Susanna Trossero

scrittrice

Le rondini con il cappotto

Che è successo in quest’ultima settimana?

Dunque, intanto proseguono i mie corsi on line e la settimana appena finita ha visto durante gli incontri un approfondimento sui personaggi e sull’Epifania in letteratura. Colonne portanti di ogni storia, grazie a loro si crea quella risonanza che aleggia in noi dopo la parola Fine, quando ancora abbiamo il libro sulle ginocchia, oramai chiuso, e un vago senso di nostalgia si fa strada.

Se vi piace scrivere, e desiderate creare quella sorta di eco nella mente del lettore, lasciate che siano i personaggi, la loro storia, a indicarvi la strada per arrivare a conclusione, non importa se ci sarà il trionfo o la sventura ad attenderli.

Questa settimana ho letto “Il silenzio dell’onda” di Gianrico Carofiglio e mi è piaciuto davvero molto. Amo il suo stile asciutto ma profondo, la psicologia dei personaggi, le aspettative che cera, la malinconia che insinua, gli spunti di riflessione. Mi ha fatto pensare molto un brano, collegato all’influenza che può esercitare su di noi un lavoro i cui effetti sul nostro vivere avevamo sottovalutato. In questo caso chi parla è un poliziotto che vive per lavoro una condizione da infiltrato, e non vi dico altro per non rovinarvi il piacere della lettura:

Il mio lavoro era essere un altro. E non è affatto male essere un altro, di tanto in tanto: fa sentire liberi. Il problema sorge quando devi essere un altro per la maggior parte del tuo tempo. Il problema sorge quando ad un certo punto devi essere un altro per sentirti te stesso. E quando non sei quell’altro sai di essere fuori posto.”

Sono anche andata al cinema a vedere FolleMente, di Paolo Genovese, regista che apprezzo molto. Ero attratta principalmente dal cast ma la storia – quasi una piece teatrale – mi ha divertita tantissimo ma anche spinta a sorridere delle nostre cosiddette “seghe mentali”, dispendio di energie e costanti lotte intestine tra istinto e ragione o tra le mille sfaccettature di cui ognuno di noi è composto. E se avessero un volto? Una propria identità, una vera voce? Bellissima idea, affrontare in questo modo i pensieri segreti o cervellotici di uomini e donne, così differenti e spesso inutilmente complicati! E per favore non ditemi che Genovese ha copiato l’idea, non me ne importa niente di queste polemiche: è stato bravo, godiamoci poco meno di due ore senza violenza, inseguimenti, cronaca nera, questioni sociali o politiche! Il film strappa risate, è destinato al successo di Perfetti Sconosciuti e amo Pilar Fogliati.

Che altro dirvi? Piove sulla capitale, le rondini indossano giubbotti pesanti e di cambio dell’armadio al momento non se ne parla proprio. E allora che sia un fine settimana di “tana”, buon cibo, libri e coccole sul divano. E, a proposito di questo mese dell’anno, così mutevole, appena arrivato e già pronto ad andarsene, vi lascio con qualche curiosità e belle frasi tratte da romanzi, poesie, canzoni a lui dedicate che il Magazine Libri e Parole ci regala.

A presto!

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La poesia dalla finestra

12 marzo, e gli odori fuori dalla finestra sono cambiati. benché il cielo prometta lacrime. Marzo pazzerello, diceva mia nonna, esce il sole prendi l’ombrello! Eppure a me il naturale e consueto risveglio della natura ha restituito la voglia di scrivere, ma sto procedendo con la cautela di chi non ha ancora bene in mente dove vuole arrivare. Come dico ai miei allievi, l’importante è partire poi la meta si delinea da sola.

A proposito di allievi, lunedì 17 alle 15 partirà il corso on line di tre incontri sui personaggi in letteratura e sul loro spessore, poiché è proprio la loro presenza a creare in una vera storia lunga o in un romanzo momenti intensi o la così detta Epifania, ovvero quella resa dei conti che tutto sistema o stravolge. Se volete partecipare o semplicemente saperne di più non esitate a scrivermi in privato all’ indirizzo mail susy.trossero@gmail.com

Ho finito di recente la lettura di un libro molto interessante il cui titolo potrebbe far storcere il naso a molti: “Consigli di una vecchia amante a una giovane sposa”. L’ho trovato un testo molto saggio, lucido, capace di affondare nelle sabbie mobili dello scomodo e del non detto per poi venirne fuori con estrema eleganza. Se volete saperne di più, eccovi la mia recensione che vi regalerà trama e dettagli, pubblicata sul Magazine Libri e Parole

Adesso sto leggendo invece “Il silenzio dell’onda”, un romanzo di Gianrico Carofiglio del 2011 che mi sta appassionando molto per via non solo del talento di narratore di uno scrittore che tanto ammiro, ma anche per i risvolti psicologici così ben esplorati: i rapporti tra padre e figlio, il confine tra bene e male, il senso di colpa, la difficoltà di superare momenti traumatici e scelte che ci mostrano la nostra parte meno nobile… Amo scendere in profondità e sentire quel sottile ma avvincente disagio che un libro può regalare.

Carofiglio è stato un magistrato specializzato in indagini sulla criminalità organizzata, e si avverte molto bene nei suoi scritti quanto sia stato addentro a certi argomenti, e ammetto che dal canto mio ho una gran voglia di approfondire alcuni di questi… Credo che a breve sarò io l’allieva di un corso di criminologia: tuffarci in ciò che ci attrae o interessa è sempre fonte di ricchezza e di sviluppo, la mente ha bisogno di stimoli e cibo, non dobbiamo esserne avari.

A proposito di libri, curiosità ad essi legate che comprendono anche gli autori, e del Magazine Libri e Parole, vi invito a leggere un articolo recente sui luoghi di sepoltura più celebri di scrittori che hanno segnato la storia della letteratura: a volte, visitarli e immergersi nella loro nostalgica atmosfera, può risultare fonte di ispirazione ma sempre e comunque immersione nella memoria.

Vi lascio spalancando la finestra sulle margherite appena nate che oramai accolgono la pioggia, non più minaccia così come quando ho cominciato a scrivere questo post ma realtà. La strada adesso è bagnata, il profumo delle mimose è ancora intenso, l’aria fredda della capitale invade il divano sul quale appunti e fogli sparsi prendono vita sotto una folata di vento. La cupola di San Pietro svetta lontana mentre ai suoi piedi i fedeli pregano per Papa Francesco e per la sua salute.

Vi lascio ricordandovi e ricordando a me stessa che in ogni giorno si cela una piccola porzione di poesia in attesa di essere scovata. Proviamo a raccontarcela, la prossima volta.


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