
Esistono i mostri?
Ebbene sì: tutti noi ne abbiamo incontrato uno o più, e ancora ne incontreremo.
I mostri sono persone che ci feriscono o che fanno del male a chi ci è caro, sono coloro che non conoscono azioni gentili o le persone capaci di deridere i più deboli. Non serve cercare azioni violente o fatti di cronaca per trovare mostri: chi non lascia pubblica traccia non è meno crudele.
I mostri sono anche i cattivi pensieri, e di mostri sono popolati i periodi difficili e le paure legate al domani. Le notti insonni, le male parole che lasciano il segno, un referto medico o gli sguardi malevoli che frustano a sangue.
I mostri si annidano nel vivere di ognuno, nascosti in vulnerabilità e ingiustizie, negli incubi che colgono da svegli e nei sogni dei bambini, in chi non sa essere sincero e in chi promette sapendo di non poter mantenere.
E i mostri siamo anche noi, perché in noi ne albergano come nostri figli, e li nascondiamo a dovere o li mettiamo a tacere ma non siamo immuni dal metterli al mondo con azioni così dense di “non avrei dovuto” o in quel recriminare dei “ma come ho potuto”.
C’è chi dice che i mostri esistono a prescindere dall’uomo, c’è chi sostiene che al contrario è soltanto l’uomo a crearli, e c’è chi come Oscar Wilde suggeriva di nutrirli mentre Goya era convinto che fosse la ragione a crearli. Voltaire vedeva i mostri più pericolosi nel fanatismo e per Balzac erano l’abitudine…
Creiamo esseri mostruosi trasferendo su di essi l’origine delle nostre paure, ed è così che il vivere si popola di creature soprannaturali, di insetti giganti partoriti dalla fantasia pronti a invaderci, di orchi nascosti in attesa di ghermirci… E quanto è facile dimenticare che i mostri hanno ben altre sembianze.
Siamo noi, angeli e demoni, mescolanza di bene e male, dualità costante tra l’essere vittime e carnefici.
Ed è per questo che faccio mia la frase di De Montaigne, sincera e forse brutale: “Non ho mai visto un mostro o un miracolo più grande di me stesso”.
Non è poi così lontana da noi, l’Olanda.
Libri, libri, libri. Quanti e quali libri ci circondano, quanti ne abbiamo letti e quanti regalati, quanti condivisi con gli amici e quanti rifiutati dopo poche pagine? Tutto un mondo di parole scritte, da dimenticare o ricordare, da raccontare o dalle quali addirittura farsi influenzare. Ma ci sono anche libri che abbracciano, che restano nei pensieri e sotto la pelle, e non è detto che siano best seller o che li abbiano scritti dei grandi autori indimenticabili o indimenticati.
Si dice che l’arrivo dell’autunno porti malinconia, una struggente aria nostalgica che impregna le giornate mentre le temperature cominciano lentamente a calare. Il mio cuore invece, in questo settembre che se ne va, è avvolto da atmosfere primaverili grazie a tante dolci sorprese che mi piovono addosso, e per le quali mai aprirei un ombrello!