Susanna Trossero

scrittrice

Nella tana dell’orco: recensione su L’Unione Sarda

on 8 Ottobre 2008

La natura non è mai crudele. La natura è se stessa anche quando, fiabescamente, si prende la sua bella rivincita nei confronti dell’uomo che, soprattutto negli ultimi tempi, non le usa certo particolari riguardi. Un po’ favola, un po’ horror, a raccontare le reazioni inconsulte e apparentemente irreali della natura violata ci pensa Nella tana dell’orco e altre storie, il libro di una giovane scrittrice di Carbonia, Susanna Trossero. Sono quattro fiabe “cattive” quelle dell’autrice, da leggere come anticipa il sottotitolo “in un bosco fra ammalianti profumi, ma guardandosi le spalle”. Perché nei racconti che Susanna Trossero propone, scorrevoli ed equilibrati, madre natura si vendica e fa male. Almeno quanto lo fa (lo sta facendo) l’uomo ad essa.

“Ho pensato a quattro fiabe surreali, quando mi è venuta in mente l’idea che veramente la natura possa estinguere l’uomo per salvare se stessa – spiega l’autrice – siamo ancora in tempo per evitare reazioni irreversibili”. Il monito viene dalla fiaba dell’ultimo orco sardo, dalla storia d’amore fra una rapinatrice e un’orchidea, dalla vendetta degli alberi di Natale (estirpati per eccesso di consumismo e cattiveria) e dalla ribellione delle piante che sterminano l’uomo salvando solo i puri di cuore.

Fiabe, appunto, cattive, con i tratti del thrilling, ma indirizzate verso un obiettivo che in maniera surreale o meno deve far riflettere: invertire il rapporto con la natura. Si inizia modificando anche i piccoli gesti quotidiani.

Andrea Scano in L’Unione Sarda, 14/07/2008


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