Susanna Trossero

scrittrice

Inoltrarsi su un terreno amato

Giovedì 18 gennaio scorso, ho tenuto per l’Associazione Edea Educazione e Benessere, il mio seminario on line di scrittura “Perché scrivere: il pensiero sulla carta per star bene con se stessi”.

Ho avuto il grande piacere di rivedere tra gli iscritti persone che già conoscevo, ma anche quello di condividere la mia passione con nuovi volti e di cogliere in loro quel desiderio di inoltrarsi su un terreno che amo.

Vorrei sapervi dire quanto sia stato importante per me trascorrere in buona compagnia due ore interamente dedicate alla scrittura intesa come strumento per alleggerire pesi, per levare potenza al nostro nemico interno, per imparare a scavare in noi senza timore del giudizio, per affrontare le conseguenze di momenti difficili e per insegnarci a creare uno spazio intimo e privato in cui ricominciare a esistere. Questi incontri rappresentano qualcosa di profondo, che vanno ben oltre le tecniche di scrittura o regole di vario genere.

Scendere in profondità, toccare corde, avvertire di aver raggiunto l’anima di qualche partecipante, è ciò che di più bello possa accadere e sono felice di averci provato anche questa volta.

Giornate ricche, sono quelle che sto vivendo: intense, colme di impegni ma proprio per questo stimolanti. Inoltre è giunto il momento di organizzare il calendario delle presentazioni del mio Il male d’amore – Graphe.it, in uscita tra pochissimi giorni, e vi aggiornerò sulle prime date che via via stanno dando forma agli incontri che ci aspettano.

Vi saluto presentandovi altri due testimoni del libro, un saggio che racchiude storie di vita vissuta ma anche aneddoti, curiosità, pareri degli esperti, e soprattutto tanti bellissimi brani classici a dimostrare che passano i secoli, ma ancora sappiamo provare grandi emozioni parlando la stessa lingua di coloro che d’amore scrissero secoli e secoli fa.

Eccovi Franco e Giorgia, a presto!

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Quanto è già stanco, il 2014?

Quanto è già stanco, il 2014?

Quanti buoni propositi, per il nuovo anno… In fondo è solo un nuovo giorno nel calendario, eppure lo si riveste di possibilità, gli si affidano sogni e speranze, si moltiplicano i progetti o si rispolverano quelli a lungo rimandati. Soltanto un nuovo anno che arriva, uno vecchio che se ne va e che in tanti giurano di voler dimenticare. E c’è poi il timore del tempo che passa troppo in fretta, ad aggiungersi alla malinconia di ciò che abbiamo perduto e che non tornerà, delle occasioni sprecate… Siamo così pieni di contraddizioni, così confusi ed eternamente desiderosi di avere di più e dell’altro, o di meglio magari, di più soddisfacente o appagante.

Così, anche il 2014 parte con un grande bagaglio di attese e sogni da esaudire, di richieste da soddisfare, già affaticato dalle nostre ansie ma pronto a fare del suo meglio, pur sapendo che fra dodici mesi sarà anche lui da qualcuno rinnegato e maledetto.

Povero anno appena arrivato, che fatica starci dietro… Ma io brindo a lui come a tutti gli altri, perché il nuovo – bello o brutto – sta sempre pronto là fuori dalla porta ed è il nostro personale modo di accoglierlo o affrontarlo, che ne modifica la portata.

Provvidenziale nuovo anno giunge
quando malfermo quello vecchio va a morire
ormai  sciatto abito smesso
in un armadio denso di cordoglio.
È da una fine che nasce un nuovo inizio
e tu sorridi al novello menestrello
che al sole canta di cose sconosciute…
La sua armonia ora mozza il tuo respiro
in una parata di grandi cambiamenti,
e ci sarà tempo per parlamentare
meglio godere di un alba promettente.

Buon anno,
vostra Susanna

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