Susanna Trossero

scrittrice

Le briciole non sfamano

on 12 febbraio 2018

Un pandoro farcitoTenere un blog, significa possedere nuovi occhi e imparare a guardarsi attorno: notando anche soltanto un dettaglio nell’insieme che lo custodisce (una parola, un’immagine, un suono, un profumo, un oggetto) ci si ritrova a riflettere e a spaziare in quell’altrove ricco di sensazioni che attendono d’essere scovate.

Scovate e poi scritte.

Chi mi legge non ha di certo difficoltà a notare che vi sono dei periodi in cui sono avara di post, ed è forse questa la vera motivazione: sono periodi in cui non osservo più. Capita a tutti di lasciarsi travolgere dal quotidiano, dalle incombenze, dal tran tran o da piccoli e grandi problemi. I piccoli spesso sono quelli che generano più contrarietà: noiosi come zanzare, si appropriano del nostro tempo e dei nostri pensieri, mandando sempre e solo un unico messaggio disturbante.

Ma, osservare, ascoltare, assaporare, annusare, toccare, è vivere a colori, ed io non voglio più farne a meno. I cinque sensi mai dovrebbero stare a riposo: sarebbe come vivere a metà.

E così oggi, lunedì, riprendo finalmente in mano il mio blog perché ho ascoltato con la giusta attenzione una donna che mi parlava dell’adattamento, del timore del cambiamento, di quel qualcosa che si desidera in gran segreto ma da cui spesso si fugge.

Mi ha detto di quanto sia facile accontentarsi, e io ricordo di aver letto che vi sono due categorie di persone: quelle che si accontentano delle briciole per quieto vivere, e quelle che divorano l’intera torta a discapito di chiunque. Sembra che queste due tipologie umane, questi due estremi, si completino a vicenda, ma lo sbilanciamento rende le prime eternamente affamate e le seconde mai soddisfatte e sempre in cerca di qualcosa. Qual è la via di mezzo? Dove, l’equilibrio?

Una volta, incappai in una frase che giudicai terribilmente dolorosa perché vibrante di verità: “Strisciare e strisciare nel deserto, inseguendo un miraggio. Quando poi si scopre che non c’è acqua ci si accontenta e si beve sabbia”.

Una frase come questa può provocare collassi emotivi, non è vero? Perché tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo scelto di “accontentarci” e abbiamo finto che quella sabbia che ci restava in gola potesse essere acqua di fonte, se soltanto ne avessimo ignorato la reale consistenza.

Paulo Coelho ha detto: “Accetta ciò che la vita ti offre e sforzati di bere dalle coppe che ti vengono presentate. Si devono assaporare tutti i vini: di alcuni, solo qualche sorso; di altri, l’intera bottiglia”, e ciò farà felici coloro che aspirano a ben altro che le briciole.

Personalmente trovo più vicina a me la frase di Larry Winget: “Una vecchia domanda: il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto Risposta: Chi se ne importa? La questione è se placa o no la tua sete”.

E voi, voi che mi leggete, siete inclini a sfamarvi con le briciole, o desiderosi di conquistare l’intera torta?


One Response to “Le briciole non sfamano”

  1. Damiano ha detto:

    Vivo nella continua ricerca dell’equilibrio. Come dico sempre, invidio coloro che riescono a trovare il punto mediano della vita e lì restano. Io il mio equilibrio, da sempre, lo trovo solo correndo da un estremo all’altro delle situazioni e facendo la media emotiva.
    Mangio l’intera torta, quindi, quando ne ho voglia o bisogno. Poi, per fortuna, riesco ad accontentarmi delle sole e piccole briciole. Non mi è andata male e non mi sento infelice e, quindi, tanto male non dev’essere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *