Susanna Trossero

scrittrice

Sentirsi orfani tra i libri che consolano

Settimana intensa, quella passata, a tratti malinconica lo ammetto, ma anche densa di movimento e di letture, ben tre libri mi hanno fatto compagnia, tre storie, tre donne:

Eleonora Carta con il suo I giorni del corvo, con il dubbio a far da protagonista in una storia che vede il senso di giustizia per alcuni variabile ma per altri ancora ben chiaro; Anna Frosali con il suo Tutti gli scuolabus sono gialli , un intreccio che confonde le idee perché il confine tra buoni e cattivi non è sempre così netto e Antonietta Sciamma, che si è dedicata ai bimbi con La famiglia Cassonetti, un libro formativo che si adatta perfettamente anche a educare gli adulti.

Letture a parte, mie salvavita, la prima Pasqua senza gli auguri di mia madre, dopo ben 63 anni di abbracci e uova di cioccolato: la sensazione della perdita in tante prime volte che si presentano di mese in mese strangola come una sciarpa troppo stretta che ti si impone in estate, per intenderci, e non trovo parole più efficaci per spiegare ciò che ho provato. La parola “orfana” continua ad aleggiare ed io tento di metterla via lasciandomi assorbire dalla vita e dalle mie passioni…

Un nuovo progetto sta riempiendo le mie giornate, mi assorbe e coinvolge. Necessita di tanta ricerca, ma il frutto dovrà essere elaborato con la fantasia e l’immedesimazione nella speranza dia il risultato che ho in mente ben chiaro. Ma, credetemi, ciò che in mente è ben chiaro non sempre lo è altrettanto sulla carta. Sarà il tempo a rivelarmi la capacità di portarlo avanti o l’eventuale necessità di lasciar perdere.

A proposito di scrittura e lettura, oggi 22 aprile è il primo giorno della decima edizione della Fiera di Iglesias: una tappa importante che mostra un percorso all’insegna della determinazione e della volontà di creare continui punti di incontro tra lettori e scrittori, editori e librai, grandi e piccini. Il tema del 2025 è “Chiavi di volta”: cambiamento, trasformazione, fulcro attorno al quale ruota la cultura, strumento per aprire le menti: tutto questo – e molto altro – è motivo di tale azzeccatissima scelta. Colgo l’occasione per fare il mio in bocca al lupo agli Argonauti e all’intero staff della Fiera, agli ospiti e a coloro che si prodigheranno per i più giovani nelle scuole; agli amici conterranei rinnovo invece come ogni anno l’invito a partecipare numerosi a tutti gli eventi (qui potete visionare il programma completo ) perché ogni iniziativa che porti avanti lo sviluppo culturale di una comunità e di una regione sia chiave di volta che ne regga con forza l’identità.

No Comments »

La meditazione guidata

Finalmente vanno scemando le polemiche e le “scaramucce” sul Festival di Sanremo, le acque si calmano e i media o i social cambiano argomento. Ciò che mi colpisce sempre è che trattandosi di un festival della canzone di canzoni si dovrebbe parlare, e invece guarda quella com’è invecchiata, e quell’altra guarda com’è vestita, e l’ospite è grasso e non è più il figo di un tempo, e la co co conduttrice mi sa che è ubriaca e bla bla bla…

Comunque è quasi passata. E allora di che si parla stasera? Del silenzio. Che a parlare del silenzio lo si rompe creando il paradosso, ma a scriverne forse lo si rispetta. Il silenzio che ci fa riconnettere all’essenza di ogni cosa e di noi stessi. Oggi ho sperimentato una forma di rilassamento muscolare con meditazione guidata, come sottofondo la musica inventata dalle onde del mare, mentre il pensiero veniva annullato ed era il corpo ad avere la meglio su tutto, ricordandomi della sua esistenza e importanza.

Sensazioni positive, il sogno che si manifesta creando una sorta di unione tra veglia e sonno e spingendo in quell’altrove in cui si può finalmente galleggiare, nessun patema né ansie o doloretti traditori sparsi, nessuna scadenza né situazione sospesa. Di sospeso soltanto il tempo, e non è poco. 30 minuti di meritata pace, lo spirito che si rigenera mentre l’involucro è rilassato, tanto da rimettermi al mondo. Si dice che sia impossibile non pensare e anche io l’ho sempre sostenuto, ma in questo galleggiare è stato possibile e sorprendente, dunque cercherò di dedicarmici ogni giorno perché fin troppo spesso non ci curiamo abbastanza di noi, e quando è impossibile voltare le spalle alla realtà opprimente, trovare una breve via di fuga è un modo per darci le energie necessarie per tenerle testa.

Stasera sceglierò un buon libro, e cercherò di non pensare che soltanto ieri era Natale e domani sarà già Pasqua, il che non è rassicurante per una attempata signora come me!

Buona serata a tutti voi che mi seguite, a chi mi seguirà e a chi invita altri amici a farlo.

No Comments »

Impossibile non rimpiangere la bellezza

Cara vita passata,

quante tracce hai lasciato in me e quante ne lasci in tutti noi… E quando il tempo trascorso ci allontana dall’infanzia, quando l’adolescenza dura un attimo, e la gioventù se ne va, ecco che la nostalgia bussa alla porta mettendo in moto sensazioni e malinconie che proprio la gioventù non conosce.

La Pasqua era il momento in cui – così come a Natale – si organizzavano i pranzi di famiglia e arrivava anche lo zio più grande con la nave, e i cugini più piccoli di me tutti pronti a far festa. Cara vita passata, nella mia famiglia non c’erano discussioni, recriminazioni, non si covavano rancori e nulla c’era di irrisolto tra gli adulti. C’era soltanto la voglia di stare insieme, di condividere il momento e il cibo, di scoprire le sorprese dell’uovo di Pasqua (ciondoli, sempre ciondoli), di giocare a nascondino sotto casa, di finirla in bellezza con la Colomba ricca di mandorle e canditi mentre i “grandi” prendevano un amaro lamentandosi puntualmente di aver mangiato troppo.

Cara vita passata, che bella famiglia ho avuto. Troppi non ci sono più e il tempo che passa alimenta quella nostalgia che speravo proprio il tempo mitigasse.

La Pasqua – così come il Natale – non era per noi un fatto religioso, inutile negarlo: era una scusa. Una scusa per sederci tutti attorno a un tavolo e per far tintinnare posate e bicchieri.

Cara vita passata, ho fatto parecchi errori di scelta e valutazione, lo so. Ma tu nel farmi dei regali mai hai sbagliato qualcosa, e non posso che ringraziarti di cuore, in questa Pasqua 2024, per i doni ricevuti. Si sono trasformati in ricordi e mancanze, certo, ma così avviene quando incontri la bellezza: impossibile non rimpiangerla.

Non mi manca l’infanzia, non rincorro la giovinezza, ma vorrei riavere un’ora di quel tempo per risentire le voci amate e la leggerezza del cuore, per annusare in un abbraccio il dopobarba di mio padre, per scorgere tra lui e mia madre sguardi complici. O per guardare in alto, fuori dalla finestra della mia cameretta, e scovare tra il vento che spinge via nuvole bianchissime, l’atmosfera che nessuno può mai ricreare.

1 Comment »

A caccia di semplicità

La Pasqua, la primavera, l’idea delle vacanze che fa capolino dopo i primi tepori, la fioritura che invita alla positività o al movimento, alla vita all’aria aperta…

Eppure tante cose sono andate perdute e per molti non sarà facile riconquistarle. Per esempio quella normalità che davamo per scontata, fatta di mezzi pubblici affollati, bar e ristoranti da frequentare, assembramenti per un concerto o una mostra o chissà quale evento, viaggi affrontati con leggerezza. Ecco, la leggerezza. Mi manca da morire. Non sto a raccontarvi se ho avuto il covid o no, se di covid ho perso qualcuno, o chi dal covid sto proteggendo e perché. Nessun discorso sui vaccini, né contro né a favore. Nessuna polemica. Sto parlando solo di una grande nostalgia per quella scioltezza d’azione di un tempo non lontano, che se applicata a questi due anni si trasforma in possibile sconsideratezza.

Era così bella, l’incoscienza. Milan Kundera sostiene che la leggerezza dell’essere è insostenibile; è una finzione, uno schermo dietro cui nascondere la pesantezza dell’esistenza, dice. Ebbene, ci fa comprendere però l’utilità di questo schermo, per riuscire a ritagliarci uno spazio all’interno del quale non soccombere al peso della vita.

La rivoglio, voglio trovare un nuovo modo per ricreare quello spazio. Abbiamo vissuto una non vita e ancora in parte la stiamo vivendo, e non intendo limitare il discorso alla mancanza di un aperitivo al bar. Mi sono mancati i sorrisi, gli abbracci, la libertà di vivere con le persone che più amo ogni situazione del quotidiano. Mi manca la primavera quella autentica, fatta di colori e nuovi fiori sbocciati dentro la testa a mo’ di progetti.

Mi manca ciò che siamo sempre stati quasi senza accorgercene, perché quella semplicità era parte di noi dunque non ci si faceva caso. Ma le cose semplici non tradiscono, non sanno ingannare, deludere, illudere. E sono il fondamento della serenità.

No Comments »

Buona Pasqua

Buona Pasqua

Strano, pensare che soltanto ieri ci siamo fatti gli auguri di Natale, non è vero? Ma così vanno le cose e proprio la Pasqua spalanca le finestre verso giornate più lunghe e soleggiate, spingendoci a vivere all’aria aperta, a progettare diete e vacanze, ad avvicinarci all’attività fisica o a comprare riviste che promettono miracoli di ogni genere.

Che sciocchi vanitosi stagionali siamo, così pronti a trasgredire sotto la pioggia invernale, il frigo pieno e il divano come unica meta dopo il lavoro, per poi trasformarci in aprile in salutisti esperti di Kamut, Aloe, integratori, cibi disintossicanti, condimenti grassi, massaggi bioenergetici o fiori di Bach.

Ma… è Pasqua o no? E allora un po’ di coerenza con la nostra vera natura non guasta: regalatevi un grande uovo di cioccolato, cioccolato vero, non surrogato dietetico o poco calorico. Eh no, dovete concedere dei veri piaceri alle vostre papille gustative, e poi oramai siamo tutti esperti di cibi-benessere, dunque non possiamo non conoscere le virtù terapeutiche del cioccolato, le sue proprietà benefiche in grado di rimetterci a nuovo! Problemi di fegato? Cioccolata! Di circolazione? Cioccolata! Vi deprime l’ago della bilancia? Ebbene, un bell’uovo di Pasqua è un potente antidepressivo perché stimola la secrezione delle endorfine, sostanze che influiscono sul nostro umore dandoci una maggiore sensazione di benessere.

La prova costume può aspettare ancora, tanto la primavera si sta concedendo a noi con umore instabile, e allora…

“Ogni volta dico a me stesso che è l’ultima volta, ma poi sento il profumo della sua cioccolata calda…Le conchiglie di cioccolato! Così piccole, così semplici, così innocenti. Pensai: oh, solo un piccolo assaggio non può far niente di male! Ma poi scoprii che erano ripiene di ricco, peccaminoso…” “… E si scioglie… Dio mi perdoni, si scioglie così lentamente sulla lingua e ti riempie di piacere!…” (dal film “Chocolat”)

Buona Pasqua a tutti voi!

No Comments »