Susanna Trossero

scrittrice

Lasciarsi per amore

Proseguono le testimonianze sul mal d’amore: sentite, dolorose, sbiadite o ancora vibranti. Ad ognuna regalo un tramonto che in sé contiene sempre la bellezza ma anche l’ineluttabilità di una fine… Se volete inviarmi le vostre brevi storie, anche in forma anonima ma precisando che mi autorizzate a pubblicarle su questo blog, fatelo all’indirizzo maldamore_2021@virgilio.it.

Oggi è Gabriella a raccontare e raccontarsi:

E poi c’è chi ti lascia perché ti ama.

Difficile da accettare mentre accade, perché in fondo è pura contraddizione no? Ma a distanza di anni, con il sopraggiungere della maturità, ci si arriva. Non di colpo, non tutt’insieme: passo passo, ingoiando il magone, aggiungendo tasselli, imparando a ragionare con la testa di un altro – soprattutto se quell’altro è stato parte di te.

Se non mi avesse lasciata avrei sofferto più a lungo, ora lo so e lui già lo sapeva prima di me quando smise di chiamarmi, di darmi il buongiorno, di sognare con me il prossimo appuntamento. Ne presi atto alla stazione, mentre aspettavo un treno e guardavo il telefono muto. Il cielo era sbiadito, l’aria fredda e umida, la gente andava al lavoro, aprivano i negozi, ma a quell’ora del mattino – fateci caso – nessuno è mai felice.

Mi sono sentita sola in una realtà di gente in movimento, sola in un modo dilaniante.

E mentre soffrivo pensavo “vigliacco”, e mentre piangevo dicevo “ipocrita”, ma tanto non ci credevo che lo fosse, né l’una né l’altra cosa. Sapevo anche io che eravamo due persone avvicinatesi troppo nel momento sbagliato, come dita sulla fiamma ci saremmo bruciate entrambe, e non ci sarebbe stato per noi un tempo giusto.

I perché e i percome non servono a molto, non voglio giustificare niente, tantomeno lui. Semplicemente io so che è così ma ci ho messo una vita ad accettarlo, credetemi, e allora non ho più voglia di spiegare nel dettaglio.

Vorrei solo sapeste che a volte si viene davvero lasciati per amore, per renderci liberi da una storia nata male, che male potrebbe arrecare a noi ma anche ad altri.

E questo interrompere un viaggio a due quando ancora la meta è lontana e tutto appare bello, fa sì male ma congela l’attimo come fotografia: il bello resterà per sempre vivo, il ricordo intatto. Ecco dove tu, carissimo, hai sbagliato: libera davvero dalla nostra storia nata male, non lo sarò mai del tutto perché hai fatto sì che finisse quando era ancora troppo emozionante viverla.

Gabriella

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Soffrire per amore

…è ovunque, ci circonda, ci frastorna e confonde, ci assale per la prima volta quando ancora giovanissimi restiamo senza fiato, o all’opposto riempiamo il vuoto con le parole sperando ci aiutino a capire. Ma da capire non c’è niente, niente. Ci arriviamo da adulti: è solo male. Male dentro e male fuori. Male d’amore. Ed è ovunque.

Quando l’ho scovato nei romanzi classici scritti secoli e secoli fa, ho compreso che ogni essere umano – in ogni tempo e paese – è fatto sì di carne e sangue ma anche di quel male che è mutilazione, delusione, rigurgito di fiele per assenze non digeribili. Insito nell’essere umano sempre ci sarà, facciamocene una ragione.

C’è chi non sa amare più di quanto ami se stesso e chi così poco si ama da farsi distruggere. Chi soffre in silenzio e chi fa soffrire, chi spera e chi delude ogni aspettativa…

Ne ho scritto sul mio “Lame e Affini”, ne ho scritto su “Adele”, ne scrivo da sempre ma è poca cosa rispetto a ciò che voi mi state raccontando. E così ho deciso di darvi voce qui sul mio blog o sulla mia pagina fb che parla di lettere,, anonimi viandanti che spazio mi chiedete, perché il male d’amore non sia sminuito né ridicolizzato bensì accolto, rispettato, compreso, letto o raccontato. Condiviso.

Mandatemi – anche in forma anonima – le vostre storie su maldamore_2021@virgilio.it e ogni volta che appariranno su questo blog saranno accompagnate dall’immagine di un cielo al tramonto: ogni male d’amore rappresenta la fine di qualcosa, ma anche l’attesa di un nuovo giorno mentre lui, il cielo, sta a guardare.

Vi aspetto

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