Susanna Trossero

scrittrice

In viaggio senza meta

…è passato così tanto tempo, giorni e settimane che si sono riempite di realtà in cui essere di supporto a qualcuno, ma anche di ricostruzione rispetto a una passione che credevo mi stesse lasciando in favore di corsi e correzioni di bozze, editing e letture. La scrittura, quella mia, quella di cui parlo con gli allievi che ti prende e ti porta via, ti fa sentire completa e vibrante, quella non sembrava esserci più.

Poi ho capito che dovevo stare meno in rete e più nella mia testa – e non è la prima volta che accade – per guardarmi dentro e attorno, cogliere di nuovo sfumature e sensazioni, percezioni e parole che si agganciano l’una con l’altra con naturalezza, fino a formare frasi illuminanti se non addirittura storie.

Guardare fuori dalla finestra e riscoprire finalmente che nella densità di un tramonto o di una giornata di pioggia o di sole cocente, c’è tutto un mondo che stavo dimenticando. E a ritrovarlo nasce qualcosa o qualcosa che già c’era si ripresenta.

Io che dico a tutti voi miei allievi come risvegliare la creatività, stavo dimenticando la mia. Capita. Ma quando accade che si ripresenta, capisci che niente è perduto perché stavi immagazzinando proprio parole e storie senza avvedertene. Ed è giunto il momento perché vengano fuori, prendano forma, rubino le giornate e si manifestino nel quotidiano spingendoti a scriverle.

Sono pronta.

Pronta per ricominciare ad essere ciò che sono sempre stata fin da bambina, una persona con la penna in mano e la testa nella penna, perennemente in viaggio verso un magico altrove in cui tutto è possibile e mai si raggiunge una meta definitiva.

Sì, sono pronta per ricominciare. E di questo ringrazio voi miei allievi, che trasportandomi nei vostri voli, mi avete restituito ali che avevo chiuso nell’armadio. Voi che avete affollato la mia casa di personaggi e situazioni.

Grazie.

E adesso… al lavoro!

“Uno scrittore deve abbandonarsi al piacere di sognare, di scrivere; anche se ciò fosse imprudente. Però chissà che la massima felicità non sia la lettura”. (Jorge Luis Borges)

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L’esordiente ancora viva in me

Il corso di scrittura terapeutica on line prosegue e crea interazioni profonde all’interno del piccolo gruppo formatosi. Grazie a questa pratica di auto esplorazione alla portata di tutti, che non richiede particolari competenze ed è accessibile a chiunque desideri conoscere e affrontare la propria essenza, ci si lascia andare seguendo in fondo ciò che Jung ha detto:

“Chi guarda fuori sogna, chi guarda dentro si sveglia”.

Nel frattempo si va formando la classe del corso in partenza per il quale c’è ancora qualche posticino:

Oggi dalla mia terrazza vedo sole e nuvole abilmente mescolati da quella grande pittrice quale è la natura, e vago con il pensiero a quando tutto è cominciato, grazie anche al fatto di aver letto sogni e speranze di un gruppo fb nato per gli scrittori emergenti. Ricordo le emozioni contrastanti quando circa 20 anni fa spedivo i miei racconti ai concorsi letterari ma ricordo anche che era un gioco per me, entusiasmante sì ma un gioco. E questo mi permetteva di trepidare di curiosità senza però crearmi facili illusioni. Poi arrivarono le conferme, le mail di congratulazioni, i miei racconti in raccolte di autori vari, il profumo della carta che li conteneva. Ma, ancor più di tutte, una mail cambiò la mia vita: tra le varie segnalazioni e premi avevo vinto un concorso letterario che mi permetteva di far leggere a un editore serio qualcosa che avrebbe mostrato il mio nome come unico sulla copertina di un libro. Quando qualcuno decide di investire su di te tocchi il cielo con un dito, perché se è vero che la tua scrittura non necessariamente è valutabile attraverso un no ricevuto (vi ricordo che le case editrici non possono pubblicare tutto ciò che arriva loro e sono costrette a un ovvio processo di eliminazione), è anche vero che qualcuno disposto a credere in te è cibo contro ogni insicurezza.

Di tempo ne è passato davvero tanto. Eppure, quando mi accingo a scrivere, sono ancora quella esordiente in trepidazione. Spero che questo non cambi mai: si chiama entusiasmo, e dobbiamo salvaguardarlo dal tempo che passa senza abituarci ai risultati di ciò che ci è costato impegno, costanza e perché no, fatica.

Oggi voglio ringraziare la Graphe.it e tutti i miei lettori, la stampa che dedica spazio e belle parole al mio scrivere, i miei allievi dei numerosi corsi, il pubblico delle presentazioni a me dedicate, gli iscritti ai miei seminari, gli studenti delle masterclass e tutte le persone che grazie alla scrittura ho conosciuto. Non dimentico mai neppure un volto perché ogni volto è legato al mio lungo percorso.

Ogni giorno dovremmo trovare un motivo per esser grati. Ma è trovarlo senza fatica, il vero traguardo.

A domani, viandanti di questa pagina, e… ancora grazie!

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Dietro ogni giorno bello ci sono belle persone

Oggi ho pensato che dietro le cose belle ci sono belle persone che le provocano. Lo credo davvero, infatti ho cominciato la giornata ringraziando pubblicamente le addette stampa della Graphe.it, Anna Ardissone e Raffaella Soldani, che con la loro agenzia stanno svolgendo un meraviglioso lavoro attorno al mio nuovo libro appena nato! Se volete conoscere parte dei risultati, visitate la rubrica di questo blog “Dicono di me”, che di giorno in giorno si arricchisce di nuovi articoli e segnalazioni; prossimamente ulteriori aggiornamenti.

Anche dietro il piacere di insegnare per l’Associazione Edea Educazione e Armonia, ci sono belle persone: gli organizzatori, le nuove allieve con le quali si sta creando il giusto clima che tutto rende per me davvero avvolgente. Gli esercizi svolti per il mio corso di scrittura narrativa stanno evidenziando quell’attrazione che io spero sempre di cogliere nei confronti delle parole, e che sfocia nell’efficace ricerca di quelle giuste.

E belle persone ho incontrato collaborando al cortometraggio che mi ha regalato l’esperienza dell’unione tra parole e immagini, di cui al momento non posso raccontare niente se non che sono grata ancora una volta alla scrittura, per le mille sfaccettature che via via nel tempo mi presenta.

Insomma, mi sento bene non solo grazie alla penna ma soprattutto grazie a chi incontro per merito suo: le sorprese sono tante e sono le persone che ci stanno dietro a renderle significative.

Oggi voglio salutare Serena, Maurizio e Stella Marina: ci parlano di catene da cui è difficile liberarsi, di abitudini consolidate che spesso legano più dell’amore o di chi dall’amore si distrae facilmente…

Tante sono le storie che meritano d’essere raccontate, e non importa conoscere i volti quanto l’anima di chi scrive, perché è là che si cela la vera ricchezza, un luogo in cui ritrovarsi o da cui fuggire.

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Le emozioni non sono mai troppe

Mi avete data per scomparsa? Eccomi a voi, mi siete mancati! In pochi giorni dopo l’ultimo post tante cose sono successe: una forma influenzale pesantissima e di lunga durata, per esempio, che mi ha fatto trascorrere le feste in quarantena!

Ma ci sono anche buone notizie a cancellare l’inattività forzata e sono queste che voglio condividere con voi. Per esempio, il 18 terrò un seminario on line sui benefici che la scrittura è in grado di regalare alla nostra mente, e dal 22 partirà il mio corso di scrittura narrativa: 30 ore di condivisioni, esperimenti, profondità e leggerezza di cui vi racconterò. Tutto questo sarà possibile grazie all’Associazione Edea – Educazione e benessere – che mi ha accolta nella sua squadra vincente.

E poi… sto per ricevere copie del mio libro in uscita, Il male d’amore – Graphe.it , dunque sto per averlo tra le mani, sfogliarlo, annusarlo così come piace a me, e sarà come sempre una grande emozione: è la mia undicesima pubblicazione ma – credetemi – non ci si abitua mai, e di questo sono felice perché le belle emozioni sono preziose. A proposito del libro, prosegue la pubblicazione su fb delle frasi più significative legate alle testimonianze che contiene, e continuerò a condividerle con voi, come nei post precedenti.

Infatti adesso vi presento Marco, che si domanda: «Continuare a donare amore incondizionatamente, può in qualche modo mutare le carte in tavola provocando altro amore?» Voi che ne pensate?

E Giulio, che ci dimostra quanto – colpiti dal mal d’amore – possiamo trovare conforto nell’amicizia: «Ma poi ho avuto intorno chi ha diviso il mio dolore in diversi piccoli pezzi e se n’è fatto carico».

L’anno è cominciato bene, e proseguirà ancora meglio: sono alle prese con il calendario di presentazioni che con la Graphe.it stiamo organizzando e grazie al quale ho conosciuto una libraia mia conterranea che… No, questa è un’altra storia, ve la racconterò la prossima volta!

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Corsi di scrittura narrativa: si ricomincia!

Corsi di scrittura narrativaSono ricominciate le iscrizioni per i corsi di scrittura narrativa da me tenuti per circa 8 mesi alla Fo.ri.fo, nelle aule dell’Istituto Comprensivo Statale Viale Vega a Ostia, ed è giunto il momento come di consueto, di porsi la fatidica domanda: Perché scrivere?

Scrivere per instaurare un rapporto di complicità con noi stessi, per lasciarsi andare al desiderio di prendere la realtà e scomporla, trasformarla, reinventarla a nostro piacimento e – a conclusione di tutto il processo creativo – catturare un lettore!

L’obiettivo di questi corsi/laboratori di scrittura narrativa, è quello di ricordare a chi è attratto dalla materia che un dono, una passione o un desiderio, devono necessariamente essere affiancati da disciplina, costanza, tenacia, dedizione… ovvero regole e impegno!

Il corso di 1° livello, si terrà ogni mercoledì a partire dal 17 ottobre dalle ore 17 alle ore 18,30.

Parleremo di Vocazione, talento, tecnica; i segreti per sviluppare e nutrire la creatività; l’importanza della lettura; imparare a scrivere, descrivere, mostrare. L’immaginazione. Lo stile. Le regole, la punteggiatura. La scrittura come terapia: espellere per rinascere. L’incipit e la trama. La voce narrante, i personaggi, i dialoghi. Credibilità e coerenza in una storia. Documentarsi: ambientazione, epoche, atmosfere. I cinque sensi nella scrittura. Scovare gli errori: la lettura a voce alta. I sinonimi e i contrari: caccia alle ripetizioni.

Questi e altri argomenti, faranno parte delle 24 lezioni; inoltre sono previste esercitazioni scritte, necessarie a riconoscere limiti, difetti, ma anche qualità di ognuno nell’arte del raccontare.

Il corso di 2° livello invece, si terrà ogni lunedì a partire dal 15 ottobre dalle ore 18,30 alle 20.

Seppur rappresentando il proseguimento del precedente, è aperto anche a chi non ha frequentato gli incontri del primo livello ma già possiede una certa dimestichezza con la narrazione di una storia. Inoltre, superato lo scoglio della tecnica e acquisita “confidenza” con l’arte del narrare, giunge il momento di imparare a divenire autonomi anche in merito alla correzione dei testi. Verrà dunque proposto agli allievi il lavoro di editing sugli elaborati dei compagni, per stimolare ognuno a riconoscere limiti o punti di forza dell’altro.

Questi alcuni tra i temi che tratteremo durante le 24 lezioni:

Come inizia un romanzo. Il tema di una storia. Approfondimento su vari aspetti della narrazione. Lo schema drammatico. Raccontare l’azione. La vendetta come protagonista. Dignità e principi morali nei protagonisti. Persone e stereotipi. L’epifania – apparizione – nella scrittura. Il sogno/racconto. Il personaggio comico e la comicità. Il blocco dello scrittore. Analisi di alcuni generi letterari: i libri per bambini; la letteratura young adult; il reportage. La scrittura pubblicitaria. Fare un’intervista. Scrivere per il teatro. Scrivere per la tv: la fiction, l’intrattenimento. Il linguaggio del fumetto. Il linguaggio del cinema; come scrivere una sceneggiatura. La revisione di un testo: arricchire o sfoltire. Come farsi pubblicare: riflessioni e informazioni sull’editoria. Il blog come allenamento alla scrittura.

Un anno scolastico stimolante, ben tre stagioni di storie e parole ci attendono. E ci attendono nuove amicizie e condivisioni, nonché volti conosciuti che continuano imperterriti a frequentare i miei corsi con passione e allegria!

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