Susanna Trossero

scrittrice

Oltre la porta di casa

Perito Moreno

Piove sulle margheritine appena nate, in una mescolanza di primavera alle porte e di inverno che non ci vuole lasciare, mentre il viaggio appena compiuto si trasforma velocemente in ricordo e in fotografie da mostrare agli amici. Visitare l’Argentina, paese avvolto dall’atmosfera di fine estate, è stato emozionante così come sempre lo è sentirsi protagonisti di un documentario: la barca che va lenta tra gli iceberg che bianchi non sono, no, ma d’un azzurro sorprendente che regala striature al candore. E i leoni marini, che emettono versi poco rassicuranti strofinandosi tra loro e sfidandosi a colpi di muso, lucenti e bagnati. I pinguini, che contrariati dalla nostra presenza si mettono di spalle rispetto a noi per non farsi fotografare. Altri, meno dispettosi, si tuffano nell’acqua gelida ignorandoci, compiendo quei buffi passetti veloci che tante volte ho visto in tv. E che dire di quel momento emozionante in cui veniamo esortati a stare in silenzio, la barca si ferma, il motore si spegne e, a pochi metri, una grande coda poi più niente, poi un altro movimento ed ecco una piccola porzione di dorso, e poi di nuovo il fianco con quella inequivocabile macchia bianca sul nero brillante: un’orca, vicinissima a noi, ci sorprende levando il respiro ma – schiva e riservata – non ci dà il tempo di scattare una foto. Una brevissima apparizione, poi si inabissa nelle acque gelide e la barca riprende il cammino costeggiando il Cile, anch’esso a pochi metri da noi. O che dire del Perito Moreno, ghiacciaio incredibilmente maestoso che lascia andare di continuo iceberg che spesso arrivano ad esser grandi quanto interi palazzi, in un boato che si conclude tra schizzi e movimento d’acqua. Il volo in Piper sulle Ande, la Patagonia, la Tierra del Fuego, Ushuaia, la città più a sud del mondo dal cui porto partono le spedizioni per l’Antartide. Ma anche Buenos Aires, metropoli inquietante e pericolosa, chiassosa in settimana quanto placida e addormentata alla domenica…

Il viaggio è stupore, arricchimento, emozione, conoscenza. Ma non solo di luoghi, che siano vicini o lontani da noi non importa: anche di persone che completano l’andare oltre la porta di casa, e che si raccontano mostrandoci la diversità più vera e le insospettabili somiglianze. Ho conosciuto Irene, una tour operator che ci ha aperto la porta di luoghi incantevoli con consigli e “dritte” per una scoperta più completa, e con la quale sono rimasta in contatto; Rene Trossero (tanti sono i Trossero in quel paese), un grande scrittore argentino (44 libri e 41 tascabili) che ci ha aperto invece la porta della sua casa accogliendomi con il calore di un vecchio amico; il pilota Octavio, simpaticissimo amante dei voli in Piper, che ci ha mostrato concretamente la differenza tra un volo di linea e una escursione su un aereo da turismo dicendo fiero “Questo è il vero volo, questo è il vero sentire”; Graciela e la sua meravigliosa famiglia, che mi ha fatto scoprire di farne parte grazie ad un lontano zio in comune (sorprese della vita!); la troupe televisiva di Viajes y Paseos, che ci ha coinvolti nelle riprese di un documentario… Tutti loro stanno adesso leggendo il mio Adele e fanno parte del viaggio che, anche grazie all’affettuoso apporto elargito a piene mani a questa italiana assetata di nuovo, diviene più completo.

Vi saluto invitandovi dunque al viaggio, che non è necessariamente da compiersi raggiungendo l’altra parte del mondo, no: il viaggio è movimento, è nuova dimensione, è osservare con occhi nuovi, è esser curiosi, e tutto ciò lo si può fare anche visitando il piccolo borgo non lontano da casa o passeggiando in un prato che ancora non avevamo calpestato. E parlando con la gente. Fatelo, e sarete ogni giorno persone nuove!

Terra del fuoco

 

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