Susanna Trossero

scrittrice

I demoni del rimpianto

on 4 Gennaio 2025

Altro tempo è passato, tempo in cui scrivere sarebbe stato affondare il coltello nella piaga perché quando scrivi devi darti. Dicembre non è un mese facile per chi ha appena subito una perdita: è un mese di luci quando il cuore è spento, un mese di progetti per allegre riunioni familiari mentre ti senti orfana, un mese di sensi di colpa perché hai tante persone che ti vogliono bene ed è come se a te non bastassero più. E allora non riesci a scrivere neppure su un blog, ti pesano i messaggi d’auguri e gli addobbi per strada, le luminarie per le vie della città che ti ha vista crescere, gli spartiti con la musica che avvolge sempre queste festività.

Vuoi che passi, perché il Natale è famiglia e tu vorresti solo dormire. Poi passa, e ti accorgi che la compagnia era ottima e il Buon Natale o i pacchetti da scartare erano là anche per te che non hai dormito così come pensavi di desiderare ma vissuto tra calore e sorrisi, come forse chi non c’è più avrebbe voluto per te.

Il Capodanno ha rimesso un po’ d’ordine nel cuore perché quello non è sinonimo di famiglia ma di amicizia, e di questi legami non sono mai stata orfana. Il piacere di far la spesa con gli amici, di cucinare insieme e preparare la tavola, di rivedere volti cari, di tirar fuori i giochi di società, di lasciare fuori dalla porta le ferite per godere del potere cicatrizzante degli sguardi di chi ti capisce e parla la tua stessa lingua…

Ecco, tra poco la Befana a cavallo della sua vecchia scopa si porterà via anche queste festività e la vita normale riprenderà il suo corso con nuove cose di cui esser grata: un compagno che è il pilastro del mio vivere, gli amici che sanno come tenerti stretta scacciando i demoni del rimpianto, i meravigliosi cugini con i quali sentire di avere robuste radici. E voi, che ancora avete la pazienza di leggermi anche se ho la tendenza a sparire.

Ho diverse cose da chiedere al nuovo anno appena arrivato, ma in realtà le chiedo a me stessa e a lui domando solo il giusto supporto per concretizzarle: ricominciare a scrivere scrollando l’apatia, imboccare la strada che riporta a “casa” intendendo per casa il ritrovare un po’ di serenità, e riscoprire il piacere delle piccole cose… Ci sono ancora, lo so, ma al momento ho la vista annebbiata e devo rieducarmi a vederle attorno a me così come ho sempre fatto.

Ecco, questo chiedo al 2025. E voi, cosa vorreste?


One Response to “I demoni del rimpianto”

  1. Marisa ha detto:

    Davanti al dolore, solo la presenza silenziosa di chi ti vuole bene può dare conforto perché parlare o sviscerare serve solo a tenere viva quella ferita che ha bisogno solo del suo tempo per rimarginarsi. Poi la cicatrice resterà per sempre e si aggiungerà alle altre cicatrici che ti fortificheranno. Che il nuovo anno ti sia clemente e ti possa regalare più serenità. Ti abbraccio, Susanna.

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