
Oggi ho letto un articolo che ricordava la frase di Seneca o comunque a lui attribuita: “Per essere felici bisogna eliminare due cose: il timore di un male futuro e il ricordo di un male passato“.
Ci ho pensato molto, e più avanzano gli anni più mi rendo conto che si vive di rimpianti (avrei dovuto/non avrei dovuto) e di paure o ansie legate al futuro se non addirittura rimandando a domani ogni cosa colmandolo di aspettative. Il presente, nella vita, sembra non esserci mai eppure è tutto ciò che abbiamo.
Temo sia vero: viviamo costantemente all’interno di una prigione mentale. Sbarre, finestre a bocca di lupo, nessuno spazio di movimento, pensieri negativi, porte chiuse a doppia mandata. La libertà, quella vera, è interiore, ma raggiungerla è faticoso perché ci è apparentemente più facile – quasi più naturale – vivere nell’incertezza, negli “avrei voluto” e sotto pressione, travolti da noi stessi e da pensieri inquinati o inquinanti.
Cosa usare come valvola di sfogo? Lunghe passeggiate, la scrittura, un buon libro da leggere, la compagnia di amici che ci calzano a pennello, il ballo… a ognuno la sua medicina per bilanciare giornate complicate e tornare al presente. Potrebbe funzionare.
Mi sono resa conto non da oggi che quando in me affiorano pensieri negativi, la giusta play list musicale mi rimette al mondo. A volte sono necessarie vecchie canzoni dei miei cantautori preferiti, altre solo un sottofondo dei Genesis o dei Pink Floyd, ma spesso ciò che mi fa davvero recuperare energie facendomi sentire al meglio è la disco music anni ’80. Una vera scarica di adrenalina, bisogno di muovermi, voglia di fare, recupero di endorfine da riscoprire e liberare.
Avete presente Paolo Crepet? Psichiatra, sociologo, scrittore e chi più ne ha più ne metta. Può starvi simpatico o no, ma ha detto una cosa vera rifacendosi a un antico proverbio argentino: “Tutto si scorda fuorché ciò che hai ballato, non importa con chi”.
Questo “non con chi”, cita l’articolo da me letto, pare sia il perno su cui si basa il proverbio: sta a indicare che non le persone ma le emozioni possono essere riesumate attraverso un pezzo musicale ballato nel passato. E con lui si rivivono sensazioni, a volte profumi e stati d’animo. Non si tratta, in questo caso, di vivere nel passato o di lasciar spazio ai rimpianti: in realtà si tratta invece di recuperare sensazioni piacevoli che possono essere riprodotte senza fatica nel presente.
Oggi, con Freddie Mercury, Michael Jackson, i Police, Cyndi Lauper, Blondie, Boy George, i Village People, Gloria Gaynor, i Bee Gees e tanti altri, mi ritrovo a far ginnastica al mattino senza sentire la stanchezza, mentre il ricordo di fasci laser e finto fumo offusca i nemici del pensiero positivo che spesso mi aggrediscono alle spalle.
Il tempo passa, ma la bellezza della musica, di qualunque genere essa sia, sa come invaderci e farci sentire bene a dispetto di tutto e tutti, di ogni interferenza e circostanza.
Mia madre ascoltava Massimo Ranieri, mio padre apprezzava Bob Marley, il mio compagno adora il jazz, io al momento mi agito al ritmo degli artisti simbolo degli anni ’80 di cui vi regalo un po’ di note, tanto per far agitare anche voi e contaminarvi perché non molliate mai.
Un modo come un altro per prendersi cura di sé.

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