
Stasera mi sento bene: appagata, gratificata, arricchita e tanto altro, forse.
Oggi è terminato il corso di scrittura che aveva come tema i flâneurs, ovvero coloro che “vagano oziosamente per le vie cittadine, senza fretta, sperimentando e provando emozioni nell’osservare il paesaggio” (così dice Wikipedia).
Tre incontri in cui mi ponevo come obiettivo non tanto insegnare a scrivere quanto insegnare a osservare, riappropriandosi del senso di meraviglia di cui dispone un bambino ma mescolandolo alle adulte malinconie, poiché entrambi gli stati d’animo fusi insieme danno vita a una narrazione vibrante. Perché l’atto dello scrivere è una diretta conseguenza del soffermarsi a guardare. Che cosa? Tutto, dalle più grandi alle più piccole cose. Anzi, sono proprio queste ultime ad essere le più intense portatrici di emozioni e storie.
Ogni luogo, edificio, volto, strada, possono generare in noi una storia e sarà il nostro sguardo a rendere tutto più suggestivo, affascinante, speciale nella normalità.
Ringrazio Franca, che con il suo racconto “Le lenzuola” ci ha condotti tutti – mediante il suo flusso di coscienza – all’interno di un ricordo in cui rispecchiarci anche noi in un processo comunicativo che unisce. E ringrazio Anna, che alla ricerca del silenzio ci ha invece raccontato dell’invasione di rumori che – seppur invadenti e portatori di dubbi e timori – sono stati esorcizzati dalla sua capacità di renderli note musicali o ricordo di viaggio. E Antonio che, rivelando un suo stile, ha mescolato il flusso di coscienza con un momento introspettivo, lasciando che il divagare del pensiero venga poi trascritto sulla pagina. Ed è così che ci ha portato nella cucina di casa al mattino, nella pacata pigrizia del risveglio.
Antonietta ci ha offerto invece quella ramificazione del pensiero che, davanti a tappi di bottiglia incastonati nell’asfalto, conduce a pensieri profondi e a fare un bilancio sui cambiamenti che ci appaiono all’improvviso davanti agli occhi, in un momento qualunque della giornata e in una porzione di quartiere che è casa ma che attraverso un nuovo sguardo racconta una storia.
Condivisioni. Per le quali ringrazio sinceramente anche gli altri partecipanti: mi avete detto una cosa bellissima oggi, ovvero che dopo questi tre incontri avete cambiato modo di guardarvi attorno e il vostro pensiero si è fatto più ricettivo, aperto, desideroso di apprendere sfumature e dettagli.
Grazie. Era questo lo scopo del corso, e personalmente ne ho ricavato un grande arricchimento perché mi avete regalato anche se per poche ore i vostri occhi e ciò che vi sta dietro. Non perdiamoci, la scoperta degli altri è scoperta di sé
Vostra Susanna
