Susanna Trossero

scrittrice

Stasera, cuocerò le castagne

on 5 Gennaio 2025

Oggi ho trascorso una giornata tranquilla sentendo casa porto sicuro in cui approdare quando il mare è in tempesta. La musica del pianoforte mi ha fatto compagnia mentre mi dedicavo a piccole cose senza alcuna importanza, necessarie a restituire una forma di pigro relax di cui ci si dovrebbe abbeverare quando tutto è diventato troppo.

Fuori scendeva una pioggerellina sottile sottile e tanta era la bruma, cuore di ogni inverno che si rispetti. Le luci del salone erano quelle giuste, discrete e velate, i vestiti comodi e caldi, i libri della libreria un piacevole richiamo non tanto perché fossero letti quanto per essere sfogliati. Capita di trovarvi delle piacevoli sorprese, nel farlo: un bigliettino d’auguri, una frase appuntata, un vecchio segnalibro dimenticato…

In questi ultimissimi giorni non ho fatto telefonate, non ho incontrato persone: avevo bisogno di me. Di me da ascoltare, per comprendere quali buoni propositi voglio concretizzare, quali progetti accantonati voglio riesumare, quale ventata di nuovo voglio regalarmi…

Una cara amica mi ha fatto notare che ad ogni perdita subentra un dono, perché chi se ne va cerca in qualche modo di attutire il colpo con un risarcimento. Io non so se è vero ma sento in me un piccolo germoglio che timidamente si fa strada con l’intenzione di crescere, nonché il desiderio di far pulizia estirpando erbe infestanti. A volte ne siamo circondati e ci lasciamo dapprima avvolgere e poi soffocare senza avvedercene; è più facile abituarsi a cattive abitudini o elementi nocivi, che reagire prontamente. Forse pigrizia, o forse vedere il buono dove non c’è, chi lo sa. Anno nuovo vita nuova, diceva mia nonna, ed io credo non serva una vera vita nuova ma semplicemente una vita più a nostra misura, tutto qui.

La vicina cuoce le castagne, effluvi invernali si insinuano sotto la porta di casa a ricordarmi che c’era un tempo in cui mi si esortava a finire i compiti delle vacanze, in sottofondo il tintinnio di stoviglie e posate che venivano ordinatamente posizionate a tavola. In tv la sigla finale di Carosello ricordava che a breve sarebbe iniziato il film della sera, e mio padre esultava perché gli avrebbero “regalato” un western.

Una vita a misura d’uomo. Ecco, questo ho avuto, questo desidero ancora per me.

Stasera, cuocerò le castagne.


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