22 giorni dall’ultimo post! No, non va bene. Ma oramai voi mi conoscete, ogni tanto mi assento e mi lascio distrarre dalla vita fuori… Tuttavia in fondo è meglio perché così ho più cose da raccontarvi giusto?
Dunque vediamo…
Per esempio, è terminato il corso di scrittura on line sul lato oscuro dei personaggi che avevo riservato, in dono, ai frequentatori della mia pagina fb “Una lettera per dirti che…” Sono stata benissimo e pare siano state altrettanto bene le partecipanti, a quanto mi dicono; si è formata una bella classe tutta al femminile che mi ha regalato profondità e allegria e già ci stiamo promettendo un seguito perché quando l’interazione funziona non la si può perdere!
Sono anche stata alla presentazione di un libro particolare, una raccolta di dieci racconti intitolata “Le storie del Buduàr” – Graphe.it – racconti vincitori dell’omonimo premio dal 2016 ad oggi. Il luogo è sempre una delizia – la libreria romana Horafelix – e in quella atmosfera calda abbiamo ascoltato il curatore del volume Marco De Angelis (ha ricevuto oltre 160 premi internazionali tra cui la Palma d’Oro a Bordighera) illustratore di libri per ragazzi per i maggiori editori, affiancato dalla giornalista e scrittrice Paola Birbanti, e goduto dell’interpretazione di alcuni delle storie del libro regalataci sia dall’attrice Chiara David che dall’attore, doppiatore e Speaker Pubblicitario Corrado Niro, tutti presentati dal “mio” carissimo editore Roberto Russo. Un pomeriggio interessante in cui mi è stato domandato quale sia l’aggettivo che non affiancherei all’umorismo. “Funereo”, ho risposto, e non da insegnante di scrittura. Come insegnante di scrittura so bene che l’umorismo può essere nero, macabro, può toccare temi come la malattia, i lutti, fingersi cinico per sdrammatizzare creando situazioni grottesche o suscitando ilarità a dispetto del contesto, certo che sì. Ma, come Susanna, non riesco a coniugare le due cose e a trovarle divertenti. Un mio limite? Sì, penso di sì, ma prendetemi come sono!
Che altro dirvi, se non che l’inverno mi rende pigra e trasforma la mia casa in tana sicura che non ho voglia di lasciare dopo il tramonto, e le giornate corte mi invitano a leggere; ho sul comodino “La sesta beatitudine” di Radclyffe Hall e “Povera Gente” di Dostoevskij, ma mi aspettano “Un po’ di sole nell’acqua gelida” di Sagan e “L’isola dell’abbandono” di Chiara Gamberale.
Di scrivere, al momento, non se ne parla. Sono nella fase dell’immagazzinamento: tanti appunti nel mio piccolo quaderno/scrigno, tante idee, note, illuminazioni, ma non sono pronta a mettere nero su bianco. Per ora godo dei racconti dei miei allievi, che si avvicendano di corso in corso regalandomi intimità e fantasia in egual misura.
A presto, giuro! Nel frattempo, facciamoci un tè.
