
Finalmente vanno scemando le polemiche e le “scaramucce” sul Festival di Sanremo, le acque si calmano e i media o i social cambiano argomento. Ciò che mi colpisce sempre è che trattandosi di un festival della canzone di canzoni si dovrebbe parlare, e invece guarda quella com’è invecchiata, e quell’altra guarda com’è vestita, e l’ospite è grasso e non è più il figo di un tempo, e la co co conduttrice mi sa che è ubriaca e bla bla bla…
Comunque è quasi passata. E allora di che si parla stasera? Del silenzio. Che a parlare del silenzio lo si rompe creando il paradosso, ma a scriverne forse lo si rispetta. Il silenzio che ci fa riconnettere all’essenza di ogni cosa e di noi stessi. Oggi ho sperimentato una forma di rilassamento muscolare con meditazione guidata, come sottofondo la musica inventata dalle onde del mare, mentre il pensiero veniva annullato ed era il corpo ad avere la meglio su tutto, ricordandomi della sua esistenza e importanza.
Sensazioni positive, il sogno che si manifesta creando una sorta di unione tra veglia e sonno e spingendo in quell’altrove in cui si può finalmente galleggiare, nessun patema né ansie o doloretti traditori sparsi, nessuna scadenza né situazione sospesa. Di sospeso soltanto il tempo, e non è poco. 30 minuti di meritata pace, lo spirito che si rigenera mentre l’involucro è rilassato, tanto da rimettermi al mondo. Si dice che sia impossibile non pensare e anche io l’ho sempre sostenuto, ma in questo galleggiare è stato possibile e sorprendente, dunque cercherò di dedicarmici ogni giorno perché fin troppo spesso non ci curiamo abbastanza di noi, e quando è impossibile voltare le spalle alla realtà opprimente, trovare una breve via di fuga è un modo per darci le energie necessarie per tenerle testa.
Stasera sceglierò un buon libro, e cercherò di non pensare che soltanto ieri era Natale e domani sarà già Pasqua, il che non è rassicurante per una attempata signora come me!
Buona serata a tutti voi che mi seguite, a chi mi seguirà e a chi invita altri amici a farlo.
