Siamo esseri pensanti, si dice. E pensare sembrerebbe la cosa più naturale del mondo visto che si tratta di una “attività” a cui ci dedichiamo di continuo. Ma… sappiamo davvero pensare? Ovvero, ci limitiamo a mettere insieme un po’ di parole, sensazioni, reazioni ed eccolo là un pensiero formulato? Pensare dovrebbe significare riflettere e ragionare con la propria testa, lo dice anche il vocabolario, mentre gli psicologi asseriscono che il pensiero è la manipolazione delle rappresentazioni mentali delle informazioni.
Carl Jung ha detto che “pensare è molto difficile. Per questo la maggior parte della gente giudica. La riflessione richiede tempo, perciò chi riflette già per questo non ha modo di esprimere continuamente giudizi”. Vi piace? A me moltissimo.
In ogni caso, quando pensiamo possiamo farlo utilizzando parole e immagini. Nella scrittura, questa sorta di elaborazione dati unita alla memoria è fondamentale per dar vita a una storia o a una semplice frase. Ebbene, scrivere migliora la qualità del pensiero e la qualità del pensiero migliora la scrittura, in un affascinante e inevitabile circolo vizioso da cui – una volta cominciato – non si ha più voglia di venir fuori, lo abbiamo visto nel post dedicato all’argomento.
Una volta stabilito che dal nostro pensiero può scaturire una storia, si potrebbe tentare di scriverla, magari sotto forma di racconto breve… Volete provare a scrivere con me? Fatemi compagnia mentre condivido con tutti voi brevi pillole di scrittura che spero potranno accompagnare la vostra passione nascente o da tempo radicata.
E ricordate che scrivere può addirittura migliorare le vostre giornate!


Ed eccomi a voi, in questa umida e uggiosa giornata invernale, di quelle che invitano a stare a casa, rassicurati da un tè caldo alla ciliegia (vi piace?). Certo, non tutti possono permetterselo, e da lontano mi arriva il nervosismo dei clacson che impazzano sul raccordo anulare, di sicuro intasato come sempre avviene durante le giornate di pioggia. E allora oggi il mio pensiero va a voi, automobilisti arrabbiati, ma non solo. In effetti il mio pensiero va dirigendosi verso più direzioni, una delle quali è il laboratorio di scrittura creativa che sto tenendo a Roma. Voi che mi seguite da tempo, sapete tutti quanto mi entusiasmi conoscere persone che amano leggere o scrivere, condividere con loro passioni e riflessioni, ascoltare ciò che hanno da insegnarmi anche quando – come in questo caso – la mia veste è quella di insegnante. Ebbene sì, tutti hanno qualcosa da insegnare e la mia piccola grande classe tutta al femminile, è davvero coinvolgente in quanto a entusiasmo e creatività. Si è creato un clima amichevole e allegro, in cui applausi e sorrisi si mescolano all’impegno di tutte ed io sono rimasta sorpresa dal loro scrivere, perché pur trattandosi del primo laboratorio che frequentano, e seppur non essendosi mai messe in gioco prima, rivelano una vena creativa interessante, uno stile personalissimo e una buona tecnica. E credo siano tutte doti che neppure sospettavano di avere!