
E ieri è arrivato settembre. Sì, il suo affacciarsi dopo le vacanze è già diventato “ieri”, e ieri era lunedì, concomitanza di inizi. Domenica abbiamo detto in tanti “da domani…” raccontando a noi stessi del rinnovo che progettiamo, di cambiamenti e buoni propositi. Settembre è un po’ come l’anno nuovo: finite le vacanze si ricomincia e ciò che a lungo era stato rimandato (telefonate, impegni, novità, diete, palestra, appuntamenti, un corso) presenta il conto ricordandoci l’aspirazione a migliorare che tanto avevamo decantato.
Però… però è già ieri, e ieri non siamo andati a camminare così come ci eravamo ripromessi, non abbiamo cominciato la dieta, non abbiamo spedito quelle mail e così per tante altre voci di quell’elenco che dovevamo cominciare subito a depennare.
Seneca disse che mentre si rinvia la vita passa. Forse è proprio così, ma è anche vero che troppo presto è passato anche il tempo delle vacanze. E tempo ci serve per ripristinare la normalità, figuriamoci per riempirla di novità!
Tante cose in questo agosto sono successe: ho visto molte delle persone che amo, ho respirato salsedine che rigenera, osservato tramonti sul mare io che dal mare vengo, ascoltato la risacca… Ma in tutta questa magia ho anche perso un Amico a cui ho voluto davvero bene, con cui ho condiviso scrittura e parole, cibo, profondità e leggerezza.
La vita elargisce, la vita leva. E allora forse non dovremmo più rimandare niente, ha ragione uno dei miei cari allievi nonché Amico anch’esso, che ha detto “forse è il caso di cominciare a ridere”. Sì caro Damiano, forse è proprio il caso, perché anche questo abbiamo trascurato lasciando spazio a cose senza importanza che possono benissimo cavarsela da sole.
In questa calda estate ho compreso tante verità profonde, e spero di aver avuto la vera illuminazione (non solo teorica) che spinge a rendere ogni giorno speciale, unico, seppur nella sua semplicità. Lo devo a me stessa, ma anche a chi non c’è più e che tanto vorrebbe un nuovo giorno, un giorno ancora.
Noi lo abbiamo, non sprechiamolo.







