Susanna Trossero

scrittrice

Vi va di scrivere insieme?

Siete pronti? Si riparte con i corsi per gli amici amanti della scrittura: per chi desidera migliorare la propria, per chi ci si avvicina incuriosito, per chi vuole approfondirne la conoscenza.

Stavolta facciamo qualcosa di insolito: vi piace passeggiare senza meta? Vi propongo un corso breve di scrittura on line.

Camminare mi dà teatro, romanzo e poesia senz’altra fatica che quella di muovere le gambe per le strade, scriveva nel suo diario la scrittrice britannica Virginia Woolf, che dal passeggiare in città senza alcuna meta traeva spunto per il suo scrivere e balsamo per le ferite.

Vi propongo dunque tre incontri pomeridiani on line sulla piattaforma google meet per approfondire i temi cari alla grande scrittrice e imparare a passeggiare per scrivere, a cambiare direzione per scoprire qualcosa di non cercato – l’incognito nel conosciuto – in una forma di meditazione attiva che diviene missione artistica, come dei veri flâneur.

Lasciate l’auto e il divano per diventare vagabondi di città e riscoprire la bellezza dello scrivere: se l’umanità in ogni tempo ha camminato per ritrovare se stessa o luoghi più dignitosi per vivere, noi possiamo condividere insieme una sorta di smarrimento da riportare sulla carta, lontani da casa ma al centro del mondo, parte di tutto ciò che ci circonda ogni giorno e che non vediamo quasi più.

Vi aspetto?

Dove: piattaforma google meet

Quando: lunedì 6 ottobre

giovedì 9 ottobre

martedì 14 ottobre

Orario: dalle ore 15 alle ore 16,30

Costo: 60 euro

Il corso è dedicato a chi è in cerca di ispirazione, a chi sente il desiderio di vivere in maniera più intensa o profonda e a chi cerca nella solitudine uno spazio tutto per sé.

Scrivetemi per ulteriori dettagli o eventuali iscrizioni all’indirizzo mail susanna.trossero@gmail.com , sarà una nuova occasione per parlare di scrittura, magari sorseggiando una tazza di tè.

No Comments »

La meditazione guidata

Finalmente vanno scemando le polemiche e le “scaramucce” sul Festival di Sanremo, le acque si calmano e i media o i social cambiano argomento. Ciò che mi colpisce sempre è che trattandosi di un festival della canzone di canzoni si dovrebbe parlare, e invece guarda quella com’è invecchiata, e quell’altra guarda com’è vestita, e l’ospite è grasso e non è più il figo di un tempo, e la co co conduttrice mi sa che è ubriaca e bla bla bla…

Comunque è quasi passata. E allora di che si parla stasera? Del silenzio. Che a parlare del silenzio lo si rompe creando il paradosso, ma a scriverne forse lo si rispetta. Il silenzio che ci fa riconnettere all’essenza di ogni cosa e di noi stessi. Oggi ho sperimentato una forma di rilassamento muscolare con meditazione guidata, come sottofondo la musica inventata dalle onde del mare, mentre il pensiero veniva annullato ed era il corpo ad avere la meglio su tutto, ricordandomi della sua esistenza e importanza.

Sensazioni positive, il sogno che si manifesta creando una sorta di unione tra veglia e sonno e spingendo in quell’altrove in cui si può finalmente galleggiare, nessun patema né ansie o doloretti traditori sparsi, nessuna scadenza né situazione sospesa. Di sospeso soltanto il tempo, e non è poco. 30 minuti di meritata pace, lo spirito che si rigenera mentre l’involucro è rilassato, tanto da rimettermi al mondo. Si dice che sia impossibile non pensare e anche io l’ho sempre sostenuto, ma in questo galleggiare è stato possibile e sorprendente, dunque cercherò di dedicarmici ogni giorno perché fin troppo spesso non ci curiamo abbastanza di noi, e quando è impossibile voltare le spalle alla realtà opprimente, trovare una breve via di fuga è un modo per darci le energie necessarie per tenerle testa.

Stasera sceglierò un buon libro, e cercherò di non pensare che soltanto ieri era Natale e domani sarà già Pasqua, il che non è rassicurante per una attempata signora come me!

Buona serata a tutti voi che mi seguite, a chi mi seguirà e a chi invita altri amici a farlo.

No Comments »

Che leggere stasera?

Quali libri avete sul comodino? Quali titoli vi hanno incuriosito e di certo leggerete, e in cosa siete immersi al momento?

Io sto per finire “Un’isola a cavallo: storia equestre della Sardegna”, di Rita Pittalis (NuoveVoci – Terre), un interessante saggio in cui il lavoro di ricerca è davvero accurato! C’è sempre da imparare sul proprio territorio, e devo ammettere che stando lontana dalla mia isola sento il desiderio conoscerla ancor di più.

A parte questa lettura che volge al termine, sul mio comodino si fanno compagnia in paziente attesa due testi totalmente lontani in quanto a genere ma che mi intrigano molto. Uno è “Amore e Mantra” (Edizioni Veant), unica pubblicazione – credo – dell’attore Rodolfo Bigotti. Una storia di sentimenti da allontanare, di ricerca di sé attraverso la meditazione, di disciplina ma anche di apertura al nuovo, o del coraggio di guardarsi dentro.

L’altro testo invece mi diverte e mi incuriosisce: “Scoprire le bugie”, di David J. Lieberman (Tea Edizioni). La nota introduttiva dice che “in una società ideale non ci sarebbe posto per le bugie o per un libro come questo, tuttavia viviamo in un mondo di inganni e che vogliate giocare o no, siete parte del gioco!”

Amore, affari, lavoro, rapporti superficiali o profondi: visto che le bugie non troppo spesso portano benefici alla persona ingannata, l’autore ci ricorda che sebbene siamo tutti mentitori, non ci piace non riconoscere chi sta mentendo a noi.

Ma, cosa ben più interessante rispetto ai vari suggerimenti o alle tecniche per scoprire se ci stanno mentendo, vi è un capitolo a parte che aiuta mediante la psicologia, a renderci coraggiosi davanti alla verità. Ovvero, le bugie peggiori sono quelle che raccontiamo a noi stessi, e spesso pur sapendo che qualcuno ci sta mentendo fingiamo di non accorgercene. In fondo non di rado è vero che “la persona a cui è più facile dir bugie, è quella che vuole essere ingannata”.

Dopo queste letture, altri sono i titoli che mi attendono anche grazie alla scoperta dei vari mercatini in cui vengono regalati i libri salvati dal macero. Luoghi preziosi, in cui passerei ore come un ragazzino nel suo personale paese dei balocchi!

Si accettano consigli, mi raccomando, la condivisione è ciò che regala immortalità a ogni storia scritta!

No Comments »

Tra le foglie cadute

La mia dottoressa oggi mi ha detto che non avere tempo è impossibile.

Impossibile non trovarne per ciò che ci fa star bene, mi ha detto, e io ci ho riflettuto molto. La prima risposta, quella istintiva, sarebbe “Che caspita dici, con tutto quello che ho da fare io il tempo non ce l’ho davvero!”

Ed è la risposta di tutti noi, inutile precisarlo, so che vi riconoscerete anche voi in questa reazione. Ma, in seconda battuta, ci ho riflettuto.

Corriamo tutto il giorno per mille motivi e, quando ci fermiamo, non ottimizziamo neppure quelle poche preziose briciole per ritagliarci uno spazio privato in cui mettere comoda la nostra anima.

Non troviamo il tempo per fare una telefonata a quell’amica che abita dentro di noi da sempre, lasciandola in un silenzio che le provoca silenziosi dispiaceri.

Non troviamo il tempo per camminare, e di camminare tutto il nostro organismo ha bisogno, molto più di farmaci e integratori vari, o di massaggi dall’estetista.

Non troviamo il tempo per leggere, e la lettura – come anche la meditazione – ha un incredibile effetto sugli ormoni dello stress.

Non troviamo il tempo per guardarci attorno, per respirare meglio, per assaporare o ascoltare.

E non troviamo il tempo per scrivere di tutto ciò, per lasciar andare i pensieri, per liberarli o regalarli a qualcuno.

Io stessa non mi ero resa conto per esempio, di aver abbandonato il mio blog. Certo, non è fondamentale averne uno, né curarlo costantemente, lo so bene. Ma so anche che per me è una finestra sul mondo, e quando la tengo chiusa per troppo tempo sento che mi manca qualcosa: il contatto con voi che passate di qui, che avete la pazienza di aspettarmi quando le mie assenze si prolungano (non è la prima volta…), che mi leggete e a volte mi rispondete.

Non sapete quale gioia mi dà trovare qui i vostri commenti, punti di vista, critiche o lodi.

Insomma, questa finestra mi è necessaria così come lo è camminare, telefonare a un’amica, leggere. Perchè mi fa guardare fuori e scoprire che ancora ci siete, in mezzo a tutto un crepitio di foglie cadute che da sempre mi ammalia e mi ispira. Foglie che non vedo mai morte bensì portatrici di poesia, sotto un cielo che può essere traparente anche d’inverno.

Vi saluto con le bellissime parole di Fabrizio Caramagna:

“Anche quando sembra non fare nulla e non c’è nessun umano al suo davanzale, la finestra è molto occupata. Suddivide l’aria in geometrie invisibili, orienta i passaggi delle nuvole, calcola le radici quadrate delle stelle, ascolta la voce del vento. C’è solo un punto della notte in cui dorme anche lei, e chissà cosa sogna: forse gli angeli o il mare (ma le finestre di città hanno mai visto il mare?) o il cielo trasparente e infinito da cui proviene”.

2 Comments »