Susanna Trossero

scrittrice

Nella tana dell’orco. Un’altra recensione

Dal blog Criticaletteraria una bella recensione al mio libro Nella tana dell’orco e altre storie. Grazie, Anathea!

L’atmosfera permeata di misteri inspiegabili è palese prima ancora di avventurarsi nella prima pagina: sarà l’immagine del Tio Paquete di Goya in copertina o, molto più probabilmente, la didascalia che riporta “fiabe cattive”, da leggere in un bosco tra ammalianti profumi, ma guardandosi le spalle.

Così si apre questa discontinua e singolare raccolta narrativa, composta da storie di diversissima lunghezza (il primo racconto occupa ben 70 pagine e le restanti sono invece suddivise in ben tre racconti) e tematica. Infatti, la prima vicenda, che dà il titolo al libro, porta i protagonisti in una selvaggia Sardegna, alla ricerca di una donna scomparsa da anni: non meraviglia che si mescolino in un connubio quanto mai tipico, tra nuraghi ancora avvolti da poteri sconosciuti e miracolose apparizioni. All’avventura si unisce l’amore tra i due protagonisti, sentimento non veramente affrontato o esplorato dall’autrice, ma più che altro narrato tangenzialmente. Qualche pagina ancora e, sullo sfondo d’eccellenza di un arido entroterra sardo, si concretizza una leggenda che ha tratti di verosimiglianza molto labili, ma fascinosi.

Si passa poi al Dio degli alberi, racconto composito, in cui la narrazione è preceduta da una documentazione cronachistica e medica di fatti realmente accaduti. Viene qui ripreso il tema tradizionale della natura che si ribella e si vendica degli uomini che la sfruttano. Non si tratta di una rivincita diretta, ma di qualcosa di più subdolo e apparentemente impercettibile, qualcosa che scava nella psiche umana, distruggendola.

Nella successiva storia, Il fiore, la natura diventa invece movente per un atto sconsiderato, che riesce a sconvolgere il lettore in poche pagine, ben tratteggiate, perché enigmatiche e con un retrogusto di inspiegabilità.

Più diretto e ancor più inquietante è il racconto finale, Gli scarafaggi, che mantiene un’atmosfera di dramma psicologico e thriller molto alla Dario Argento.

Non è dunque difficile notare come l’autrice attribuisca un ruolo primario alla natura, mai a fondo indagata, ma motore dell’azione e, quindi, della narrazione stessa. È proprio questo aspetto insondabile a suscitare nel lettore un moto di riflessione, non senza qualche brivido. Emergono infatti considerazioni poco fiduciose nei confronti del genere umano, colto nel suo lato di normalità solo apparente, subito contraddetto da reazioni che denunciano l’egoismo e la sordità dei più.

La scrittrice, già premiata in importanti concorsi letterari, non manca di rimarcare nella sua prosa l’importanza della descrizione, fondamentale per ricreare un’atmosfera misteriosa, per quanto mai nebulosa. Proprio la chiarezza espositiva è un punto di forza di quest’opera, senza giri frasali imbarazzanti o lungaggini: una prosa che mira alla sintesi – a volte un po’ troppo – e che ha ben chiaro il suo obiettivo di turbare e ispirare.

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Lame e affini. Una recensione

Susanna Trossero, Lame & affini, prefazione di F. Derosas, pp. 98, Graphe.it Edizioni, Perugia 2008, euro 10,00.

“Domani. Domani passerà anche questo”. È vero: quanti dolori che crediamo infiniti, invece si affievoliscono e finiscono… “Quando muoiono i sogni, muore ogni grandezza”, dicevano gli indiani d’America e Susanna Trossero ci racconta di sogni, bisogni, emozioni, stati d’animo, che tutti noi abbiamo provato almeno una volta. Una deliziosa raccolta di brevi racconti sui sentimenti e sull’umanità con le sue debolezza e i suoi ardori, a volte malinconici, ma capaci di trasmetterci un messaggio troppo spesso dimenticato: “la vita è adesso…”

Lasciamo le paure, i tabù e tutto quanto faccia parte delle lezioni di vita, maldestramente inculcateci dalla famiglia, dalla società e da chi si arroga il diritto di insegnare e proviamo a vivere serenamente la quotidianità godendo del bello, se e quando arriva (magari imprevisto) e pur sempre gioiosi come si gode di un dono.

Di piacevole lettura, leggero, ma non troppo: una delle tante “chicche” di una casa editrice giovane, che lascia spazio a tutti e dove tutti possono trovare qualcosa che stuzzica la mente e la voglia di leggere.

Rita Landi in GraphoMania
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Nella tana dell’orco e altre storie

Dal sito La voce di tutti riporto la seguente notizia sul mio libro Nella tana dell’orco e altre storie.

Sabato 4 ottobre 2008, a Roma – quartiere Prenestino-Centocelle – il Circolo letterario Bel-Ami riapre i battenti con la presentazione del nuovo libro di Susanna Trossero Nella tana dell’orco e altre storie. “Fiabe cattive”, in cui la natura fa sul serio, estinguendo l’uomo per sopravvivere alla sua ingombrante presenza. Un libro da leggere in un bosco, tra ammalianti profumi ma guardandosi le spalle.

In un’epoca di biotecnologia, estinzione e inquinamento, un libro che narra di piante che parlano, di orchi e di fate, di fiori che fanno perdere la testa, o di alberi di Natale che insorgono, in un’atmosfera surreale e a tratti fiabesca ma inquietante e cattiva come la realtà. Personaggi fantastici e situazioni ingiustamente quotidiane in un intreccio di storie raccontate per noi dall’autrice stessa. Il Circolo letterario Bel-Ami, un mondo di arte e cultura dove dar vita alle proprie ispirazioni attraverso la realizzazione e la valorizzazione di iniziative culturali di vario genere nate da e per i soci. La libreria Il Mattone, non solo un luogo di libri, ma uno spazio aperto alla cultura, dove, oltre ad una vasta scelta di titoli, vengono proposte interessanti attività alternative quali corsi di vario genere e stuzzicanti serate a tema.

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Nella tana dell’orco: recensione su La Nuova Sardegna

Nella tana dell’orco e altre storie è il volume di Susanna Trossero, autrice di Carbonia, da qualche anno residente a Roma. Un libro composto di quattro racconti che decantano la bellezza e la purezza della natura, ma anche la sua crudeltà, sottolineando tra le righe che questa – rispetto a quella umana – non è mai gratuita. Una ribellione all’apparente supremazia dell’uomo che, da essere superiore e dominante, diviene inferiore, insignificante e dominato. Fiabe “cattive”, in cui il tono surreale e fantastico invita ad immergersi in un mondo dove tutto può accadere.

L’illustrazione della silloge narrativa dà l’occasione per dar conto del recente riconoscimento ricevuto da Susanna Trossero, vincitrice di un concorso letterario [EroticaMente], indetto dall’editore Graphe.it di Perugia, la cui giuria ha premiato il racconto Senilità: il testo è stato inserito in una raccolta di più autori, secondo l’intento di questa piccola casa editrice, perno culturale caratterizzato da intensa vivacità e ricchezza di iniziative, che [in un’altra] antologia [LiberaMente] ha dato voce anche a un’altra scrittrice isolana, la quartese Antonella Podda, autrice di un interessante Come non cucinare un polpo. Ispirazioni assai differenti ma, come dice Roberto Russo, direttore editoriale di Graphe.it, «crediamo che l’uomo, nella sua intimità e completezza, non possa essere catalogato. Si è a tutto tondo o non si è. Il nostro motto è la frase di Schopenahuer: la vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro – leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare».

Il racconto di Susanna Trossero si incentra su una delicata storia d’amore fra due anziani ospiti di una casa di riposo, sospesa fra sentimento e sensualità: «Ho pensato – così ne parla lei – che nessuno associa gli anziani ad un tema di questo tipo. Scrivendo Senilità ho voluto lanciare un messaggio: un vecchio non è solo uno che “aspetta”, ma è ancora una persona viva, stimolante dal punto di vista intellettuale e ricca di cose da dire». Una narrazione intrisa di un presente che vive l’avanzare dell’età contrastando spesso la realtà con giovanilismi irreali e ridicoli.

«La grana della pelle, le labbra dischiuse, la curva dei fianchi appesantita dagli anni ma alleggerita dall’erotismo dei nostri giochi segreti, le ginocchia, le scapole… e poi c’erano i baci per poterci assaggiare l’un l’altro»: in ciò i personaggi di Susanna Trossero si manifestano significanti di un contesto tutt’altro che letterario: bensì sociale.

Giovanni Di Pasquale in La Nuova Sardegna, 13 luglio 2008
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Nella tana dell’orco: recensione su L’Unione Sarda

La natura non è mai crudele. La natura è se stessa anche quando, fiabescamente, si prende la sua bella rivincita nei confronti dell’uomo che, soprattutto negli ultimi tempi, non le usa certo particolari riguardi. Un po’ favola, un po’ horror, a raccontare le reazioni inconsulte e apparentemente irreali della natura violata ci pensa Nella tana dell’orco e altre storie, il libro di una giovane scrittrice di Carbonia, Susanna Trossero. Sono quattro fiabe “cattive” quelle dell’autrice, da leggere come anticipa il sottotitolo “in un bosco fra ammalianti profumi, ma guardandosi le spalle”. Perché nei racconti che Susanna Trossero propone, scorrevoli ed equilibrati, madre natura si vendica e fa male. Almeno quanto lo fa (lo sta facendo) l’uomo ad essa.

“Ho pensato a quattro fiabe surreali, quando mi è venuta in mente l’idea che veramente la natura possa estinguere l’uomo per salvare se stessa – spiega l’autrice – siamo ancora in tempo per evitare reazioni irreversibili”. Il monito viene dalla fiaba dell’ultimo orco sardo, dalla storia d’amore fra una rapinatrice e un’orchidea, dalla vendetta degli alberi di Natale (estirpati per eccesso di consumismo e cattiveria) e dalla ribellione delle piante che sterminano l’uomo salvando solo i puri di cuore.

Fiabe, appunto, cattive, con i tratti del thrilling, ma indirizzate verso un obiettivo che in maniera surreale o meno deve far riflettere: invertire il rapporto con la natura. Si inizia modificando anche i piccoli gesti quotidiani.

Andrea Scano in L’Unione Sarda, 14/07/2008

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