Susanna Trossero

scrittrice

Io sono mostro e miracolo, e voi?

on 23 Febbraio 2025

Esistono i mostri?

Ebbene sì: tutti noi ne abbiamo incontrato uno o più, e ancora ne incontreremo.

I mostri sono persone che ci feriscono o che fanno del male a chi ci è caro, sono coloro che non conoscono azioni gentili o le persone capaci di deridere i più deboli. Non serve cercare azioni violente o fatti di cronaca per trovare mostri: chi non lascia pubblica traccia non è meno crudele.

I mostri sono anche i cattivi pensieri, e di mostri sono popolati i periodi difficili e le paure legate al domani. Le notti insonni, le male parole che lasciano il segno, un referto medico o gli sguardi malevoli che frustano a sangue.

I mostri si annidano nel vivere di ognuno, nascosti in vulnerabilità e ingiustizie, negli incubi che colgono da svegli e nei sogni dei bambini, in chi non sa essere sincero e in chi promette sapendo di non poter mantenere.

E i mostri siamo anche noi, perché in noi ne albergano come nostri figli, e li nascondiamo a dovere o li mettiamo a tacere ma non siamo immuni dal metterli al mondo con azioni così dense di “non avrei dovuto” o in quel recriminare dei “ma come ho potuto”.

C’è chi dice che i mostri esistono a prescindere dall’uomo, c’è chi sostiene che al contrario è soltanto l’uomo a crearli, e c’è chi come Oscar Wilde suggeriva di nutrirli mentre Goya era convinto che fosse la ragione a crearli. Voltaire vedeva i mostri più pericolosi nel fanatismo e per Balzac erano l’abitudine…

Creiamo esseri mostruosi trasferendo su di essi l’origine delle nostre paure, ed è così che il vivere si popola di creature soprannaturali, di insetti giganti partoriti dalla fantasia pronti a invaderci, di orchi nascosti in attesa di ghermirci… E quanto è facile dimenticare che i mostri hanno ben altre sembianze.

Siamo noi, angeli e demoni, mescolanza di bene e male, dualità costante tra l’essere vittime e carnefici.

Ed è per questo che faccio mia la frase di De Montaigne, sincera e forse brutale: “Non ho mai visto un mostro o un miracolo più grande di me stesso”.



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