Francesco Guccini se n’è andato ma faccio parte di quella generazione che è stata accompagnata da molte sue canzoni indimenticabili e indimenticate come lui. Lo ricordo a un concerto, quando alla fine venne tra il pubblico a firmare autografi. Eravamo rimasti in pochi, a notte tarda, e mi domandò se avessi una penna da prestargli. Con quella si firmò poi la rigirò tra le mani e disse “questa me la tengo!” e si mise a correre in modo buffo come un ladro che scappa nelle commedie. La penna non valeva niente, era stato un modo scherzoso di congedarsi e avevamo riso tutti! Mi piaceva pensarlo a scrivere una canzone proprio con la mia penna. Lo sperai…
Mi piaceva, Francesco Guccini. E mi piaceva la sua voce anche quando parlava: il tono, l’accento, le parole, il senso. Sono felice che abbia avuto una lunga vita, ma non c’è lunghezza che tenga quando se ne va una figura legata ai ricordi e alle tante tappe della vita. Questo fanno, le canzoni, ci accompagnano, abitano le nostre vite e là restano per sempre. Lui le scriveva, le sue, e ha esteso la passione per lo scrivere anche ai libri, al punto che nell’ultima intervista ha detto di sentirsi molti più scrittore che cantante…
Ha fatto tanta strada, i suoi passi negli anni sono viaggio di tutti noi che lo abbiamo apprezzato, suo malgrado e forse senza avvedersene fino in fondo è stato compagno di scuola, amico che dava voce ai nostri tormenti, uomo che si faceva portavoce di insoddisfazioni collettive.
Poi ha smesso di “camminare”, isolandosi nella sua casa impaurito da problemi fisici.
Camminiamo così tanto, tutti noi. verso dove o cosa non lo sappiamo mai del tutto. Una volta scrissi qualcosa, sulla fatica d’essere piedi, e mi domandai quale fosse il loro vero compito: condurci o sognare?
E poi senti di non guidare più i tuoi piedi verso la destinazione dettata dal cervello: ti limiti a seguirli obbediente o senza desideri, conferendogli vita propria o potere decisionale.
Che desideri hanno, i piedi? Dove conducono, se li lasci fare? Hanno sogni, progetti, mete?
E mentre noi siamo stanchi o semplicemente indolenti, loro con quale forza proseguono?
I vostri, forse adesso sono in spiaggia, a godere del meritato riposo e forse a meditare su mete future.
Dove vi porteranno?
E i tuoi, Francesco, dove ti stanno conducendo adesso?

