Susanna Trossero

scrittrice

Quell’impronta tutta nostra

Buongiorno! Oggi è il 23 gennaio, Giornata Mondiale della Scrittura a Mano… Lo sapevate già, non è vero? Fu istituita dagli americani nel 1977 e ad oggi è celebrata in ogni paese; mi piace pensare che questa celebrazione ricordi a tutti noi quanto sia bello e importante prendere in mano una penna e non cimentarsi soltanto con tastiere. Certo, una tastiera fa risparmiare tempo: rapidità, praticità, facilità di condivisione nei social o su wathsapp, niente da dire ma… Sono tanti gli studiosi che hanno dimostrato quanto la scrittura a mano ci aiuti a riflettere meglio su ciò che mettiamo nero su bianco, ci dia il tempo per pensare a ciò che stiamo scrivendo e sviluppi la memoria. Tanto altro è in grado di fare quel movimento del polso e tanti sono i motivi per proteggere questa pratica che dice tantissimo di noi: l’Istituto Grafologico Internazionale Girolamo Moretti di Urbino si è attivato per far sì che la scrittura a mano diventi per opera dell’Unesco patrimonio dell’Umanità ed io, se ciò accadrà, ne sarò enormemente felice. Non ho mai smesso di scrivere a mano un pensiero, una riflessione, pezzi dei miei libri, appunti di ogni genere, annotazioni su piccole cose che mi colpiscono nel quotidiano. E ancora, a mano, scrivo lettere: non usare la tastiera svela molto di me in quelle righe, è parte del mio essere, solo io posso aver scritto quelle parole, e riceverne con la stessa “modalità” mi racconta tanto di chi ha scritto.

Ieri abbiamo parlato anche di questo, alla prima lezione di scrittura narrativa del corso on line del 2024 promossa dall’Associazione Edea. La nuova classe si è formata, ho avuto il piacere di rivedere volti già conosciuti e di conoscere nuove persone interessanti, e sono certa che trascorreremo 30 ore piacevoli, condividendo una passione comune, sforzi e risultati. Ho già assegnato il primo esercizio, e già so che sarà motivo di arricchimento personale scoprire lo stile e la fantasia di ogni partecipante.

La classe quest’anno è di sole donne, un caso naturalmente ed è la prima volta che mi capita: trovo piacevole l’idea di trascorrere questi mesi in un gruppo tutto femminile che scaverà nel suo intimo alla ricerca di storie, emozioni, parole e azioni mettendo in moto via via quel giusto clima che spinge verso il cambiamento, la crescita personale. Ecco un’altra ragione per essere grati: mie care allieve, grazie per esservi iscritte e per tutto ciò che mi regalerete in questi mesi, non si finisce mai di imparare ed io sono pronta a scoprire qualcosa di nuovo con voi.

Vi lascio salutando altri due testimoni del mio Il male d’amore – Graphe.it e ricordandovi che l’uomo, si è evoluto, ha comunicato, amato, conquistato, tradito, dominato, compreso, scrivendo. E che, scrivere a mano, mette in moto particolari aree del cervello in grado di sollecitare il pensiero astratto e creativo: ne abbiamo tutti bisogno ad ogni età per vivere il quotidiano a colori e… per superare ogni male d’amore!

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Il paradiso in terra è fatto di… libri!

Forse è una condizione patologica, la mia. Forse sono davvero una feticista. Di libri!!!

Io non posso farne a meno, e non mi limito a leggerli o scriverli: me ne circondo, li tocco, li annuso, li salvo da fine certa, li regalo, li sistemo in un ordine maniacale, non posso disfarmi neppure di quelli che non apprezzo o non ho letto volentieri.

Sarà grave?

In questo periodo ho sviluppato una speranza: se il paradiso esiste, ebbene io spero sia fatto di mucchi di pagine, migliaia di libri, frasi appuntate, foglietti stropicciati pieni di parole. E titoli, copertine, scatole piene di romanzi, odore di carta… Ma ho anche scoperto che di paradisi così ne esistono anche in terra e quando ci fai quella che definisci una capatina, scopri che è impossibile andare via, allontanartene.

Uno sta al mercato coperto del Tufello, a Roma. Qualcuno di buona volontà che si chiama Monica Maggi, ha deciso di dare una seconda possibilità ai libri rifiutati, abbandonati, addirittura gettati via. O semplicemente libri che non possono trovare più uno spazio in case troppo piccole, e ancora libri il cui proprietario non è più tra noi. Raccolti, catalogati, collocati su grandi banchi all’interno del mercato, e… regalati a chi li desidera! Sì, non scherzo, basta semplicemente andar là il giovedì o sabato mattina muniti di sacche capienti e scegliere. Unica regola: lo spirito di Alice nel paese delle meraviglie, o lo stato d’animo dei golosi davanti a una pasticceria. Perché là si va solo se si è ancora capaci di provare l’emozione giusta davanti a un dono.

Ecco, ho trovato il mio personale paradiso in terra, ma mi domando se – esaurite le seconde file nella mia libreria di casa – dovrò svuotare anche gli armadi per far posto a nuovi titoli!

Monica Maggi, insieme ad alcuni volontari che le danno una mano, ha creato tutto questo: giornalista, poetessa, scrittrice, si occupa da tempo di salvare i libri destinati al macero, ma del suo progetto Pagine Viaggianti, divenuto importante non solo per tutto il territorio romano (altri sono i punti in cui potete incontrarla) ma anche per il Comitato Scientifico dell’Unesco, prometto che vi racconterò qualcosa di più prossimamente, magari attraverso le sue stesse parole.

Nel frattempo, voi che amate i libri come o più di me, sappiatelo: il paradiso in terra esiste e… non costa niente!

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