Susanna Trossero

scrittrice

Del mare e della terra faremo pane…

A. Serrenti - S. Trossero, Il pane carasauProsegue, la calda accoglienza al nuovo libro del quale Antonella Serrenti e io siamo autrici, e fioccano le mail dei lettori che lo stanno apprezzando e che vi ritrovano ricordi di famiglia, sapore di buono, sorrisi dei nonni. Il pane carasau. Storia e ricette di un’antica tradizione isolana (Graphe.it) non è dunque un libro dedicato solo ai sardi, bensì un viaggio nel passato di tutti coloro che hanno vissuto il pane e la tavola imbandita come momento di comunione. Ci sono ricordi che -seppur differenti – tutti ci accomunano e ci legano al pane, e se l’adolescente di oggi vedrà domani nel ricordo del panino di Mc Donald gli amici di un tempo e ne rimpiangerà sapore e condivisioni, gli adolescenti di ieri oggi lo ricordano come ospite d’onore nelle ricorrenze, o nelle giornate da custodire nella memoria: il pane della festa, dei matrimoni, del lutto.

Ma non c’è tempo né paese, per il pane dell’infanzia, oggi con la Nutella, ieri con burro e marmellata, né per il pane che profuma le vie, che caratterizza un luogo, che non basta mai, soprattutto se le pietanze sono appetitose.

Bramante scrisse “Attende la terra le mie lacrime, perché son le sole a illuminare il cielo di poesia, mentre il forno cuoce il pane che profumerà la vita e aprirà ombrelli di sorrisi”, ma non è certo stato il solo a raccontare a suo modo la bellezza e sacralità di un alimento che da sempre va ben oltre un insieme di farina, frumento e acqua.

Oggi vi regalo “Ode al Pane” di Pablo Neruda, perché vi avvolga di fragranze insostituibili…

Del mare e della terra faremo pane,
coltiveremo a grano la terra e i pianeti,
il pane di ogni bocca,
di ogni uomo,
ogni giorno
arriverà perché andammo a seminarlo
e a produrlo non per un uomo
ma per tutti,
il pane, il pane
per tutti i popoli
e con esso ciò che ha
forma e sapore di pane
divideremo:
la terra,
la bellezza,
l’amore,
tutto questo ha sapore di pane.

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Incontri profumati di pane

profumo di pane

Ed eccomi qui, dopo tanta Sardegna, sotto un cielo romano che racconta di autunno, di nuovi progetti, di stagioni finite…

Il mio ottavo libro, scritto a quattro mani con l’amica scrittrice Antonella Serrenti, dopo tanto lavoro ha visto la luce in questo settembre, e il tour sardo appena terminato gli ha regalato un calore superiore alle mie aspettative.

Da sempre, le mie presentazioni si trasformano in condivisioni, chiacchiere fra amici, momenti caldi da ricordare nonché occasioni per conoscere nuove persone, ma questa volta ho sentito una partecipazione differente: il pubblico non era “soltanto” attento al nostro Il pane carasau – storia e ricette di un’antica tradizione isolana edito dalla Graphe.it, bensì coinvolto e desideroso di raccontare aneddoti o storie di vita vissuta, in un vero scambio tra lettori e scrittori.

A Capoterra il clima era amichevole e lo stesso sindaco della città, ha partecipato all’argomento panificazione intesa come rito sociale.

A Carbonia alcuni si sono addirittura commossi, e quando ho chiesto loro perché, mi è stato detto che le nostre parole hanno ridato vita alla loro infanzia indimenticabile e indimenticata.

A Sant’Antioco, gli anziani presenti ci hanno regalato ricordi profumati di pane, di forno a legna, di vita semplice sebbene faticosa, e a Muravera il sindaco e il vice sindaco hanno partecipato con piacere ai racconti di vita; ovunque Antonella ed io siamo state, si respirava un clima affettuoso, quasi ci conoscessimo tutti da sempre! Non so se ciò possa dipendere dal fatto che il nostro piccolo saggio, ambientato in tempi in cui si lasciavano le porte di casa aperte e il concetto di famiglia comprendeva anche i vicini di casa, possa aver risvegliato nei presenti la voglia di andar più lenti e assaporare le piccole gioie della vita, ma so che il clima creatosi ha reso più bello il nostro libro: che altro chiedere a una presentazione?

Vorrei fare un elenco di nomi i cui volti ho impressi nella memoria, per ringraziare tutti singolarmente, ma credo di poter pubblicare qui un grande abbraccio che racchiuda tutti, e che comprenda anche quei visi sconosciuti che adesso fanno parte di un ricordo: quello di quattro incontri che sono stati un dono inaspettato per me e per l’emozionatissima Antonella. Caricate da una simile energia positiva, siamo pronte a proseguire con altri tour: di strada da fare ce n’è tanta ma a noi piace molto camminare, dunque aspettateci, stiamo arrivando!

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Uno per tutti, tutti per uno

Carbonia

Durante la stesura dell’ultimo libro, un tributo alla mia terra e alla fierezza dei suoi abitanti – Il pane carasau. Storie e ricette di un’antica tradizione isolana (che sarà pubblicato a breve dalla Graphe.it) – la coautrice Antonella Serrenti e io abbiamo intervistato delle attempate signore dell’entroterra sardo, le quali ci hanno raccontato della caratteristica delle piccole comunità nelle quali sono cresciute, ovvero di quella tacita regola che prevedeva solidarietà e condivisione del bello e del brutto.

“Ogni vicinato diventava una vera grande famiglia, gli adulti erano fratelli tra loro e noi bambini crescevamo nell’amore e nel rispetto di valori così radicati che era impossibile concepire di vivere diversamente”

ci ha detto una delle protagoniste del nostro piccolo saggio, raccontandoci anche del significato de “sa parti”:

“Noi stavamo bene, avevamo anche la carne, e ricordo che mio padre ne preparava dei pezzi – in genere una decina – che chiamava sa parti (la parte) e quelli erano destinati ai vicini di casa che non ne avevano. Io ero piccolina, quando portavo loro sa parti tra le mie manine; ero sempre bene accolta e spesso ne ricavavo anche una monetina”.

Uno per tutti, tutti per uno, nessuno era mai solo ci è stato detto.

Mi sono domandata se anche queste unioni indissolubili tra gli abitanti delle stesse comunità, insieme a tradizioni e cultura di un tempo, siano andate perdute negli anni, così come forse è “naturale” che accada, tuttavia in questo periodo ho avuto modo di notare alcune cose che mi hanno profondamente colpita e commossa. La cittadina di provincia nella quale sono cresciuta e vissuta fino a non molti anni fa, è Carbonia, fulcro del Sulcis, territorio dal primato che rattrista: zona più povera d’Italia, così è stato detto più volte anche nei tg nazionali. Dunque Carbonia è in ginocchio e lo sono i suoi abitanti, ma ho scoperto una rete di solidarietà meravigliosa: i volontari della Caritas vedono quotidianamente consistenti offerte di generi alimentari da parte della popolazione destinate ai più provati, alla radio privata del luogo si sentono annunci con elenchi di ciò che occorre, dal passeggino ad altri oggetti necessari alle famiglie che faticano ad arrivare a fine mese, ed ecco che altri – di certo non benestanti – prontamente offrono ciò che hanno. Qualcuno non riesce a pagare una bolletta, ed ecco una catena di solidarietà pronta a racimolare l’importo necessario. Vi è un’edicola in pieno centro, che si occupa di raccogliere oggetti, generi alimentari, piccole offerte in denaro, da ridistribuire alla popolazione. Allora, non tutto è perduto, non i valori, non l’altruismo, non la sensibilità e quel senso di appartenenza ad un popolo fiero. Oggi sono anche io fiera: di far parte di questo territorio duramente provato, di essere la concittadina di questa gente dall’umanità degna d’essere citata e presa ad esempio.

Di questo ed altro parleremo proprio a Carbonia, sabato 27 settembre alle ore 17, nella biblioteca comunale, dove spero di abbracciare molti abitanti della città e dei piccoli centri limitrofi. Sono orgogliosa di tutti voi,

Susanna

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Un’estate da ricordare

Invisibili

Agosto se ne va e ricominciano i progetti, i buoni propositi – quelli del lunedì o del primo dell’anno, per intenderci – le aspettative, l’attesa di quel benedetto miglioramento decisivo, o della svolta che tarda ad arrivare. Ma che ne è stato di questo mese assolato e vacanziero? Vi ha lasciato qualcosa?

Con me è stato buono quasi quanto Babbo Natale: ho respirato aria di Sardegna, riabbracciato i miei cari e gli amici, rivisto conoscenti e incontrato facce nuove, sono stata accolta con ghirlande di fiori (quando mai mi ricapiterà?!?), intervistata dalla tv Canale 40 per raccontare del mio nuovo libro, che mi riporterà in Sardegna a fine settembre per presentarlo in coppia con la coautrice Antonella Serrenti. Qui le tappe delle presentazioni alle quali spero parteciperete numerosi.

Sono anche stata ospitata in un programma di Radio Luna (grazie per l’ospitalità, Manolo Mureddu!) per parlare di scrittura, e mi ha commosso Lisa, radioascoltatrice che ha telefonato durante la pubblicità per parlare di una sua amica molto malata che trovò conforto e distrazione dal suo male leggendo uno dei miei libri… Sono rimasta senza parole, ma tu Lisa – se mi stai leggendo – scrivimi, mi farai felice. Quante emozioni può elargire la scrittura, ancora mi è difficile quantificarlo, ma ogni volta resto sorpresa e senza fiato…

In questi venti giorni volati in pochi minuti, mi sono cibata di prelibatezze e chiacchiere, mi sono rilassata sulle spiagge che mi hanno vista bambina, ma ho anche conosciuto più a fondo i problemi della mia terra grazie al documentario al quale sto collaborando (Suicidi di massa, omicidi di Stato), scoprendo per l’ennesima volta le grandi difficoltà di un popolo fiero ma duramente provato: ho conosciuto i problemi dei pescatori e le difficoltà della piccola pesca, ho avuto l’onore di intervistare un portavoce dei pastori messi in ginocchio da troppe ingiustizie, sono stata all’imbocco della miniera di Monteponi, dove un gruppo di uomini stanchi e disillusi ancora combatte per i diritti negati, chiuso da otto mesi a 200 metri sotto terra, invisibili e dimenticati. E sono stata al presidio davanti alla fabbrica chiusa dell’Alcoa, dove gli operai senza più lavoro né certezze stanno accampati da mesi e mesi, a lottare con grande dignità.

Da tutte queste persone, ognuna alle prese con la propria battaglia, siamo stati accolti con grande gentilezza, trovando disponibilità e apertura; si sono raccontati lasciandoci con l’amaro in bocca, là nel sud della Sardegna, mentre i nostri politici probabilmente passavano il tempo sugli yacht del nord dell’isola, a lasciarsi cullare dal movimento indolente di acque cristalline.

Ebbene, la mia vacanza rilassante si è trasformata – grazie a questi incontri – in viaggio stimolante, in scoperta che arricchisce e fa riflettere, alimentando la voglia e la necessità di altri incontri come questi, che spero avverranno presto.

Nel frattempo continuo ad assaporare l’estate che già volge al termine, qui sulla mia terrazza assolata, mentre vi scrivo e vi ringrazio per tutto il bello che mi date quotidianamente, via mail o su Facebook, continuando a seguirmi e a partecipare ai miei piccoli e grandi progetti.

Bentornati a casa, ovunque siate stati, sull’uscio del vostro appartamento o in giro per il mondo!

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Il pane carasau su Canale 40

Ieri, 18 agosto, Canale 40, emittente di Carbonia e del Sulcis, mi ha intervistata in merito al libro Il pane carasau. Storia e ricette di un’antica tradizione isolana in uscita per la Graphe.it edizioni. Ecco il video.

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