Susanna Trossero

scrittrice

Esiste l’anima gemella?

In un vecchio numero della rivista Alter Ego che ieri ho ritrovato tra le mie cose, mi sono imbattuta su un articolo che ho riletto con piacere e che, attraverso l’ottica di antichi miti, tocca il tema dell’Amore.

L’articolo spiega che il nostro concetto di Amore, è influenzato dal mito dell’Androgino narrato nel simposio di Platone.

Secondo questo mito, in origine esistevano degli esseri che erano per metà uomo e per metà donna, con un’unica testa ma con due volti, quattro mani e quattro gambe. Questi esseri si rivelarono ben presto arroganti e privi di umiltà e modestia, così Zeus – per punirli di tali difetti e per aver solo immaginato di poter scalare l’Olimpo – li privò della forza tagliandoli in due metà, una maschile e l’altra femminile.

Da allora, ciascuna metà vaga alla ricerca della metà perduta per ricostruire l’unità, ovvero per ritrovare quella che definiamo la mezza mela.

Tuttavia, secondo la fine della storia, quando finalmente le due metà si ritrovano, si riconoscono e quindi si riuniscono, sono destinate a morire di fame per il desiderio di fondersi l’una con l’altra.

L’articolo si conclude esortandoci a mantenere sempre la nostra individualità anche in coppia, e a spingere l’altra metà a fare altrettanto, perché nella realtà – e al di là di ogni mito – ognuno di noi dovrebbe considerarsi come un essere completo che, piuttosto che completarsi attraverso un’altra persona, dovrebbe cercare con l’altro la propria realizzazione e la felicità.

Che ne pensate? Certo è che se l’uno non fosse per l’altro un elemento fondamentale per raggiungere la felicità e l’autostima (mi amo perché un altro mi ama), tutto funzionerebbe meglio. L’individuo appagato da se stesso, ovvero colui che si apprezza ed è conscio del suo valore, indulgente con i propri difetti, e rispettoso dei suoi spazi e di quelli altrui, ha il giusto equilibrio per vivere in coppia e rendere felice chi sta con lui. Ma… noi non vediamo le cose come sono, le vediamo come siamo noi, e dunque siamo influenzati da insicurezze, vulnerabilità, educazione, desideri mai realizzati o delusioni passate… Siamo dunque destinati a morire di fame?

Marcia Grad ha detto che “una persona ne ama un’altra nello stesso modo in cui ama se stessa: con tenerezza e accettazione o con intransigenza e rifiuto”.

Avete voglia di dire la vostra in proposito? Vi aspetto, come sempre

Susanna

12 Comments »