sono certa che si rivelerà motivo di arricchimento. Lo è sempre “incontrare”, lo è ascoltare, e lo è vivere altre realtà quando i presenti le regalano con il loro apporto.

Nel frattempo piove, tetti e strade della capitale sono lucidi e il buio si è disteso su di loro. La domenica volge al termine e il divano con la sua morbida copertina è ciò che mi piace mentre vi scrivo. Ho tante altre cose in mente, le parole si accavallano confondendo le riflessioni profonde che di questi tempi non mi sono di conforto. Ancora non trovo l’approdo dopo il lutto destabilizzante, e in fondo anche questo è mal d’amore sebbene non sia quello trattato nel mio libro. Ma ho capito che “Dopo la morte dei nostri genitori moriamo per la prima volta e nasciamo per la seconda” (Andrzej Coryell). Devo abituarmi a questa nuova nascita, a questa nuova vita.

Vi aspetto alla Garbatella.

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Trappole e tentazioni

Saltuariamente, scompaio.

Ebbene sì, la vita d’ogni giorno mi inghiotte e quando ancora sono convinta che sia lunedì è già sabato: c’è qualcosa di inquietante, nel lunedì… Mai bene accolto se ne va zitto zitto portandosi però dietro tutti i giorni della settimana. Avrei molto da dire su questo giorno d’inizio, ma lo farò a tempo debito, in modo forse inconsueto. Sembra una minaccia ma forse è una promessa!

Insomma, quando penso “domani torno in rete, scrivo sul mio blog, curo un po’ di più le mie pagine facebook”, finisce che quel “domani” mi sfugge e il silenzio si prolunga. Le normali incombenze quotidiane, la vita privata, e poi la scuola di scrittura, i libri da leggere e recensire, un mio progetto da portare avanti, qualche seccatura come una capatina dal dentista o il computer che va in tilt, ed ecco che il tempo sfugge dalle mani trasformando ogni cosa e momento in “ieri”. Difficile anche fare una telefonata.

Invidio quelle persone che tutto sanno seguire, che nulla lasciano indietro, che non trascurano gli amici e magari gli avanza anche qualche spazietto vuoto inaspettato.

Organizzazione, si chiama.

Ma voi, voi che passate di qui, spero tanto mi vorrete bene anche così e manterrete la voglia di leggere le mie riflessioni.

In questo periodo di tempo nemico, non sono mancate belle occasioni legate alle persone. Già, le persone. Mi ritengo fortunata, perché ne incontro spesso interessanti e piacevoli proprio mentre tutti si lamentano di quanto è brutta la gente.

Bukowski ha detto che “la gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto”.Non so se lo dicesse con ironia, io facendo mia questa frase la rivesto di ammirazione. Perché le persone che incontro, generano storie suggestive che mi affascinano.

Amo osservare la passione da narratori dei miei allievi, capaci di discutere per difendere le azioni di un loro personaggio. E mi lusinga avere un appuntamento con un gruppo di scrittori incontrati anni fa, che credevo mi avessero oramai dimenticata.

Mi dà calore un messaggio ricevuto da chi finalmente ha trovato ciò che da tempo cercava: un editore per il suo romanzo. E mi scrive che il merito è anche mio perché ho sempre creduto nel suo talento.

La gente… Un pacco da scartare il cui contenuto può anche rivelarsi deludente, certo, ma le sorprese valgono la pena. Il più grande spettacolo del mondo. Ti completa, se sai davvero smettere di generalizzare attraverso preconcetti e luoghi comuni.

Di recente, ho avuto l’onore di conoscere i parenti di un grande lettore, un impaginatore di libri che dopo una lunga vita dedicata alla parola scritta si è spento, lasciando traccia di sé in una ricca biblioteca personale. Tanti, di quei libri, mi sono stati regalati ed è stata una emozione difficile da raccontare: esser scelta perché in grado di amare volumi che tanto sono stati amati, rappresenta qualcosa che soltanto chi ama davvero i libri può capire.

Titoli, autori, frasi evidenziate, piccole orecchie sulla carta, pagine ingiallite, tanto hanno da raccontare. È quasi come se qualcuno si confidasse con voi, parlasse con voi dei suoi gusti e preferenze, scambiasse opinioni su uno scrittore, discutesse di classici e di ciò che per lui hanno rappresentato.

Dopo un dono di tale portata (e peso: sono davvero tanti), ci si sente migliori.

Attenti, ai libri… Sono come le persone: una trappola, una tentazione.

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