Susanna Trossero

scrittrice

Che cos’è una famiglia?

Adele, di Susanna Trossero e Francesco Tassiello

“Che cos’è una famiglia? Un luogo inventato dalla natura per indurre a procreare e proseguire la specie? O un porto sicuro dove unire sogni, bisogni e aspirazioni di due anime distinte? Un luogo in cui divenire veramente “noi” e smettere di essere due entità separate che si incontrano ad orari stabiliti?

Cominciammo a chiedercelo. Cominciammo a chiederci chi mai fossimo, e che ci aspettassimo da questo “noi” che pensavamo di aver creato.

Che cos’è un figlio? Qualcuno che dovrà compiere tutto ciò che i genitori non sono riusciti a portare a termine? Uno scopo necessario, un completamento individuale, o il mastice di una vera unione? Esiste la coppia senza un figlio? E ancora, sopravvive la coppia ad un figlio che ne distrugge ogni intimità?

Tante erano le domande che ci ponevamo dopo pochi anni, mentre a confonderci giungevano le confidenze a bassa voce  di comuni amici… Nella segretezza delle loro case strisciava subdolo il dubbio per quella discutibile nuova identità che tutto aveva già paralizzato: il gioco, il desiderio, le affinità e i progetti.

Se non è indolore diventare genitori, quanto è doloroso il non diventarlo? E chiedendoci quale delle due realtà potesse dividerci, non ci rendemmo conto della divisione a cui già stavamo dando vita.

I tuoi quadri  divenivano assenza di colore e cupe macchie intraducibili quanto i tuoi silenzi. Ed io, lo ammetto, ripensavo alle vecchie emozioni di un tempo desiderando dell’altro un po’ più in là, oltre la porta di casa.”

Da Adele di Susanna Trossero e Francesco Tassiello, Graphe.it edizioni

 

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Adele a Nettuno

Adele presentazione a NettunoCi siamo: vi aspetto domani, sabato 26, alle ore 18, in compagnia dell’Associazione Tempo Meccanico, nella sala di via Trauntreut n°11, a Nettuno, zona grattacielo, per la prima presentazione del mio romanzo Adele, edito dalla Graphe.it di Perugia, che ringrazio di cuore per il sostegno di questi anni.

Sarò lieta di rivedere coloro che già mi hanno manifestato in altre occasioni un grande apprezzamento, e di conoscere persone nuove con le quali condividere l’emozione che provo al solo pensiero di questa prima tappa.

A domani dunque, e vi lascio oggi con una riflessione di Adele…

Quanti e quali racconti, là sulla panchina. Quante vite, quante storie… Accadimenti che mettono in discussione ogni cosa, e il male e il bene si ritrovano separati da un confine così labile che eccoli infine a superarlo agevolmente. Come due amanti troppo a lungo distanti, si raggiungono, il bene e il male, si avvinghiano l’uno all’altro, e in un amplesso devastante si fondono in uno.

 

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Dal mio romanzo “Adele”

Susanna Trossero - Francesco Tassiello, AdeleCominciasti a soffrire. Ti immaginavo correre da lei per quella via che la ragione disconosce, annullarti in un corpo attraverso cui rinascere e poi, dopo il piacere, tornare qui in fase calante a ricordare noi, quel noi che già sapevi di distruggere. In realtà fui io a farlo, in qualche modo, e mi dà un sollievo malato ricordarlo, quasi che io con il mio potere decisionale fossi l’artefice di tutto e non la vittima. È così che la dignità prova disperatamente ad uscirne illesa? O dovrei chiamarlo orgoglio?

Ti chiusi ogni porta per accelerare quell’attesa che non riuscivo a tollerare. Ti respinsi in ogni situazione: a tavola mentre tentavi di comunicare, al mattino mentre mi raccontavi un sogno, alla sera quando cercavi il mio sostegno in discussioni con amici. Ti levai tutto, consapevole di ferirti con i miei silenzi, di condannarti senza appello con gli sguardi. E quando mi chiedesti aiuto per quella subdola attrazione che ammettesti di provare per lei, ti voltai le spalle indignata.

Quando un uomo si invaghisce della primavera, in piena stagione autunnale, ha forse l’esigenza di esorcizzare la paura, di solleticare una virilità che necessità di prove intriganti. E ha bisogno davvero d’aiuto e comprensione. La stessa che si riserva agli ammalati, ai depressi, agli afflitti. Ma non ne siamo quasi mai in grado, perché troppe “cose” del tutto femminili entrano in gioco. Un uomo sa perdonare, una donna odia.

“Non rovinare tutto –  mi dicesti, –  o troverò in lei ciò che cerco in te, e che solo da te voglio”

Brano tratto dal romanzo Adele di Susanna Trossero e Francesco Tassiello –  Graphe.it edizioni – gennaio 2013

 

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